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  • blue wine blue wine

    Blue Wine, gradite un tuffo?

    Scritto da 10 novembre 2017

    Sedetevi e dimenticate tutto quello che avete imparato finora sul vino. Ve lo ricordate l’Angelo azzurro? Ecco, uguale uguale, il Blue Wine è un vino vestito da cocktail ma che sa di vino. Siete confusi? Non siamo seduti a tavola con Neo o Morpheus, stiamo parlando di un vino vero, fatto con uva vera, che un baldanzoso gruppo di creativi ragazzi spagnoli ha deciso di colorare di blu. Un giorno si sono alzati, giureremmo che non fossero neanche sbronzi, e hanno pensato che se gli unicorni esistevano poteva esistere anche il Blue Wine. Chi siamo noi umani per non immaginare un mondo più colorato? Detto fatto. Ok, ma di cosa stiamo parlando? Semplice. Il Blue Wine è un vino prodotto con uve bianche e rosse dei Paesi Baschi a cui viene data la pigmentazione blu con una tintura indaco e le antocianine, coloranti naturali che si trovano in diversi fiori e frutti. Non so che sapore abbia, non riesco neanche a immaginarlo, sinceramente, ma a quanto si dice pare che si abbini alla perfezione al sushi e a tutti i pesci affumicati, a piatti grassi come la carbonara, quindi dovrebbe essere potenzialmente un valido sostituto del bianco. Ci fidiamo? “Aprite le menti e ignorate tutti i pregiudizi“, questo il grido di battaglia, o meglio, di bottiglia, che gli spagnoli hanno urlato al mondo quando Gik, questo il suo nome, ha visto la luce. Non so quanto possa farmi strano sedermi a tavola e trovarmi un calice di Blue Wine davanti a un bel trancio di salmone con aneto e chips di patate o a un sahimi, ma un pensierino per un aperitivo estroso certamente lo farei, tipo con le amiche al mare, sai che foto su Instagram? Poi magari è anche buono. Come certi uomini, o i puffi. Buon weekend, carissimi. .....

  • vini per Halloween vini per Halloween

    3 vini da paura per il weekend di Halloween

    Scritto da 24 ottobre 2017

    Se hai in mente di festeggiare Halloween, ecco 3 vini da paura per accompagnare stuzzichini e piatti a base di zucca per stupire i tuoi ospiti! Vini per Halloween: Vampire Cabernet Sauvignon Questo vino è prodotto da Vampire Vineyards, l’azienda di Michael Machat, attorno al quale girano diverse leggende… la più popolare vuole che mentre era in viaggio a New York, nei pressi di una pompa di benzina, incontra uno strano tizio che gli dice di cominciare a coltivare un vigneto in nome di Dracula! Leggende a parte, questo vino è ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e si presenta di un bel colore rosso granata. Al palato è pieno e tannico, mentre al naso si avvertono note di mirtilli, ribes nero e more. È perfetto per accompagnare formaggi piccanti, carni rosse e primi piatti di carattere. Vini per Halloween: Dracula Syrah Questo Syrah è prodotto dalla stessa azienda del Vampire Cabernet Sauvignon. Le origini del vitigno omonimo sono ancora oggi controverse. Da molti, infatti, viene considerato un vitigno importato dalla Francia, ma sembra che abbia origini mediorientali. In America viene coltivato esclusivamente in California e dà un vino di colore rosso rubino, con riflessi violacei. Il bouquet è caratterizzato da profumi di pepe e cioccolato, ma si possono percepire anche i frutti di bosco e sul finale liquirizia, rabarbaro e cacao. Il Syrah è un vino corposo, piuttosto alcolico e tannico, con inconfondibile finale di prugna e cioccolato-menta. È ideale per accompagnare la carne alla griglia! Vini per Halloween: Poizin Zinfandel Questo vino, prodotto da Armida Winery, è un omaggio allo Zinfandel californiano, parente stretto del Primitivo pugliese. È un vino rosato, è ottenuto dalla vinificazione in bianco delle uve Zinfandel. È un vino dolce e fruttato al palato, con un corredo olfattivo che spazia dal ribes nero alla mora, dalla prugna alla ciliegia. Al naso più esperto non sfuggono le note speziate di pepe, cardamomo e liquirizia. Questo vino è perfetto per accompagnare stuzzichini di vario tipo. .....

