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  • Bolgheri vino rosso Toscana Bolgheri vino rosso Toscana

    Bolgheri, vino rosso, ma non solo, viaggiando in Toscana

    Scritto da 6 gennaio 2018

    Siamo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, nel cuore pulsante della Maremma livornese. Si sa, ma ci piace ribadirlo: la Toscana, in fatto di enogastronomia, la sa lunga. Sa come coccolare i suoi avventori, sa stupirli negli occhi, nel cuore, nello stomaco e nei pensieri. Sa prendersi cura, con cose belle e buone, delle gambe che la percorrono e delle bocche che la assaggiano. Non è solo il suo Castello medievale, non è solo la poesia di Giosuè Carducci, non è neanche solo il Viale dei Cipressi e nemmeno solo le sue chiese e il Rifugio faunistico; è terra di vino, di vini, di rossi morbidi e sinuosi come la Maremma, ma anche di bianchi e rosati, come i tramonti. Un territorio che grazie alle sue caratteristiche climatiche e morfologiche ha saputo accogliere e ospitare i vitigni del Cabernet Franc, del Petit Verdot, del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Quella di questa piccola frazione toscana col vino è una storia d’amore a pieno titolo, fatta di presenze importanti e di legami solidi e romantici, tanto da avere la denominazione Bolgheri DOC che include i famosi: Rosso di Bolgheri Rosso di Bolgheri Superiore Sassicaia Bolgheri Sauvignon Vermentino di Bolgheri Bolgheri Bianco e Rosato Il rosso viene prodotto esclusivamente nel comune di Castagneto Carducci, così come il Sauvignon e il rosato. Appannaggio del territorio provinciale di Livorno sono invece il rosso superiore, il Vermentino e il bianco. Una nota speciale invece per il Sassicaia, perla del territorio, uno dei vini italiani più rinomati, che viene prodotto esclusivamente in una particolare area del comune di Castagneto Carducci dalla Tenuta San Guido, unica a possederne i vigneti nell’area della DOC. Ecco, sì, se fossi un vino italiano, sicuramente mi piacerebbe essere un Sassicaia. Rossa lo sono già, spero solo di migliorare invecchiando. Buon weekend a tutti, bevete cose buone. .....

  • Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo

    Montepulciano vino toscano e Vino Montepulciano d’Abruzzo

    Scritto da 4 gennaio 2018

    Il Montepulciano vino toscano o più precisamente il vino Nobile di Montepulciano e il vino Montepulciano d’Abruzzo non hanno alcun legame tra loro, se non il nome. Va subito precisato, infatti, che il vino toscano Nobile di Montepulciano prende il nome dalla città in cui è prodotto, mentre il Montepulciano d’Abruzzo trae il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio. Montepulciano vitigno Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna, anche conosciuta come Conca di Sulmona, tra la Majella e il Gran Sasso. Nei comuni intorno alla provincia di Teramo ha trovato la sua zona d’elezione, tuttavia il vitigno è stato piantato su buona parte della costa orientale dell’Italia (Marche, Molise e Puglia) e in Umbria. Montepulciano vino toscano, caratteristiche Il vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più antichi della Toscana. Viene prodotto con le uve di un particolare clone di Sangiovese, il Prugnolo gentile, per via del profumo di prugna che conferisce al vino. È composto dal 70% minimo di Sangiovese, a cui si aggiunge Canaiolo per un massimo del 20% e Mammolo, che dà al vino note floreali, soprattutto di viola mammola. La zona di produzione comprende quasi tutto il comune di Montepulciano, a sud di Siena. Il vino Nobile di Montepulciano è un vino corposo, con un bouquet a base di prugne, ciliegie, viole e note terrose, con tannini morbidi anche grazie al lungo affinamento in legno: 26 mesi per il base e 38 per il Riserva. I sommelier suggeriscono di aspettare almeno 6-7 anni prima di stappare una bottiglia. Montepulciano vino toscano, abbinamenti Questo vino si sposa perfettamente con le carni rosse, le grigliate, lo spezzatino, la selvaggina e i cibi ricchi di spezie dolci (es. cannella). È ottimo anche con i formaggi stagionati, le paste al sugo e le preparazioni vegetariane. Va servito a una temperatura di servizio di 16-18°C. Vino Montepulciano d’Abruzzo, caratteristiche Il Montepulciano d’Abruzzo si presenta di colore rosso rubino e si fa subito notare per i suoi profumi di mora, gelso, visciole e maraschino. Al palato è sapido, avvolgente, con tannini raramente aggressivi e note di amarena. Esiste anche il Montepulciano Cerasuolo, che prende il nome dalla cerasa, cioè la ciliegia. Si tratta di un rosato profumatissimo, ma più fresco e delicato. Vino Montepulciano d’Abruzzo, abbinamenti Questo vino dà il meglio di sé con le grigliate di carne, i brasati, i pasticci di cacciagione, le carni elaborate speziate, ma anche con i formaggi stagionati e gli erborinati (es. Gorgonzola). Si consiglia una temperatura di servizio di 16°C per un vino giovane e di 19-20°C se è d’annata. Il Montepulciano Cerasuolo è molto versatile e si abbina bene sia alla carne che al pesce. La temperatura di servizio consigliata è di 14°C. .....

