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  • vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà

    Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti e temperatura di servizio

    Scritto da 9 gennaio 2018

    Il vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà è un passito elegante e ricercato, che viene prodotto con due vitigni a bacca bianca autoctoni della Liguria: Bosco e Albarola, uniti al Vermentino (un vitigno diffuso soprattutto in Sardegna, Corsica, e sulla costa toscana fino alla riviere ligure di levante). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà: caratteristiche Ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1973 e la zona di produzione è appunto quella delle Cinque Terre (Monterosso, Rigomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza), in provincia di La Spezia. Si ottiene dalle uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), che vengono fatte appassire sui graticci all’ombra e in ambiente ventilato per almeno 2 mesi. Il nome sembra fare riferimento alla pratica della diraspatura e pigiatura, quindi da “schiaccia e trai”. Da tali uve si ricava al massimo il 30% in vino, il che giustifica il prezzo elevato delle bottiglie. Il Cinque Terre Sciacchetrà si presenta di colore giallo oro, con riflessi ambrati. È dotato di buona struttura e il profilo olfattivo è decisamente suggestivo, con aromi di agrumi canditi, albicocca secca, miele d’acacia e frutta secca. La dolcezza viene temperata da una buona freschezza che lo rende perfettamente equilibrato. Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti Il Cinque Terre Sciacchetrà dà il meglio di sé con i formaggi stagionati e piccanti, ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione, soprattutto se l’invecchiamento è superiore ai 5 anni. Accompagna molto bene anche vari tipi di dessert quando il vino ha raggiunto l’invecchiamento di 3-5 anni (es. Pandolce genovese, il panforte di Siena). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, temperatura di servizio Questo vino va servito a una temperatura di servizio di 12-14°C, in bicchieri piccoli a tulipano, con stelo alto e bordo leggermente svasato. .....

  • Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo

    Montepulciano vino toscano e Vino Montepulciano d’Abruzzo

    Scritto da 4 gennaio 2018

    Il Montepulciano vino toscano o più precisamente il vino Nobile di Montepulciano e il vino Montepulciano d’Abruzzo non hanno alcun legame tra loro, se non il nome. Va subito precisato, infatti, che il vino toscano Nobile di Montepulciano prende il nome dalla città in cui è prodotto, mentre il Montepulciano d’Abruzzo trae il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio. Montepulciano vitigno Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna, anche conosciuta come Conca di Sulmona, tra la Majella e il Gran Sasso. Nei comuni intorno alla provincia di Teramo ha trovato la sua zona d’elezione, tuttavia il vitigno è stato piantato su buona parte della costa orientale dell’Italia (Marche, Molise e Puglia) e in Umbria. Montepulciano vino toscano, caratteristiche Il vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più antichi della Toscana. Viene prodotto con le uve di un particolare clone di Sangiovese, il Prugnolo gentile, per via del profumo di prugna che conferisce al vino. È composto dal 70% minimo di Sangiovese, a cui si aggiunge Canaiolo per un massimo del 20% e Mammolo, che dà al vino note floreali, soprattutto di viola mammola. La zona di produzione comprende quasi tutto il comune di Montepulciano, a sud di Siena. Il vino Nobile di Montepulciano è un vino corposo, con un bouquet a base di prugne, ciliegie, viole e note terrose, con tannini morbidi anche grazie al lungo affinamento in legno: 26 mesi per il base e 38 per il Riserva. I sommelier suggeriscono di aspettare almeno 6-7 anni prima di stappare una bottiglia. Montepulciano vino toscano, abbinamenti Questo vino si sposa perfettamente con le carni rosse, le grigliate, lo spezzatino, la selvaggina e i cibi ricchi di spezie dolci (es. cannella). È ottimo anche con i formaggi stagionati, le paste al sugo e le preparazioni vegetariane. Va servito a una temperatura di servizio di 16-18°C. Vino Montepulciano d’Abruzzo, caratteristiche Il Montepulciano d’Abruzzo si presenta di colore rosso rubino e si fa subito notare per i suoi profumi di mora, gelso, visciole e maraschino. Al palato è sapido, avvolgente, con tannini raramente aggressivi e note di amarena. Esiste anche il Montepulciano Cerasuolo, che prende il nome dalla cerasa, cioè la ciliegia. Si tratta di un rosato profumatissimo, ma più fresco e delicato. Vino Montepulciano d’Abruzzo, abbinamenti Questo vino dà il meglio di sé con le grigliate di carne, i brasati, i pasticci di cacciagione, le carni elaborate speziate, ma anche con i formaggi stagionati e gli erborinati (es. Gorgonzola). Si consiglia una temperatura di servizio di 16°C per un vino giovane e di 19-20°C se è d’annata. Il Montepulciano Cerasuolo è molto versatile e si abbina bene sia alla carne che al pesce. La temperatura di servizio consigliata è di 14°C. .....

