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  • Solfiti cosa sono Solfiti cosa sono

    Solfiti cosa sono e vini senza solfiti

    Scritto da 20 dicembre 2017

    Solfiti cosa sono? Questa è una delle domande più frequenti tra i consumatori di vino. Si tratta di sostanze chimiche impiegate nell’industria alimentare come conservanti. I solfiti, infatti, svolgono un importante ruolo antiossidante e antibatterico. Solfiti cosa sono di preciso? I solfiti, come anticipato, sono un conservante e ne fanno parte ad esempio  l’anidride solforosa e il bisolfito (di sodio e di potassio). Il loro compito è di stabilizzare il vino, permettendo di preservarne i sapori e i profumi originari e di combattere il proliferare dei batteri. Non tutti sanno però che queste sostanze non vengono aggiunte solo artificialmente da parte del produttore, l’azione del lievito durante la fermentazione alcolica, infatti, produce solfiti in modo naturale (può generare fino a 40 mg/l di solfiti!). Dosi di bisolfito nel vino Secondo la normativa europea la quantità massima di solfiti ammessi in un vino è di 150 mg/l per i rossi e 200 mg/l per i bianchi, che diventa rispettivamente 200 e 250 mg/l per i vini dolci. Esistono poi delle deroghe specifiche per determinati tipi di vino e in funzione dell’andamento dell’annata in specifiche aree di produzione. I solfiti sono cancerogeni? I solfiti sono sostanze di accertata tossicità, ma entro certi limiti sono ritenuti innocui. La dose giornaliera da non superare stabilita dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 0,7 mg al giorno per kg di peso corporeo (Una persona di 60 kg non dovrebbe assumere più di 42 mg di solfiti al giorno). Le reazioni allergiche si verificano solo nei soggetti predisposti, per questo motivo è obbligatoria l’indicazione sull’etichetta della loro presenza negli alimenti. Vini senza solfiti Va subito precisato che i vini senza solfiti non esistono. In realtà è consentito omettere la dicitiura “contiene solfiti” se la concentrazione totale di questi è inferiore ai 10 mg/l. Ne consegue che quando si parla di vino senza solfiti s’intende senza solfiti aggiunti artificialmente e comunque presenti in quantità totale inferiore ai 10 milligrammi per litro. Anche i vini biologici contengono solfiti. Le quantità massime ammesse sono 100 mg/l per i rossi e di 150 mg/l per bianchi e rosati, con la possibilità di aumentare in tutti i casi di 30 mg/l se il vino ha più di 2 grammi di zucchero residuo. .....

  • Vincotto come usarlo Vincotto come usarlo

    Vincotto come usarlo sul formaggio e non solo

    Scritto da 19 dicembre 2017

    Vincotto come usarlo? Prima di tutto cominciamo col dire che il vincotto (da non confondere con il vino cotto tipico di Marche e Abruzzo) è un prodotto della tradizione pugliese. Il nome farebbe pensare che si tratti di vino riscaldato, ma in realtà si ottiene dal mosto d’uva cotto. Le uve utilizzate sono solitamente Nero di Troia, Montepulciano, Primitivo e Negramaro. Il vincotto si presenta come una sorta di sciroppo denso di colore bruno, profumato con sentori di caramello e dal gusto dolciastro. Esiste anche il vincotto di fichi, un’altra specialità pugliese, che però non si ottiene dal mosto d’uva cotto, ma dai fichi maturi o secchi, che vengono cotti e da cui si ricava una preparazione densa e sciropposa, molto zuccherina. Il vincotto ha origini molto antiche e già i Romani lo producevano, in due tipologie diverse secondo il grado di concentrazione: il sapa più concentrato e il defrutto (si riduceva di un terzo). Si utilizzava come bibita energetica. Nella tradizione pugliese, invece, il vincotto viene utilizzato per condire le cartellate, come ingrediente dei taralli neri foggiani e finanche sulla pizza bianca o le pettole fritte. In realtà anche in altre regioni d’Italia esistono prodotti simili al vincotto pugliese come la saba (o sapa) in Romagna, Marche e Sardegna. Il vincotto veneto è una specie di confettura ottenuta facendo cuocere il mosto d’uva con le mele, le patate e la zucca a pezzettini. Vincotto come usarlo sul formaggio Il vincotto viene utilizzato soprattutto per preparare i dolci natalizi come i mostaccioli e le famose cartellate, ma si può abbinare anche a piatti salati a base di carne e come condimento sui formaggi, soprattutto stagionati come il caciocavallo, il pecorino, ecc. Vincotto come usarlo sull’insalata Il vincotto è ottimo anche per arricchire l’insalata e per condire le verdure. Da provare assolutamente sulla frutta! .....