  • Calorie vino rosso Calorie vino bianco Calorie vino rosso Calorie vino bianco

    Calorie vino rosso e calorie vino bianco, INFOGRAFICA

    Scritto da 3 gennaio 2018

    Il vino è un alimento abbastanza calorico e un buon bevitore deve esserne consapevole… è bene anche sapere che più è elevata la gradazione alcolica, maggiore sarà il carico calorico. Vediamo insieme quali sono le calorie del vino bianco e le calorie del vino rosso. Calorie vino bianco (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino bianco sotto il 6-9% in volume di alcol etilico: 111-147 Calorie. Esempi: Riesling, Moscato d’Asti, Veltiner, Muller Thurgau, Chenin Blanc. Calorie vino bianco con 9-12% in volume di alcol etilico: 177-213 Calorie. Esempi: Gewurztraminer, Tocai, Malvasia. Calorie vino bianco secco sotto il 9-12% in volume di alcol etilico: 107-143 Calorie. Esempi: Pinot Grigio, Trebbiano, Pinot Bianco, Vermentino. Calorie vino bianco secco con 12-14% in volume di alcol etilico: 153-173 calorie. Esempi: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco. Calorie vino rosso (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino rosso con 11-13.5% in volume di alcol etilico: 135-165 Calorie. Esempi: Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Syrah. Calorie vino rosso con 13,5-16% in volume di alcol etilico: 165-195 Calorie. Esempi: Dal Pinot Nero al Cabernet. Calorie vino frizzante con 12.5% in volume di alcol etilico: 158 Calorie. Esempi: Champagne Brut, Cava, Prosecco. Calorie vino liquoroso con 14-21% in volume di alcol etilico: 189-275 Calorie. Esempi: Porto. Al di là del contenuto alcolico e delle calorie, è buona regola non superare la quantità di vino giornaliera consigliata, cioè: non più di 3 bicchieri (da 125 ml) per gli uomini, non più di 2 bicchieri (da 125 ml) per le donne e non più di 1 bicchiere (da 125 ml) per gli anziani. .....

  • Frappato Frappato

    Ti presento il vino Frappato: caratteristiche, abbinamenti e prezzo

    Scritto da 2 gennaio 2018

    Il Frappato è un antico vitigno autoctono della Sicilia, originario probabilmente della penisola iberica e sembra fosse già presente nell’isola e nella zona Iblea sin dal 1600. Frappato, caratteristiche La culla di questo vino elegante e beverino, è la provincia di Ragusa, dove i terreni sabbiosi sono di natura calcarea e silicea. Può essere vinificato in purezza o insieme a un altro grande rosso siciliano, il Nero d’Avola, dando vita al prestigioso Cerasuolo di Vittoria. Il Frappato si presenta di colore rosso rubino chiaro, quasi trasparente. All’olfatto si caratterizza per le note fresche, spesso minerali, cui seguono sentori fruttati di amarena, ciliegia e piccoli frutti di bosco. Il nome, del resto, la dice lunga sulla personalità di questo vino… “frappatu”, infatti, significa “fruttato”. Al palato spiccano le sensazioni sapide e saline. È un vino di medio corpo, con tannini morbidi e con una buona persistenza. Frappato, abbinamenti Il Frappato, essendo un vino beverino e leggero, è molto versatile negli abbinamenti a tavola. È perfetto per accompagnare i piatti a base di pesce, ma anche gli arrosti, le frittate di verdura, i salumi e i formaggi freschi. Questo vino va bevuto a una temperatura di servizio di circa 14-16°C. È consigliabile l’apertura della bottiglia un’ora prima della degustazione. Frappato, prezzo Il prezzo di un vino non può essere eccessivamente ridotto perché produrre una bottiglia di vino è un processo lungo. Un vino di buona qualità, dunque, non può costare meno di 3 euro (3,50-4€ se il vino è bio). Se sei curioso di conoscere quanto costa produrre una bottiglia di vino, ti consiglio di dare un occhio alla nostra infografica. .....