  • Frappato Frappato

    Ti presento il vino Frappato: caratteristiche, abbinamenti e prezzo

    Scritto da 2 gennaio 2018

    Il Frappato è un antico vitigno autoctono della Sicilia, originario probabilmente della penisola iberica e sembra fosse già presente nell’isola e nella zona Iblea sin dal 1600. Frappato, caratteristiche La culla di questo vino elegante e beverino, è la provincia di Ragusa, dove i terreni sabbiosi sono di natura calcarea e silicea. Può essere vinificato in purezza o insieme a un altro grande rosso siciliano, il Nero d’Avola, dando vita al prestigioso Cerasuolo di Vittoria. Il Frappato si presenta di colore rosso rubino chiaro, quasi trasparente. All’olfatto si caratterizza per le note fresche, spesso minerali, cui seguono sentori fruttati di amarena, ciliegia e piccoli frutti di bosco. Il nome, del resto, la dice lunga sulla personalità di questo vino… “frappatu”, infatti, significa “fruttato”. Al palato spiccano le sensazioni sapide e saline. È un vino di medio corpo, con tannini morbidi e con una buona persistenza. Frappato, abbinamenti Il Frappato, essendo un vino beverino e leggero, è molto versatile negli abbinamenti a tavola. È perfetto per accompagnare i piatti a base di pesce, ma anche gli arrosti, le frittate di verdura, i salumi e i formaggi freschi. Questo vino va bevuto a una temperatura di servizio di circa 14-16°C. È consigliabile l’apertura della bottiglia un’ora prima della degustazione. Frappato, prezzo Il prezzo di un vino non può essere eccessivamente ridotto perché produrre una bottiglia di vino è un processo lungo. Un vino di buona qualità, dunque, non può costare meno di 3 euro (3,50-4€ se il vino è bio). Se sei curioso di conoscere quanto costa produrre una bottiglia di vino, ti consiglio di dare un occhio alla nostra infografica. .....

  • Menu Capodanno idee Menu Capodanno idee

    Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero (e tre vini da abbinare)

    Scritto da 29 dicembre 2017

    Ragazzi, sì, lo sappiamo, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve fare. Bisogna pulire il pesce prima di cucinarlo, no? Oggi vi proponiamo i gamberoni al vino bianco e zenzero, perfetti per il cenone di Capodanno, dal gusto fresco e dal fascino leggermente piccante, che non guasta mai per chiudere e aprire degnamente un nuovo anno all’insegna dei brindisi. Coraggio, una bollicina prima di accendere i fornelli e poi gamberoni. Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero: Ingredienti 1 kg di gamberoni 3 cucchiai di olio evo 300 ml di vino bianco zenzero fresco a piacere 1 spicchio d’aglio sale, pepe e prezzemolo tritato q.b Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero Lavate i gamberoni e togliete il filetto nero Mettete a scaldare l’olio con l’aglio che toglierete appena sarà leggermente dorato, quindi aggiungete i gamberoni e sfumate col vino Lasciate evaporare e salate, pepate e grattugiate lo zenzero fresco a seconda del vostro gusto Fate cuocere per 7-8 minuti a fiamma bassa e servite spolverizzando con il prezzemolo tritato. Et voilà, il secondo che vi decreterà re e regine della cucina di Capodanno è pronto, perché questi benedetti gamberoni al vino bianco e zenzero faranno davvero fare il trenino a tutti i vostri sensi. A far fare il trenino a voi, invece, ci penso io con un paio di dritte sui vini da abbinare a questo piatto e che vi faranno conquistare l’Aeiouy e tutto l’alfabeto. Partiamo con una Malvasia frizzante Forte Rigoni di Ariola, un vino gaio e festaiolo, perfetto per il Capodanno, profumato, fruttato e coinvolgente. Una bolla leggera che non sa sentirsi dire di no. Il mio secondo consiglio è un Valdobbiadene D.O.C.G. Brut di Barichel, perché che Capodanno sarebbe senza un Prosecco con cui brindare? Ma a proposito di brindisi, tra un gamberone e l’altro, sotto il vischio, a tavola, dove volete, con una persona speciale, stappate un Jacquesson Cuvée 740, uno Champagne extra brut ottenuto dall’assemblaggio di vini della vendemmia 2012 più il 33% di Vins de Réserve. Piacevolissimo, sinuoso, intrigante. Certamente la prima alba del 2018 sarà meravigliosa. Ragazzi, io vi saluto e vi auguro tantissimi brindisi stupendi per questo nuovo anno. Come si dice? Ci leggiamo l’anno prossimo. Cin cin. A proposito, sapete cosa significano queste due parole? Se siete curiosi leggete il nostro articolo sul significato del brindisi! .....