  • Leopold Merlot Collio Leopold Merlot Collio

    Degustiamo il Leopold Merlot Collio di Fiegl

    Scritto da 16 dicembre 2017

    Questa settimana ci dirigiamo in Friuli Venezia Giulia per degustare il Leopold Merlot Collio dell’azienda Fiegl: si tratta di un vino rosso contraddistinto dalla Denominazione d’origine controllata Collio, una zona particolarmente vocata alla coltivazione di uve bianche e rosse che danno vita a prodotti di particolare pregio ed interesse. L’azienda è situata nel Comune di Oslavia, in provincia di Gorizia, a poche centinaia di metri dal confine sloveno: si tratta di terre ben ventilate e con importanti escursioni termiche, situate fra le montagne e la costa, un microclima ideale per la maturazione di determinate coltivazioni. Il vitigno utilizzato per la produzione del Leopold è il Merlot in purezza, coltivato con il sistema a guyot in vigneti che hanno un’età media di 60 anni, nei quali il terreno è denominato “ponca”, caratterizzato cioè da un suolo composto da stratificazioni arenacee e marnose. La vendemmia viene svolta intorno alla metà del mese di ottobre, in seguito le uve vengono condotte in cantina e messe a macerare per 12 giorni in recipienti di acciaio inox. La fermentazione e maturazione del mosto hanno quindi luogo in grandi tonneau di legno: dopo tre anni, il vino è pronto per essere imbottigliato, ma affina ulteriormente in bottiglia per altri tre anni, prima di essere commercializzato. Una lunga maturazione che dona al Leopold Merlot Collio caratteristiche decise e ben riconoscibili. Particolarità che è possibile osservare già versando il vino nel bicchiere, per il quale si raccomanda la scelta di un calice ampio di tipo Bordeaux, in grado di permettere una corretta ossigenazione del prodotto: noteremo un colore rosso porpora impenetrabile, con sfumature granate e riflessi dell’unghia tendenti al rubino, sempre a seconda dell’invecchiamento della bottiglia; buona la densità, che traspare dagli ampi archetti che si formano nel bicchiere. Al naso si resta affascinati da un intenso aroma speziato (principalmente pepe nero), quindi da un bouquet formato da sentori di frutti di bosco, confettura di ciliegie ed amarene, vaniglia ed altri aromi dovuti all’invecchiamento in legno, come il cuoio. Assaggiando il Leopold troveremo un vino ben strutturato, di buon corpo, rotondo ed armonico; i tannini sono delicati ed eleganti, mai invasivi, mentre una lieve nota di sapidità ed acidità precede un finale asciutto e decisamente persistente. L’abbinamento perfetto è quello con ricchi primi piatti, carni rosse, arrosti, selvaggina da pelo (ideale è con il goulash di cinghiale), oltre che salumi e formaggi stagionati. Piacevole è pure il suo utilizzo nel corso di un sostanzioso aperitivo in compagnia. Il Leopold Merlot Collio Doc ha una gradazione di 13,5% vol e va servito ad una temperatura di servizio di circa 18°C, ricordandosi di stappare la bottiglia almeno un’ora prima di essere consumato. Si presta ad un invecchiamento di diversi anni in cantina. In definitiva, un Merlot importante che saprà soddisfare le esigenze degli amanti del vino, perciò… alla salute! .....

  • Orecchiette al vino Primitivo di Manduria, ricetta Orecchiette al vino Primitivo di Manduria, ricetta