  • Rosso Piceno Rubideo Rosso Piceno Rubideo

    Degustiamo il Rosso Piceno Rubideo di Libenzi

    Scritto da 30 dicembre 2017

    Un vino di carattere, robusto ed elegante: è il Rosso Piceno Rubideo, prodotto dall’azienda Libenzi, situata nel Comune di Corinaldo (Ancona). Quello che ci apprestiamo a degustare è un interessante prodotto che nasce sulle colline marchigiane situate a circa 20 km dal Mare Adriatico, e rappresenta bene la categoria del Rosso Piceno a Denominazione d’origine controllata. I vitigni utilizzati per la produzione del Rubideo sono il Montepulciano, per l’80%, ed il Sangiovese, per il restante 20%; i terreni sono situati a 250 metri sul livello del mare, ed esposti ad est e sud-est, con un suolo di tipo argilloso e calcareo. Proseguendo con i dettagli tecnici, vale la pena di sapere che i vigneti, impiantati tra il 2001 ed il 2002, sono allevati a spalliera e che la produzione per ciascuna pianta è di circa 1,3 kg di uva. Dopo la vendemmia, che avviene manualmente, i grappoli vengono diraspati e messi a fermentare in recipienti di acciaio inox, per 10 giorni, alla temperatura controllata di 25°C. Successivamente il mosto viene separato dalle bucce ed è messo a maturare in contenitori di acciaio; prima di essere commercializzato, il Rosso Piceno Rubideo affina per un periodo in bottiglia. Versando il vino nel bicchiere, possibilmente un calice dall’apertura non troppo ampia, questo Rosso Piceno Doc si dimostra un prodotto ben più complesso di quanto il procedimento per la sua realizzazione farebbe supporre. Il colore rosso rubino intenso e scuro, è caratterizzato da riflessi violacei o granati (a seconda dell’invecchiamento della bottiglia) e da una buona densità. Al naso si percepisce subito un intenso insieme di aromi fruttati (frutti di bosco), sentori speziati ed altre note che farebbero quasi pensare ad un vino maturato in botte. La piacevolezza del bouquet si ritrova passando all’esame gustativo, dove il Rubideo si presenta ben strutturato, di buon corpo, asciutto e rotondo; una punta di sapidità e tannini dolci ma ben avvertibili precedono un finale persistente e con un retrogusto fruttato. Il Rosso piceno Rubideo è uno di quei vini che si abbina egregiamente a numerosi piatti, dai primi a base di ragù di carne o la pasta ripiena, ai secondi formati da carni arrosto e selvaggina. E’ ideale anche per accompagnare un ricco aperitivo a base di salumi e formaggi stagionati, come il ciauscolo ed il pecorino, o le pietanze del ricco cenone di Capodanno. Ricordatevi di stappare la bottiglia un’ora prima della degustazione e di consumare ad una temperatura di servizio di 18°C. Si presta ad un invecchiamento in cantina di alcuni anni. Buon anno nuovo e… alla salute! .....

  • Vini da Capodanno Vini da Capodanno

    Vini da Capodanno e da capogiro!