  • sapore del vino sapore del vino

    Il sapore del vino: acido, amaro, sapido e dolce

    Scritto da 14 settembre 2017

    La lingua è la regina indiscussa del gusto. La membrana di cui è rivestita, infatti, è costellata di minuscole e numerosissime protuberanze responsabili della percezione dei sapori: le papille gustative. Le sensazioni legate al sapore del vino sono: dolcezza, amarezza, sapidità e acidità. Queste vengono percepite in zone diverse della lingua. Il sapore del vino: le sensazioni saporifere Il sapore dolce, quindi gradevole, è determinato dalla presenza dei residui zuccherini e viene percepito sulla punta della lingua. il sapore salato o sapido si percepisce nelle zoni laterali della lingua ed è dovuta alla presenza di Sali minerali (cloruro di sodio, fosfati e derivati dell’acido tartarico). Dipende dalle caratteristiche del terreno (es. vicino al mare) e del clima in cui sono coltivate le uve (es. in posti caldi), ma anche dalle pratiche di vinficazione. Il sapore acido si percepisce sulle zone laterali anteriori della lingua ed è dovuto agli acidi naturalmente presenti nel vino. Non è di per sé sgradevole e dona al vino un carattere fresco. Diventa poco piacevole quando è in misura eccessiva. La base della lingua, invece, è sensibile al sapore amaro, determinato dalla presenza di polifenoli, soprattutto tannini. Il carattere amaro, se troppo pronunciato, viene considerato un difetto del vino. Il sapore del vino: le sensazioni tattili e retronasali Oltre ai quattro sapori fondamentali (acido, amaro, dolce, sapido), la lingua è in grado di percepire anche sensazioni tattili (con le papille gustative che sono al centro della lingua) e retronasali olfattive. Riesce, quindi, a rilevare la diversa consistenza dei liquidi (e dei solidi) che s’introducono nella bocca, ma anche l’aroma, che viene percepito per via indiretta dopo la deglutizione. La lingua è sensibile anche a stimoli di tipo termico. La temperatura del vino, infatti, modifica la percezione dei quattro sapori fondamentali. Sapidità e amarezza sono più percepibili con l’abbassamento della temperatura, mentre dolcezza e acidità lo sono con l’aumento della temperatura. Tra le sensazioni tattili si distingue facilmente quella astringente (determinata dai tannini che attenuano la salivazione), che genera rugosità e secchezza; e quella pseudocalorica, che genera calore e disidratazione per via dell’alcol. Il gusto del vino non è fatto solo di sensazioni gustative e tattili, ma anche di aromi. Quando deglutiamo il vino, infatti, esce aria calda, che incontra l’aria fredda appena inalata. Questa sensazione gusto-olfattiva si chiama persistenza aromatica (o aromi di bocca). È chiaro che più è lunga la persistenza di un vino, più sarà di qualità e di pregio. Il sapore del vino: l’equilibrio gustativo Tutte le sensazioni (saporifere, tattili e retronasali-olfattive) contribuiscono alla valutazione finale del vino, cioè a stabilirne l’equilibrio gustativo. Questo è il risultato di due componenti: la durezza (acidi, tannini, Sali) e la morbidezza (zuccheri, alcoli, polialcoli). Un vino si definisce equilibrato, quindi, quando si verifica la giusta proporzione tra le due sensazioni. .....