    Orecchiette al vino Primitivo di Manduria, ricetta di Natale

    Scritto da 14 dicembre 2017

    Orecchiette al vino Primitivo di Manduria, ricetta super buona e originale da portare in tavola per il pranzo di Natale! Questo tipo di pasta si sposa bene con i condimenti ricchi e saporiti come un bel ragù di carne. Orecchiette al vino primitivo di Manduria, ricetta e ingredienti (6 persone) 500 g di farina di grano duro 250 ml circa di vino Primitivo di Manduria un pizzico di sale Orecchiette al vino primitivo di Manduria, ricetta e preparazione Metti su una spianatoia la farina di grano duro. Fai scaldare leggermente il vino. Fai sciogliere il sale e versa il vino tiepido sulla farina. L’impasto deve essere abbastanza asciutto, quindi regolati di conseguenza con la quantità di vino, che può essere diversa da quella indicata. Fai riposare l’impasto per mezz’ora coperto con un canovaccio di lino e poi ricava dei piccoli bastoncini. taglia a tocchetti e con l’aiuto del coltello dai la classica forma dell’orecchietta. Spolverizza con la farina un telo di cotone o di lino e adagia la pasta per farla asciugare. Sarebbe meglio preparare le orecchiette al vino primitivo di Manduria la mattina o il giorno prima. Se non sai realizzare questo tipo di pasta, qui trovi un facile tutorial! .....

  • Primitivo, vitigno Primitivo, vitigno

    Primitivo vitigno, caratteristiche e abbinamenti a tavola

    Scritto da 13 dicembre 2017

    Primitivo, vitigno a bacca nera diffuso in tutto il Sud, trova in Puglia e precisamente a Manduria (tra la provincia di Taranto e quella di Brindisi), il suo territorio d’elezione. Assieme al Negramaro è senza dubbio tra i vini pugliesi più famosi e la sua storia si perde nella notte dei tempi… Primitivo, vitigno e caratteristiche Il vitigno utilizzato per la produzione di questo vino è al 100% Primitivo. Il nome deriva dalla precocità di maturazione delle uve e oggi il Primitivo sta ritornando a forme di allevamento tradizionale (alberello pugliese). In passato, infatti, veniva utilizzato soprattutto come vino da taglio Verso la fine degli anni ’60 venne scoperta una somiglianza con lo Zinfandel californiano. Tutto avrebbe fatto pensare che la parentela fosse frutto dell’esportazione del vitigno dalla Puglia all’America, ma come ha chiarito anche il presidente dell’Accademia della vita e del Vino, Antonio Calò, è più probabile che il vigneto sia migrato in California dalla Dalmazia e in Puglia dai Balcani. Primitivo di Gioia del Colle La storia del Primitivo, al di là delle sue origini, è legata indissolubilmente a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove alcuni frati francescani, trasferendosi nel convento di Manduria, portarono con sé le barbatelle che permisero poi di sviluppare il Primitivo di Manduria. In realtà esiste anche una produzione di questo vino in Basilicata. Il Primitivo di Manduria si presenta di colore rosso violaceo, che invecchiato tende all’arancio. L’aroma è speziato, con sentori di more e gelso, liquirizia e pepe nero. il gusto è armonico, con note di ribes e more e dai tannini robusti, ma equilibrati. Il Primitivo di Gioia del Colle, rispetto al precedente ha un aroma più leggero, con sentori di ciliegia, amarena e prugna, che poi si ritrovano anche al palato. Primitivo, abbinamenti Sia il Primitivo di Manduria che il Primitivo di Gioia del Colle sono perfetti con la pasta al ragù, piatti a base di cane, selvaggina, pesce alla griglia e salumi e formaggi stagionati. La temperatura di servizio consigliata per il Primitivo da pasto è fra i 18° e i 22°C. Per le altre versioni (amabile e liquoroso), invece, la temperatura ottimale è compresa fra i 12° e 16°C .....