  • Vini da Capodanno Vini da Capodanno

    Vini da Capodanno e da capogiro!

    Scritto da 28 dicembre 2017

    Sopravvissuti al pranzo di Natale, non resta che affrontare l’ultima sfida a tavola: Capodanno! Le bollicine sono sempre le benvenute, quindi Champagne a go go, ma se cerchi qualche alternativa altrettanto valida, continua nella lettura e scopri con quali vini puoi brindare al nuovo anno. Tra i vini da Capodanno che ti consigliamo c’è senz’altro il Franciacorta, che non ha sicuramente nulla da invidiare al celebre Champagne. Prodotto in provincia di Brescia, viene ottenuto da uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Di un bel colore giallo paglierino, con riflessi dorati e un perlage fine e persistente è ottimo per accompagnare antipasti e primi a base di pesce. Da non sottovalutare tra i vini da Capodanno, lo Chardonnay dell’Alto Adige, che resta un prodotto molto duttile. Non a caso viene usato per la produzione dei migliori spumanti al mondo! Anche questo vino accompagna bene antipasti e piatti a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, mi raccomando, a una temperatura di servizio di 10°C. A Capodanno non solo bianco… quando arrivano cotechino e zampone con le lenticchie puoi sbizzarrirti con un buon vino rosso come il Gutturnio o la Barbera, un vino tipico del Piemonte, estremamente piacevole, che si sposa bene con i piatti tendenzialmente grassi. Occhio alla temperatura di servizio, che deve essere tra i 15 e i 17°C. Quando in tavola arrivano i dolci, attenzione a non sbagliare sul più bello… molti, infatti, fanno l’errore di servire il dessert con lo spumante secco… ORRORE. Come insegnano i migliori sommelier, il dolce vuole il dolce. Quindi, via libera al Moscato d’Asti, un vino perfetto per brindare al nuovo anno. Che Bacco ci regali un meraviglioso 2018! .....