  • Vino Porto Vino Porto

    Ti presento il Porto, il vip dei vini liquorosi

    Scritto da 8 settembre 2017

    Il vino Porto è unico nel suo genere, come il territorio da cui proviene. Tra i vini liquorosi è senza dubbio una vera e propria star. Non c’è un solo posto al mondo, infatti, dove non sia conosciuto e apprezzato per il suo inconfondibile sapore. La storia del Vino Porto Il “vinho do Porto”, come viene chiamato in Portogallo, la sua terra natia, viene prodotto esclusivamente nella valle del Douro, attraversata dall’omonimo fiume. Questo vino deve il suo nome alla città di Oporto, alla foce del fiume, dove le botti arrivavano con le caratteristiche barcos, fino alla città di Vila Nova de Gaia. Qui poi il vino veniva lavorato e sottoposto a invecchiamento. La sua storia, in realtà, è molto più antica e risale addirittura all’epoca della dominazione romana, quando i conquistatori introdussero per primi la coltivazione della vite. Le cittadine di Oporto e di Vila Nova de Gaia, essendo situate sulla costa Atlantica, hanno avuto un ruolo strategico per la diffusione di questo vino, soprattutto in Inghilterra. Il Porto è assolutamente in debito con i mercanti inglesi, che furono i primi scoprirlo, spinti anche dall’esigenza di trovare alternative valide al vino francese (fortemente tassato). Vino Porto Tawny Del Porto esistono diverse tipologie (ben 11!), anche se quelle più note sono il rosso, il bianco e il Tawny. Dal punto di vista tecnico si definisce un vino fortificato (come il Marsala), poiché durante la sua produzione si aggiunge una certa quantità di acquavite. Questo vino, infatti, viene prodotto dalla fermentazione incompleta del mosto. Mentre è ancora in corso, infatti, viene arrestata la fermentazione con l’aggiunta di acquavite e in questo modo gli zuccheri, che sono ancora contenuti nel mosto, restano all’interno del vino. Questo particolare passaggio gli consente di avere un caratteristico sapore dolce. I Porto bianchi sono prodotti con uve a bacca bianca e subiscono un breve periodo di maturazione. La gran parte di questi vini ha un gusto dolce e sono concepiti come aperitivo. Sono considerati vini minori dagli appassionati di vino. Il Porto rosso (Porto Ruby), è la tipologia più venduta. Si presenta di colore rosso rubino, è molto dolce ed estremamente beverino. I Porto Tawny sono ottenuti con le stesse uve del Ruby, ma la maturazione è più lunga e soprattutto avviene in botti più piccole, che favoriscono il contatto del vino con il legno, che gli conferisce anche un colore più ambrato. È un vino meno dolce rispetto al Ruby, con note di frutta secca tostata e di cioccolato fondente. Vino Porto, prezzo Il Porto bianco è più economico e facilmente reperibile, così pure il Porto rosso. Si sale di prezzo, invece, con il Porto Twany. Vino Porto, abbinamenti Il Porto (rosso) trova la sua massima espressione nell’abbinamento con i dessert a base di cioccolato, con lo zabaione e le crostate con frutti rossi, ma si sposa bene anche con i formaggi erborinati. Il Porto bianco può essere servito come aperitivo in accompagnamento a stuzzichini (olive e frutta secca salata). Il Tawny, essendo meno dolce, si abbina bene anche a pietanze salate. La temperatura di servizio consigliata per il Porto bianco è tra 8°C e 12°C, le altre tipologie di vino invece si apprezzano meglio attorno ai 15°C-20°C, fatta eccezione per il Tawny, che può essere bevuto appena più fresco. Essendo considerato un vino da meditazione, il Porto può essere sorseggiato anche da solo. Inoltre, viene utilizzato anche come ingrediente in cucina. È ottimo, infatti, per insaporire le pietanze. .....

  • Vino Zinfandel Vino Zinfandel

    Ti presento il vino Zinfandel, sinonimo di California

    Scritto da 10 agosto 2017

    Il vino Zinfandel è tradizionale della California, ma racchiude in sé anche un po’ di Italia e di Croazia… secondo le più recenti analisi, è identico al Primitivo pugliese, ma le origini sarebbero croate. Questo vitigno, infatti, come hanno dimostrato gli ultimi studi sul DNA, è “migrato” negli Stati Uniti intorno all’Ottocento dalla Dalmazia. Zinfandel della California Le vere origini di questo vitigno, considerato autoctono della California per circa un secolo, sono venute alla luce solo negli ultimi anni. Quello che si sapeva però è che intorno al 1822 apparve sulla costa di New York e in breve tempo divenne prima la bevanda preferita dei minatori che cercavano l’oro nelle colline della Sierra Nevada e poi, con completamento della Great Pacific Railroad, e il boom economico dopo la fine della Guerra Civile, il vino più popolare e richiesto in America. Vino Zinfandel, La Puglia cosa c’entra? La somiglianza tra lo Zifandel californiano e il Primitivo pugliese è stata scoperta casualmente verso la fine degli anni Sessanta, quando un professore della California in visita in Puglia, assaggiando il Primitivo, disse che gli ricordava molto lo Zinfandel. Le analisi del DNA hanno poi confermato la corrispondenza tra i due vini. Venne spontaneo, allora, pensare che questo vitigno fosse giunto in America provenendo proprio dalla Puglia. Tuttavia, più recentemente è stata scoperta la più stretta “parentela” con l’uva croata Crljenak Kaštelanski (Okatac). È più probabile, infatti, che il vigneto sia migrato in California dalla Dalmazia e in Puglia dai Balcani (Lo ha chiarito anche il presidente dell’Accademia della vita e del Vino, Antonio Calò). Zinfandel bianco (o White Zinfandel) Il cosiddetto White Zinfandel, nonostante il nome, è un vino rosato, risultante da un processo di vinificazione in bianco delle uve Zinfandel. Si tratta di un vino dolce, da pic nic, spesso impiegato come base per gli spumanti e come vino di fondo per il famoso Porto californiano. Lo Zinfandel può essere anche rosso. In questo caso si tratta di un vino più strutturato, con tannini morbidi al palato e sentori di frutti di bosco, chiodi di garofano e aromi tostati di barrique. Se sei curioso di conoscere altri vini stranieri, ti suggerisco di leggere quest’articolo sul Cava, lo spumante catano. .....