  • Comprare vino online, consigli Comprare vino online, consigli

    Comprare vino online, consigli utili per evitare fregature

    Scritto da 12 dicembre 2017

    Perché comprare vino online? È facile, la scelta è infinita, i prezzi sono competitivi. Non si può desiderare di più! Un po’ di tempo fa ti avevamo spiegato come acquistare un buon vino al supermercato, oggi invece ti diamo qualche consiglio per comprare vino online ed evitare brutte sorprese. Comprare vino online, consigli utili e vantaggi I cosiddetti “wine lovers” sono sempre più numerosi, sempre più informati e soprattutto più disponibili ad acquistare sui canali non tradizionali: gli shop e le enoteche online. Acquistare il vino online è tutto sommato vantaggioso perché le offerte solitamente sono convenienti, nessuno ti assilla o ti disturba, niente fila alla cassa, ma è bene seguire qualche accorgimenti per non ritrovarsi a bocca asciutta, è proprio il caso di dirlo! Comprare vino online, consigli anti-fregatura Occhio al prezzo: come abbiamo spiegato nella nostra infografica su quanto costa produrre una bottiglia di vino, un prezzo stracciato non è quasi mai sinonimo di convenienza… anche online il prezzo di un bottiglia di vino, soprattutto se si tratta di un vino pregiato, non può essere eccessivamente ridotto. Verifica che il sito sia affidabile: per capire se lo shop online è serio e professionale controlla che in home page ci siano tutte le informazioni per identificarlo. Nel footer ci deve sempre essere il nome dell’azienda, con la sede legale, la Ragione Sociale e la Partita IVA! Presenza sui Social Network: la presenza sui Social, ad esempio attraverso una pagina aziendale su Facebook, è molto importante, soprattutto perché puoi leggere i commenti e le recensioni di altri clienti. Nel nostro Shop, aperto 24 ore su 24, troverai tante offerte e potrai scegliere tra vini di tutti i tipi, selezionati direttamente dalle migliori cantine. .....

  • Tenuta Bastonaca Tenuta Bastonaca

    In giro per cantine: Tenuta Bastonaca e il suo Frappato

    Scritto da 10 dicembre 2017

    Oggi, nel nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane, incontriamo Tenuta Bastonaca, che prende il nome dalla contrada omonima, in provincia di Ragusa.  Siamo nel cuore della Sicilia e in una delle zone più vocate per la produzione di rossi e bianchi pregiati. L’azienda, che ha sede in un antico palmento del ‘700, è circondata da 16 ettari di viti coltivati ad alberello ed è gestita da Giovanni Calcaterra e Silvana Raniolo, la quale dal 2016 è anche rappresentate della prestigiosa Associazione Nazionale “Le Donne del Vino”, di cui vi abbiamo già parlato a proposito del presidente Donatella Cinelli Colombini. Tenuta Bastonaca è una realtà giovane, ma sia Giovanni che Silvana provengono da famiglie dove il vino si è sempre fatto. L’idea di creare un’azienda tutta loro è nata durante i viaggi per cantine francesi e difatti s’ispira al modello dei piccoli Chateaux d’Oltralpe, dove il cuore dell’azienda è la cantina e tutt’intorno i vigneti allevati ad alberello, lo stesso metodo usato dai nonni. L’azienda segue i canoni del biologico, con la supervisione dell’agronomo ed enologo Carlo Ferrini. Questa scelta comporta molto più lavoro e una resa minore di uva. Come ci racconta Silvana: “Tutto questo si traduce dal punto di vista economico in costi maggiori per l’azienda. Nonostante ciò, riteniamo che sia importante preservare l’ambiente per i nostri figli. La stessa scelta dei fornitori, per esempio, si basa su un concetto di eco-sostenibilità: prestiamo molta attenzione ai materiali forniti.” La Tenuta Bastonaca ha deciso di valorizzare i vitigni autoctoni: il Frappato, il Nero d’Avola, il Cerasuolo di Vittoria (unica DOCG della Sicilia) e il Grillo. Ha anche un vitigno molto particolare, che sta dando grandi soddisfazioni: il SUD. Come ci spiega Silvana: “È il nostro cru nato unendo il Nero D’Avola con il Grenace e il Tannat, una riserva destinata ad invecchiare per diversi anni”. Due anni fa hanno comprato anche due ettari di vigneto a Solicchiata, sull’Etna versante Nord, dove producono 3.000 bottiglie di Etna Rosso DOC. L’azienda possiede anche 5 ettari di uliveto e il loro olio di Carolea è stato inserito nella guida del Gambero Rosso, tra i migliori oli d’Italia. .....

  • Confettura di vino per formaggi Confettura di vino per formaggi

    Confettura di vino per formaggi, una ricetta da provare

    Scritto da 7 dicembre 2017

    La confettura di vino per formaggi è una ricetta di quelle che non ti aspetti… dalla consistenza simile alla gelatina è perfetta per accompagnare parmigiano, pecorino, grana padano, gorgonzola, scamorza, fontina, taleggio, caciocavallo e persino i formaggi di capra! Confettura di vino per formaggi: ingredienti 500 g di vino Lambrusco 200 g di zucchero di canna Buccia di limone bio 1 stecca di cannella (opzionale) Fruttapec Confettura di vino per formaggi: preparazione In una pentola antiaderente versa il vino per farlo scaldare, aggiungere lo zucchero e il gelificante. Aggiungi la stecca di cannella e porta a bollore. Fai cuocere a fuoco lento mescolando spesso per 30/40 minuti, poi spegni e togli la cannella. Versa la marmellata nei vasetti sterilizzati e capovolgi per una decina di minuti, per creare l’effetto del sottovuoto. Rigira i vasetti, fai raffreddare e conserva in un luogo fresco e lontano da fonti luminose. Ps. se vuoi dare a questa confettura di vino per formaggi una consistenza più liquida, fai cuocere solo per 20 minuti. .....