    Scritto da 28 dicembre 2017

    Sopravvissuti al pranzo di Natale, non resta che affrontare l’ultima sfida a tavola: Capodanno! Le bollicine sono sempre le benvenute, quindi Champagne a go go, ma se cerchi qualche alternativa altrettanto valida, continua nella lettura e scopri con quali vini puoi brindare al nuovo anno. Tra i vini da Capodanno che ti consigliamo c’è senz’altro il Franciacorta, che non ha sicuramente nulla da invidiare al celebre Champagne. Prodotto in provincia di Brescia, viene ottenuto da uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Di un bel colore giallo paglierino, con riflessi dorati e un perlage fine e persistente è ottimo per accompagnare antipasti e primi a base di pesce. Da non sottovalutare tra i vini da Capodanno, lo Chardonnay dell’Alto Adige, che resta un prodotto molto duttile. Non a caso viene usato per la produzione dei migliori spumanti al mondo! Anche questo vino accompagna bene antipasti e piatti a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, mi raccomando, a una temperatura di servizio di 10°C. A Capodanno non solo bianco… quando arrivano cotechino e zampone con le lenticchie puoi sbizzarrirti con un buon vino rosso come il Gutturnio o la Barbera, un vino tipico del Piemonte, estremamente piacevole, che si sposa bene con i piatti tendenzialmente grassi. Occhio alla temperatura di servizio, che deve essere tra i 15 e i 17°C. Quando in tavola arrivano i dolci, attenzione a non sbagliare sul più bello… molti, infatti, fanno l’errore di servire il dessert con lo spumante secco… ORRORE. Come insegnano i migliori sommelier, il dolce vuole il dolce. Quindi, via libera al Moscato d’Asti, un vino perfetto per brindare al nuovo anno. Che Bacco ci regali un meraviglioso 2018! .....

  • come togliere le macchie di vino rosso come togliere le macchie di vino rosso

    Come togliere le macchie di vino rosso su lana, jeans e tovaglie

    Scritto da 27 dicembre 2017

    Dopo i festeggiamenti e i brindisi, una delle domande più comuni è: come togliere le macchie di vino rosso?… eh si, perché le macchie di vino rosso sono decisamente un osso duro e la possibilità che restino degli aloni o comunque delle tracce dopo il lavaggio è dietro l’angolo. Ma se segui i nostri consigli, il risultato sarà impeccabile! Come togliere le macchie di vino rosso su lana Uno dei rimedi più efficaci contro le macchie di vino rosso è senza alcun dubbio il sapone di Marsiglia. Metti un panno asciutto al di sotto della macchia di vino, inumidisci il sapone e strofina la macchia. Poi con un altro panno umido risciacqua il sapone. Una volta a casa metti il capo in lavatrice. Come togliere le macchie di vino rosso su jeans Anche sui jeans il sapone di Marsiglia è ottimo per togliere le macchie di vino rosso. Il procedimento è sempre lo stesso. In alternativa puoi usare il sale. Cospargi la macchia con il sale e lascia agire per 5 minuti, poi versaci sopra dell’acqua bollente e infine metti il capo in lavatrice. Come togliere le macchie vecchie dalle tovaglie Per togliere le macchie vecchie dalla tovaglie bianche è molto utile il percarbonato di sodio, che è uno sbiancante naturale all’ossigeno attivo. Basta mettere il tessuto macchiato in ammollo con acqua e percarbonato e seguire le indicazioni che trovi sulla confezione. Una soluzione d’emergenza, se ti sei macchiato di vino rosso la camicia o la gonna è l’acqua frizzante, ne basta qualche goccia. Strofina e vedrai che la macchia si attenuerà subito! .....