  • vino Cava vino Cava

    Ti presento il vino: Cava, lo spumante catalano

    Scritto da 6 luglio 2017

    Nel cuore della Catalogna, si produce il vino Cava, uno spumante che si ottiene con il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia, proprio come il nostro Franciacorta. Ho avuto il piacere di assaggiarlo nel mio ultimo viaggio in Andalusia, in un localino tipico di Granada. Cava, vino spagnolo Il Cava o “El Cava” è senza dubbio lo spumante più famoso della Spagna e viene prodotto soprattutto nella regione del Penedès, a pochi chilometri da Barcellona, dove i terreni sono ricchi di creta e gesso e le condizioni climatiche sono ideali per la crescita di vitigni di qualità superiore. I vitigni impiegati per la produzione del vino Cava sono il Macabéo o Viura, lo Xarel-lo e la Parellada. La storia del Cava è legata al direttore dell’Istituto Agrario di Sant’Isidro, Luis Justo y Villanueva, che per primo nel 1851 iniziò a produrre con il metodo classico, utilizzando le stesse uve dello Champagne. Ma la fortuna di questo spumante arrivò qualche anno più tardi, con Josep Raventòs, il quale, nel 1872 cominciò una nuova produzione di spumanti metodo classico, impiegando delle uve locali dalla spiccata acidità. Il Cava si presenta di un bel colore giallo paglierino, con riflessi verdolini e nel calice produce una spuma vistosa, non a caso ha un finale piuttosto frizzante. Al naso emergono note fruttate di mela verde e agrumi, note erbacee, lievi sentori di crosta di pane e accenni minerali. La classificazione del Cava prevede tre tipologie fondamentali: Cava, con un minimo di 9 mesi sui lieviti, Cava Reserva, con almeno 15 mesi di permanenza sui lieviti, Cava Gran Reserva, con oltre 30 mesi sui lieviti. Per quanto riguarda il residuo zuccherino il Cava può appartenere a sette categorie: Brut Nature, senza aggiunta di zuccheri, Extra Brut, fino a 6 grammi per litro, Brut, fino a 12 grammi, Extra Dry, fra i 12 e i 17 grammi, Dry, fra i 17 e i 32 grammi, Demisec, fra i 32 e i 50 grammi, e Sweet, oltre i 50 grammi. Cava Freixenet Qualcuno avrà sentito parlarre del Cava Freixenet, si tratta dello spumante prodotto dalla Freixenet, azienda leader nella spumantizzazione e nell’esportazione di questo spumante nel mondo. È nata nell’Ottocento e oggi è gestita dalla quinta generazione. .....