  • vini preferiti dalle donne vini preferiti dalle donne

    Quali sono i vini preferiti dalle donne?

    Scritto da 4 dicembre 2017

    Entrare nel mondo dei vini preferiti dalle donne è un viaggio decisamente affascinante, dopotutto “siamo così dolcemente complicate”, no? Facciamo un passo indietro però: esistono dei comportamenti di uso e di acquisto riconducibili a una determinata fetta di persone? Sì, esistono e sono anche estremamente forti. L’antropologia e il marketing non sono mica delle scienze a caso. I vini preferiti dalle donne sono quelli simili alle donne: profumati, forti, rotondi, morbidi, di temperamento. Sono certamente bianchi, stando alle statistiche, soprattutto del sud, ma con un salto al nord per quanto riguarda le bollicine che occupano sempre il loro scalino sul podio. Ma se vini bianchi, Prosecco e Franciacorta potevamo un po’ aspettarceli, sono i rossi la rivelazione degli ultimi anni, sono infatti sempre più le donne che amano la compagnia di un calice di Primitivo di Manduria. Come dite? Ah sì, certo, i nomi dei vini preferiti dalle donne. Ché va bene la teoria, ma alla fine serve un vademecum per non sbagliare. E qui ci viene in aiuto la lista dei migliori vini italiani votati dalla giuria femminile del Concours Mondial des vins fèminalise. MEDAGLIE D’ORO AZIENDA AGRICOLA CANEVONVALDOBBIADENE – Docg Prosecco Conegliano Valdobbiadene 2016 AZIENDA AGRICOLA SILVIA CASTAGNERO AGLIANO TERME – Doc Piemonte Cortese Agliano Terme 2015 CUVAGE SRL ACQUI TERME – PDO Abruzzo N/A I BALZINI SOC. AGRICOLABARBERINO VAL D’ELSA (FI) – Igt Colli della Toscana Centrale I Balzini Pink Label 2016 TERRE DEL PIRIO MAELI TORREGLIA (PD) – Docg Colli Euganei Fior d’Arancio 2015 Bianco Infinito TENUTA LA MONTINA SRL MONTICELLI BRUSATI (BS) – Docg Franciacorta Bianco N/A TENUTA LA MONTINA SRLMONTICELLI BRUSATI (BS) – Docg Franciacorta Chardonnay Pinot Nero N/A MOSSI AZIENDE AGRICOLE VITIVINICOLE SRL PIACENZA – Doc Colli Piacentini 2003 Albareto di Ziano Piacentino Le Solane TENUTA TORRE ZECCHEIVALDOBBIADENE – Doc Conegliano Valdobbiadene 2016 Millesimato Docg VARVAGLIONE VIGNE E VINI SRLLEPORANO – Doc Primitivo di Manduria 2014 Papale Linea Oro FATTORIA LA VIALLA AREZZO – Doc Vin Santo del Chianti Bianco 2012 Riserva FATTORIA LA VIALLA AREZZO – Doc Vin Santo del Chianti Rosso 2010 Occhio di Pernice Riserva FATTORIA LA VIALLA AREZZO – Igt Toscano 2013 La Casotta Rosso di Toscana AGRICOLA S.S.A. ZAGO ANDUINS DI VITO D’ASIO – Doc Prosecco 2016 PIERA MARTELLOZZO SPA SAN QUIRINO, PORDENONE – Igt delle Venezie 2015 Rosè Cuvee Spumante Dry 075 carati MEDAGLIE D’ARGENTO CANTINA LA MARCHESA SERGIO LUCIO GRASSO LUCERA (FG) – Igt Dauna Fiano Il Cappriccio della Marchesa 2014 CANTINE DE MARE CIRO’ – Doc Cirò Bianco Sant’Angelo 2016 AGRICOLA SOCIETA’ COOPERATIVA DI AZ. AGRIC. CONTI ZECCA LEVERANO – Igt Puglia Donna Marzia Chardonnay 2016 SA LAGUNARE LUXEMBOURG – Igt Veneto Lagunare Rosso 2009 TERRE DEL PIRIO MAELI TORREGLIA (PD) – Docg Colli Euganei Fior d’Arancio Spumante Dolce 2015 TERRE DI NOTO NOTO – Doc Noto Nichea 2014 PIERA MARTELLOZZO SPA SAN QUIRINO, PORDENONE – Prosecco Millesimato Doc Spumante extra Dry 075 carati 2016 PIERA MARTELLOZZO SPA SAN QUIRINO, PORDENONE – Doc Colli Euganei Moscato Spumante Dolce 075 carati 2015 AZ. AGRICOLA CASTELLO DI RONCADE RONCADE – Doc Raboso dell’Arnasa Raboso Doc Piave 2013 AZ. AGRICOLA CASTELLO DI RONCADE RONCADE – Igt Rosso Veneto Villa Giustinian 2012 SOC. AGRICOLA A.R.L. TENUTA IUZZOLINI CIRO’ MARINA – Igt Abruzzo Madre goccia 2016 FATTORIA LA VIALLA AREZZO – Docg Chianti Casa Conforto Riserva 2014 MEDAGLIE DI BRONZO VARVAGLIONE VIGNE E VINI SRL LEPORANO – Igt Salento Cosimo Varvaglione Collezione Privata Negroamaro del Salento Igp 2014 FATTORIA LA VIALLA AREZZO – Docg Montecucco Sangiovese L’Abbandonato 2014 .....