  • Castello Sonnino Castello Sonnino

    In giro per cantine: Castello Sonnino e il suo Chianti Montespertoli

    Scritto da 24 dicembre 2017

    Nel nostro viaggio alla scoperte delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Castello Sonnino a Montespertoli, in provincia di Firenze. L’azienda, che appartiene al Barone De Renzis Sonnino, prende il nome dalla torre duecentesca che domina il podere di 40 ettari a vigneti e 17 a uliveti. L’azienda coltiva soprattutto uva Sangiovese. Hanno poi una discreta produzione di Merlot. Anche il Cabernet Sauvignon è presente nei suoi vigneti, insieme a piccoli appezzamenti di Malbec, Sirah, Cabernet Franc e Petit Verdot. Recentemente hanno impiantato una piccola parcella di Viognier, e infine hanno il Trebbiano per il Vinsanto. A proposito del Vinsanto (o Vin Santo), un vino tradizionale toscano, ci raccontano che: “Le uve di Trebbiano vengono raccolta da un’unica vigna al massimo della maturazione, vengono stese sui graticci di canne nella vinsantaia, dove rimangono, in quest’ambiente areato e ventilato naturalmente, dai tre ai cinque mesi, a seconda della qualità della vendemmia. Una volta pressate le uve disidratate e ottenuto il mosto, quest’ultimo viene lasciato a riposare per 5 anni sotto i tetti della vinsantaia in caratelli di legno, ognuno di capacità differente, e dove in alcuni precedentemente si è conservato brandy, whiskey, Porto o sherry. Il risultato è un prodotto estremamente complesso al naso e sul palato; gli aromi vanno dalla mandorla al miele, al caramello, aranci canditi e frutta secca; molto pieno, pulito e vellutato e con un finale estremamente lungo. Può essere sia un vino da dessert o da meditazione, che un aperitivo, bevuto freddo  e abbinato a formaggi stagionati o bleu, o a delle terrine di fegato di pollo”. Castello Sonnino, oltre che per il suo Vin Santo è particolarmente famoso per il Chianti Montespertoli DOCG (“Il Sonnino”), un vino rosso, fermo e secco, a base di Sangiovese, con una piccola percentuale di Canaiolo, e meno del 5% di uve bianche. L’azienda produce anche un Chianti Montespertoli nella versione Riserva con l’80% di Sangiovese, 10% di Cabernet Sauvignon e 10% di Merlot. Come ci spiegano: “Produciamo 3 IGT: Il Leone Rosso: 30% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 30% Malbec, 10% Ancellotta. Quest’ultimo vino, come il Chianti base, non viene passato in legno, e anche questo va bevuto giovane per apprezzarne in pieno la freschezza e le sensazioni floreali e di frutta rossa. Il Cantinino: 100% Sangiovese selezionato, che viene passato in barriques di rovere francese per 16/18 mesi. Il Sanleone: 70% Merlot, 20 Sangiovese selezionato, 10% Petit Verdot, e anche questo riposa per circa 16/18 mesi in barriques”. .....

  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Conegliano Valdobbiadene Prosecco

    Ti presento il Conegliano Valdobbiadene Prosecco

    Scritto da 21 dicembre 2017

    Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco è un vino bianco elegante e dai profumi fruttati e floreali. La sua storia è legata indissolubilmente al territorio collinare tra Conegliano e Valdobbiadene, candidato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco a entrare nella lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Conegliano Valdobbiadene Prosecco, la sua storia La zona di produzione comprende il territorio di 15 comuni e si estende nella fascia collinare della provincia di Treviso compresa tra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene (un’area di circa 18mila ettari), a 50 km da Venezia e circa 100 dalle Dolomiti. In questa zona il Prosecco si produce da più di 2 secoli, ma è con la fondazione a Conegliano della prima Scuola Enologica d’Italia (nel 1876) che inizia il suo successo. Il vitigno base per la produzione dei vini Conegliano Valdobbiadene Prosecco è la Glera. Possono essere impiegate anche altre uve, purché in una percentuale complessiva che non superi il 15%. Il vitigno Verdisio, ad esempio, viene spesso integrato nell’uvaggio del Prosecco per aumentarne acidità e sapidità. La Perea per rinforzarne il bouquet e l’aroma e la Bianchetta per “ingentilire” il vino. I vitigni aggiuntivi, sebbene siano secondari, giocano un ruolo importante nel conferire al Prosecco sfumature di gusto e profumi sempre nuovi. Questo vino, considerato uno dei più importanti ambasciatori dei vini italiani nel mondo (nel 2013 ha superato le vendite mondiali di Champagne), si presenta di colore giallo paglierino brillante e dalla spuma persistente. Al naso si percepiscono i sentori floreali e fruttati e al palato colpisce per il suo sapore secco o amabile. Conegliano Valdobbiadene Prosecco, abbinamenti Questo Prosecco è ottimo per accompagnare l’aperitivo, ma è perfetto anche in abbinamento ad antipasti, primi piatti e secondi di pesce. Si consiglia di servire a una temperatura di servizio di 8-10°C. .....