  • Orange wine, il quarto colore del vino

    Scritto da 12 giugno 2017

    Ai tre colori del vino, bianco, rosso e rosato, si è unito il quarto membro: l’orange wine. Si tratta di una “nuova” tipologia di vini prodotti da uve bianche attraverso una macerazione prolungata, che va da qualche giorno a diversi mesi. Il mosto, infatti, resta a lungo a contatto con le bucce delle uve a bacca bianca, assumendo il caratteristico colore arancione, tendente all’ambra. In Giappone, Francia, Australia e Usa l’orange wine è già diventato un boom, mentre in Italia sta iniziando ora a decollare. La patria del vino arancione è la Georgia, da qui la caratteristica produzione in anfore di argilla sepolte nella terra, dove il vino resta a macerare a contatto con le bucce anche diversi mesi. Gli orange wines appresentano in realtà uno stile enologico antico poiché la loro produzione richiede molto lavoro manuale, e altrettanta cura del vigneto per ottenere uve sane, che attraverso la fermentazione naturale (senza l’aggiunta di lieviti selettivi) generano vini dalla personalità spiccata. Dopo l’affinamento in botti di legno, i vini arancioni vengono imbottigliati senza essere filtrati. Le bottiglie, infatti, vengono conservate verticalmente in modo che il vino chiarifichi con la deposizione per caduta delle particelle organiche. Un’altra peculiarità degli orange wines è l’elevata capacità di conservazione, nonostante l’assenza di solfiti (merito delle uve sane e dello sfoltimento a mano dell’uva che aumenta le capacità di autodifesa della vite). I vini arancione si accompagnano bene a piatti di pesce, soprattutto quelli serviti crudi e leggermente grassi. Proprio per questo motivo hanno trovato un così ampio consenso nella cucina giapponese. Nella nostra tradizione, invece, si abbina bene all’agnello e al capretto. Vuoi saperne di più sulla vinificazione? Leggi i nostri articoli sulla Vinificazione in bianco, sula Vinificazione in rosso e la Vinificazione in rosato. .....

  • Vinitaly 2017, costo dei biglietti ed espositori

    Scritto da 6 aprile 2017

    Anche quest’anno torna l’appuntamento con Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, che si svolgerà a Verona (Veronafiere), dal 9 al 12 aprile. Il Salone internazionale del Vino e dei Distillati, giunto quest’anno alla sua 51a edizione, ospiterà un numero maggiore di espositori esteri (30 paesi) nel nuovo padiglione D (Vininternational), per un totale di oltre 4mila espositori provenienti da ogni continente. Tra le novità da scoprire i sake dal Giappone e le cantine di Andorra e Kosovo, al loro debutto assoluto. Vinitaly 2017, aree tematiche Per orientarsi alla scoperta dei vini, ecco le aree tematiche: ViVit: riunisce i produttori di vino artigianale, piccole realtà, ma di grande qualità. Vinitaly Bio: salone dedicato al vino biologico certificato prodotto sia in Italia che all’estero. Vininternational: salone con focus sulla produzione di vino internazionale (Australia, Nuova Zelanda, Canada, Spagna, Argentina, Francia, Sudafrica, Portogallo, Svizzera, Cina, Giappone, Andorra, Kosovo, ecc.). Oltre alle aziende espositrici, ospita un’area tasting per degustazioni dedicate ai buyer e spazi di incontro per gli affari. Sono previsti anche masterclass, degustazioni, incontri, spettacoli, ecc. Il programma di Vinitaly 2017 è fitto di eventi! Qui potete trovare il calendario di tutti gli appuntamenti da non perdere. Costo biglietto Vinitaly Il biglietto giornaliero per l’ingresso a Vinitaly costa 80 euro, 75 euro se acquistato online. L’abbonamento 4 giornate (validità un ingresso per ciascun giorno) ha un prezzo di 120 euro e di 115 euro online. Per il mantenimento dello standard professionale, Vinitaly è aperto esclusivamente agli operatori specializzati (GDO, grossisti, import-export, rivenditori food, bar, ristoranti, hotel, catering, enoteche, wine bar, sommelier, enotecnici, produttori di enotecnologie, produttori di olio e vino, stampa specializzata, autorità, istituzioni), maggiorenni: non è permesso l’ingresso ai minori di 18 anni, anche se accompagnati. La registrazione è obbligatoria. La manifestazione fa orario continuato dalle 9.30 alle 18.00. Da domenica a martedì l’ingresso è consentito fino alle 17.00. Mercoledì l’ingresso è consentito fino alle 16.00. Vinitaly 2017, espositori Di seguito, la mappa degli espositori Padiglione 1: Emila Romagna Padiglione 2: Irpinia e Campania Padiglione 3: Sicilia e Umbria Padiglione 4: Trentino Padiglione 5: Veneto Padiglione 6: Alto Adige e Friuli Venezia Giulia Padiglione 7: Marche Padiglione 8: Sardegna e Veneto Padiglione 9: Toscana Padiglione 10: Piemonte Padiglione 11: Basilicata, Molise e Puglia Padiglione 12: Abruzzo, Calabria, Liguria e Valle D’Aosta Padiglione A: Lazio Padiglione B: Campania e Irpinia Padiglione C: Enolitech Gourmet & Bistrò Padiglione D: Toscana e Vininternational (Aziende internazionali) Potete scaricare la mappa delle aree espositive qui. .....

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