  • Cannonau vitigno Cannonau vitigno

    Ti presento il vino Cannonau: vitigno caratteristiche e abbinamenti

    Scritto da 29 novembre 2017

    Il Cannonau è il vitigno più antico del Mediterraneo e risale a molto prima che gli Spagnoli, intorno al 1400, arrivassero in Sardegna. Il vino che si ottiene ha una personalità calda e intensa, come gli abitanti di quest’isola meravigliosa. Del resto ci sarà stato un motivo se Gabriele d’Annunzio, scriveva: “A te consacro, vino insulare, il mio corpo e il mio spirito…”. Cannonau, vitigno Si ritiene erroneamente che il Cannonau vitigno sia stato importato dagli Spagnoli durante il periodo aragonese dell’isola. Al contrario, come dimostrano studi recenti, sono stati i sardi, che navigando in tutto il Mediterraneo, hanno contribuito a diffondere il Cannonau in Spagna, in particolare a Siviglia, dov’è noto come “Canonazo”. La coltivazione è diffusa in tutta l’isola, ma trova il suo habitat perfetto nell’entroterra e soprattutto l’Ogliastra. Cannonau, caratteristiche Il Cannonau si presenta di un bel colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento. Viene prodotto in purezza o con al massimo il 10% di uve aggiunte a bacca nera ammesse dal regolamento e può essere secco, passito e liquoroso dolce (con aggiunta di alcol o mosto). Al naso spiccano le note fruttate di ribes, fragola, ciliegia e prugne. Si possono percepire anche sentori floreali, che richiamano soprattutto alla rosa passita. Il sapore è caldo e sapido. Cannonau, abbinamenti Il Cannonau si abbina molto bene ai brasati, alla selvaggina e alle carni rosse in generale. È perfetto con i formaggi, soprattutto quelli stagionati e saporiti (es. pecorino sardo). Nella versione liquorosa dolce è ideale per accompagnare dessert di pasticceria secca, ma anche le macedonie di frutta. Questo vino va gustato fresco. La temperatura di servizio consigliata è di 16-18°C. Mi raccomando, stappate la bottiglia almeno un’ora prima di servire. .....

  • Brasato al vino rosso in pentola a pressione Brasato al vino rosso in pentola a pressione