  • Castello Sonnino Castello Sonnino

    In giro per cantine: Castello Sonnino e il suo Chianti Montespertoli

    Scritto da 24 dicembre 2017

    Nel nostro viaggio alla scoperte delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Castello Sonnino a Montespertoli, in provincia di Firenze. L’azienda, che appartiene al Barone De Renzis Sonnino, prende il nome dalla torre duecentesca che domina il podere di 40 ettari a vigneti e 17 a uliveti. L’azienda coltiva soprattutto uva Sangiovese. Hanno poi una discreta produzione di Merlot. Anche il Cabernet Sauvignon è presente nei suoi vigneti, insieme a piccoli appezzamenti di Malbec, Sirah, Cabernet Franc e Petit Verdot. Recentemente hanno impiantato una piccola parcella di Viognier, e infine hanno il Trebbiano per il Vinsanto. A proposito del Vinsanto (o Vin Santo), un vino tradizionale toscano, ci raccontano che: “Le uve di Trebbiano vengono raccolta da un’unica vigna al massimo della maturazione, vengono stese sui graticci di canne nella vinsantaia, dove rimangono, in quest’ambiente areato e ventilato naturalmente, dai tre ai cinque mesi, a seconda della qualità della vendemmia. Una volta pressate le uve disidratate e ottenuto il mosto, quest’ultimo viene lasciato a riposare per 5 anni sotto i tetti della vinsantaia in caratelli di legno, ognuno di capacità differente, e dove in alcuni precedentemente si è conservato brandy, whiskey, Porto o sherry. Il risultato è un prodotto estremamente complesso al naso e sul palato; gli aromi vanno dalla mandorla al miele, al caramello, aranci canditi e frutta secca; molto pieno, pulito e vellutato e con un finale estremamente lungo. Può essere sia un vino da dessert o da meditazione, che un aperitivo, bevuto freddo  e abbinato a formaggi stagionati o bleu, o a delle terrine di fegato di pollo”. Castello Sonnino, oltre che per il suo Vin Santo è particolarmente famoso per il Chianti Montespertoli DOCG (“Il Sonnino”), un vino rosso, fermo e secco, a base di Sangiovese, con una piccola percentuale di Canaiolo, e meno del 5% di uve bianche. L’azienda produce anche un Chianti Montespertoli nella versione Riserva con l’80% di Sangiovese, 10% di Cabernet Sauvignon e 10% di Merlot. Come ci spiegano: “Produciamo 3 IGT: Il Leone Rosso: 30% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 30% Malbec, 10% Ancellotta. Quest’ultimo vino, come il Chianti base, non viene passato in legno, e anche questo va bevuto giovane per apprezzarne in pieno la freschezza e le sensazioni floreali e di frutta rossa. Il Cantinino: 100% Sangiovese selezionato, che viene passato in barriques di rovere francese per 16/18 mesi. Il Sanleone: 70% Merlot, 20 Sangiovese selezionato, 10% Petit Verdot, e anche questo riposa per circa 16/18 mesi in barriques”. .....

  • Pactio di Tenuta Fertuna Pactio di Tenuta Fertuna

    Degustiamo il Pactio di Tenuta Fertuna

    Scritto da 23 dicembre 2017

    E’ il Pactio di Tenuta Fertuna il vino che ci accingiamo a conoscere nel corso di questa degustazione pre-natalizia: un vino rosso contraddistinto dalla denominazione d’Indicazione geografica tipica Toscana Rosso, ideale per accompagnare molti dei piatti delle imminenti feste. Si tratta di un prodotto dal carattere deciso ma elegante, espressione della Maremma, area nella quale è ubicata l’azienda di Gavorrano (Grosseto). I vitigni utilizzati per la realizzazione del Pactio sono il Sangiovese (per la maggior parte del totale), il Cabernet Sauvignon ed il Merlot in porzioni variabili; le uve provengono da piantagioni coltivate a cordone speronato alto, su terreni sassosi e ricchi di limo e argilla, soggetti ad estati aride ed inverni temperati. Dopo la vendemmia, i grappoli sono diraspati, pigiati e messi a macerare in recipienti di acciaio inox a temperatura controllata. Subito dopo i vari mosti vengono uniti e posti ad affinare in barriques di rovere francese nuove, per un periodo di quattro mesi; prima di essere messo in commercio, il vino è fatto ulteriormente affinare in bottiglia per un breve lasso di tempo. Passiamo ora all’esame organolettico e all’assaggio del Pactio di Tenuta Fertuna: stappiamo la bottiglia un’ora prima di versare il vino nel bicchiere, ad una temperatura di servizio di 18-20°C. Il calice di tipo Bordeaux che avremo scelto per la degustazione sarà pervaso da un colore rosso rubino, con bei riflessi porpora e aranciati, a seconda dell’invecchiamento della bottiglia (si consiglia di non tenerla in cantina per più di 5-7 anni). Ad un esame olfattivo saremo colpiti da un interessante bouquet intenso e vinoso, contraddistinto da forti sentori speziati, come il pepe, ma anche aromi fruttati di ciliegia, frutta sotto spirito e conserve, nonché leggeri profumi di vaniglia e tabacco. Portando il vino alla bocca ne potremo subito cogliere la buona struttura, la morbidezza, la rotondità e l’ottima asciuttezza; il tannino è dolce e poco invadente, il finale è persistente ma lascia la bocca pulita, con un lieve retrogusto fruttato. Il Pactio di Tenuta Fertuna si presta bene ad accompagnare le pietanze che verranno servite sulle tavole durante le festività natalizie, oppure l’abbinamento migliore è quello con salumi e formaggi stagionati, pasta ripiena, carni elaborate, selvaggina e pollame. Insomma, un vino versatile che è adatto a sposare svariati piatti, nonché momenti passati a tavola in compagnia. Perciò al mio personale Buon Natale aggiungo un caloroso “Alla salute”! .....

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