  • Primitivo, vitigno Primitivo, vitigno

    Primitivo vitigno, caratteristiche e abbinamenti a tavola

    Scritto da 13 dicembre 2017

    Primitivo, vitigno a bacca nera diffuso in tutto il Sud, trova in Puglia e precisamente a Manduria (tra la provincia di Taranto e quella di Brindisi), il suo territorio d’elezione. Assieme al Negramaro è senza dubbio tra i vini pugliesi più famosi e la sua storia si perde nella notte dei tempi… Primitivo, vitigno e caratteristiche Il vitigno utilizzato per la produzione di questo vino è al 100% Primitivo. Il nome deriva dalla precocità di maturazione delle uve e oggi il Primitivo sta ritornando a forme di allevamento tradizionale (alberello pugliese). In passato, infatti, veniva utilizzato soprattutto come vino da taglio Verso la fine degli anni ’60 venne scoperta una somiglianza con lo Zinfandel californiano. Tutto avrebbe fatto pensare che la parentela fosse frutto dell’esportazione del vitigno dalla Puglia all’America, ma come ha chiarito anche il presidente dell’Accademia della vita e del Vino, Antonio Calò, è più probabile che il vigneto sia migrato in California dalla Dalmazia e in Puglia dai Balcani. Primitivo di Gioia del Colle La storia del Primitivo, al di là delle sue origini, è legata indissolubilmente a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove alcuni frati francescani, trasferendosi nel convento di Manduria, portarono con sé le barbatelle che permisero poi di sviluppare il Primitivo di Manduria. In realtà esiste anche una produzione di questo vino in Basilicata. Il Primitivo di Manduria si presenta di colore rosso violaceo, che invecchiato tende all’arancio. L’aroma è speziato, con sentori di more e gelso, liquirizia e pepe nero. il gusto è armonico, con note di ribes e more e dai tannini robusti, ma equilibrati. Il Primitivo di Gioia del Colle, rispetto al precedente ha un aroma più leggero, con sentori di ciliegia, amarena e prugna, che poi si ritrovano anche al palato. Primitivo, abbinamenti Sia il Primitivo di Manduria che il Primitivo di Gioia del Colle sono perfetti con la pasta al ragù, piatti a base di cane, selvaggina, pesce alla griglia e salumi e formaggi stagionati. La temperatura di servizio consigliata per il Primitivo da pasto è fra i 18° e i 22°C. Per le altre versioni (amabile e liquoroso), invece, la temperatura ottimale è compresa fra i 12° e 16°C .....

  • Comprare vino online, consigli Comprare vino online, consigli

    Comprare vino online, consigli utili per evitare fregature

    Scritto da 12 dicembre 2017

    Perché comprare vino online? È facile, la scelta è infinita, i prezzi sono competitivi. Non si può desiderare di più! Un po’ di tempo fa ti avevamo spiegato come acquistare un buon vino al supermercato, oggi invece ti diamo qualche consiglio per comprare vino online ed evitare brutte sorprese. Comprare vino online, consigli utili e vantaggi I cosiddetti “wine lovers” sono sempre più numerosi, sempre più informati e soprattutto più disponibili ad acquistare sui canali non tradizionali: gli shop e le enoteche online. Acquistare il vino online è tutto sommato vantaggioso perché le offerte solitamente sono convenienti, nessuno ti assilla o ti disturba, niente fila alla cassa, ma è bene seguire qualche accorgimenti per non ritrovarsi a bocca asciutta, è proprio il caso di dirlo! Comprare vino online, consigli anti-fregatura Occhio al prezzo: come abbiamo spiegato nella nostra infografica su quanto costa produrre una bottiglia di vino, un prezzo stracciato non è quasi mai sinonimo di convenienza… anche online il prezzo di un bottiglia di vino, soprattutto se si tratta di un vino pregiato, non può essere eccessivamente ridotto. Verifica che il sito sia affidabile: per capire se lo shop online è serio e professionale controlla che in home page ci siano tutte le informazioni per identificarlo. Nel footer ci deve sempre essere il nome dell’azienda, con la sede legale, la Ragione Sociale e la Partita IVA! Presenza sui Social Network: la presenza sui Social, ad esempio attraverso una pagina aziendale su Facebook, è molto importante, soprattutto perché puoi leggere i commenti e le recensioni di altri clienti. Nel nostro Shop, aperto 24 ore su 24, troverai tante offerte e potrai scegliere tra vini di tutti i tipi, selezionati direttamente dalle migliori cantine. .....

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