    Brasato al vino rosso in pentola a pressione, un piatto classico

    Scritto da 23 novembre 2017

    Il brasato al vino rosso in pentola a pressione è un gustoso secondo piatto a base di carne di manzo, arricchito dal gusto del Barolo. Per questa ricetta, tipica del Piemonte, potete usare anche un altro tipo di vino, come il Sangiovese o il Montepulciano. La cottura tradizionale del brasato richiede molte ore, anche 6, senza considerare la marinatura. Per dimezzare i tempi la pentola a pressione è l’ideale. Segui la nostra ricetta e farai un figurone! Brasato al vino rosso in pentola a pressione: ingredienti (dosi per 4 persone) 800 g di manzo in unico pezzo 1 bottiglia di Barolo o Montepulciano 2 mazzetti di salvia e rosmarino 2 bacche di ginepro 2 chiodi di garofano 2 foglie di alloro 1 gambo di sedano 2 cipolle bianche non troppo grandi 2 spicchi di aglio 2 carote 2 cucchiai di olio extravergine di oliva Sale q.b. Pepe q.b. Brasato al vino rosso in pentola a pressione: preparazione Tampona il pezzo di carne con della carta da cucina per eliminare il sangue in eccesso. Aggiungi il sale e il pepe. Metti la carne in una pentola abbastanza capiente. Pela l’aglio, le cipolle e le carote, lavali insieme al sedano e falli a tocchetti. Metti il tutto nella pentola con la carne e aggiungi il Barolo. Copri la pentola e lascia marinare la sera prima in un luogo fresco o in frigo. Togli la carne dalla pentola e asciugala di nuovo, sempre con della carta da cucina (lasciando da parte la marinatura). Metti l’olio nella pentola a pressione e fallo intiepidire. Aggiungi la carne e falla rosolare per 5 minuti, per lato, finché non sarà dorata. Aggiungi la marinatura e chiudi la pentola. Quando senti il primo sbuffo di vapore, abbassa la fiamma. Lascia cuocere per 40 minuti. Dopo aver fatto sfiatare il vapore, apri la pentola e prendi il pezzo di carne. Rimuovi i mazzetti di salvia e rosmarino e frulla il vino che è avanzato con le verdure cotte. Aggiusta di sale e rimetti sul fuoco per far addensare. Servi la carne a fette usando questa gustosa salsina. Ps. se servite questo brasato con lo stesso vino con cui è cotto, le papille gustative faranno la ola come allo stadio! .....

  • Lambrusco Lambrusco

    Ti presento il Lambrusco: vitigno, caratteristiche e prezzo

    Scritto da 22 novembre 2017

    Il Lambrusco, con il suo carattere allegro e vivace, è un vino rosso conviviale, ma mai troppo impegnativo. Simbolo dell’Emilia Romagna, vanta una storia antichissima. Diversi autori classici come Plinio e Catone, nelle loro opere fanno riferimento alla “Lambrusca vitis”, una particolare specie di vite selvatica che cresceva ai margini delle campagne. Lambrusco, vitigno Con il termine Lambrusco s’intende in realtà un gruppo di vitigni di matrice comune. Modena è la patria indiscussa di questo vino, che viene prodotto in diverse versioni. I più famosi sono il Lambrusco di Sorbara, il Grasparossa di Castelvetro, il Salamino di Santa Croce, il Marani e il Maestri. Tutte queste tipologie, seppur riunite nella categoria “Lambrusco modenese”, hanno caratteristiche proprie. Il Lambrusco di Sorbara, ad esempio, ha una nota aromatica pronunciata e un’elevata acidità, ma anche una certa leggerezza e vivacità. Il Lambrusco di Grasparossa è meno acido e più corposo, il Lambrusco Salamino di Santa Croce è un po’ la sintesi dei due fratelli maggiori, con tannini meno intensi del Grasparossa e un’acidità più contenuta rispetto al Sorbara. Il Maestri è un vino molto tannico, acido e molto fruttato, ideale per accompagnare piatti molto grassi (es. il cotechino). Infine, il Lambrusco Marani è un vino molto strutturato, vinoso e acido. Lambrusco, caratteristiche Il Lambrusco (nelle varie tipologie) può essere secco e frizzante o amabile. La versione secca del Lambrusco si abbina molto bene con piatti di buona succulenza e tendenzialmente grassi come le paste asciutte con sughi di carne, gli arrosti, i salumi e i formaggi (anche invecchiati o erborinati). Il Lambrusco amabile è un ottimo vino da dessert (soprattutto per accompagnare la pasticceria secca) o da conversazione. La temperatura di servizio ideale varia di 6°C agli 8°C. Lambrusco, prezzo Come diciamo spesso, produrre il vino non è una cosa semplice e richiede numerosi passaggi. Il costo di una bottiglia di vino di buona qualità non può essere inferiore ai 3 euro. Qui, troverai qualche consiglio su come comprare un buon vino al supermercato. .....

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