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  • cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso

    Cantinette vino doppia temperatura e cantinette vino da incasso

    Scritto da 10 gennaio 2018

    Per bere un buon vino non basta comprare un prodotto di qualità, bisogna anche saperlo conservare nel modo migliore. Le cantinette da vino, infatti, consentono di mantenere le bottiglie di vino sempre alla giusta temperatura, alla giusta umidità e al riparo da fonti luminose. Conservare il vino alla temperatura ideale è di fondamentale importanza per esaltare le sue caratteristiche. Come certamente saprete, infatti, il freddo e il caldo possono modificare aromi e sapori. Le temperature basse, ad esempio, amplificano la sensazione di astringenza propria dei vini rossi, perciò vanno serviti a temperatura ambiente (intorno ai 18°C). Cantinette vino doppia temperatura La cantinetta da vino a doppia temperatura è un’ottima soluzione per conservare il vino alla giusta temperatura, mantenendo inalterati aromi e profumi, ma anche le sue caratteristiche organolettiche. Il grande vantaggio è offerto dalla possibilità di conservare 2 tipologie di vino a due diverse temperature. Potresti quindi impostare una temperatura per i rossi e una per i bianchi. Inoltre, permette di impostare il livello di umidità, consentendo al vino di respirare durante l’affinamento. Infine, il vetro scuro permette che il vino non venga danneggiato dall’esposizione alla luce e ai raggi solari. Cantinetta vino classe A Quando si sceglie una cantinetta da vino, oltre alla capacità e alle dimensioni, è bene prestare attenzione anche alla classe energetica. Per avere un’idea di quanto si spende in 1 anno, basta moltiplicare il consumo (kWh/anno) per il costo della luce (dato reperibile sulla bolletta dell’energia elettrica): Cantinette vino da incasso La cantinetta vino da incasso può avere le stesse caratteristiche della cantinetta a doppia temperatura, ma come suggerisce il nome, viene montata all’interno di un mobile, ad esempio la cucina. In entrambi i casi, le bottiglie si conservano sempre coricate, in modo tale che il tappo (di sughero) resti sempre umido, quindi elastico e non si sbricioli. .....

  • vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà

    Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti e temperatura di servizio

    Scritto da 9 gennaio 2018

    Il vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà è un passito elegante e ricercato, che viene prodotto con due vitigni a bacca bianca autoctoni della Liguria: Bosco e Albarola, uniti al Vermentino (un vitigno diffuso soprattutto in Sardegna, Corsica, e sulla costa toscana fino alla riviere ligure di levante). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà: caratteristiche Ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1973 e la zona di produzione è appunto quella delle Cinque Terre (Monterosso, Rigomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza), in provincia di La Spezia. Si ottiene dalle uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), che vengono fatte appassire sui graticci all’ombra e in ambiente ventilato per almeno 2 mesi. Il nome sembra fare riferimento alla pratica della diraspatura e pigiatura, quindi da “schiaccia e trai”. Da tali uve si ricava al massimo il 30% in vino, il che giustifica il prezzo elevato delle bottiglie. Il Cinque Terre Sciacchetrà si presenta di colore giallo oro, con riflessi ambrati. È dotato di buona struttura e il profilo olfattivo è decisamente suggestivo, con aromi di agrumi canditi, albicocca secca, miele d’acacia e frutta secca. La dolcezza viene temperata da una buona freschezza che lo rende perfettamente equilibrato. Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti Il Cinque Terre Sciacchetrà dà il meglio di sé con i formaggi stagionati e piccanti, ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione, soprattutto se l’invecchiamento è superiore ai 5 anni. Accompagna molto bene anche vari tipi di dessert quando il vino ha raggiunto l’invecchiamento di 3-5 anni (es. Pandolce genovese, il panforte di Siena). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, temperatura di servizio Questo vino va servito a una temperatura di servizio di 12-14°C, in bicchieri piccoli a tulipano, con stelo alto e bordo leggermente svasato. .....

  • Calorie vino rosso Calorie vino bianco Calorie vino rosso Calorie vino bianco

    Calorie vino rosso e calorie vino bianco, INFOGRAFICA

    Scritto da 3 gennaio 2018

    Il vino è un alimento abbastanza calorico e un buon bevitore deve esserne consapevole… è bene anche sapere che più è elevata la gradazione alcolica, maggiore sarà il carico calorico. Vediamo insieme quali sono le calorie del vino bianco e le calorie del vino rosso. Calorie vino bianco (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino bianco sotto il 6-9% in volume di alcol etilico: 111-147 Calorie. Esempi: Riesling, Moscato d’Asti, Veltiner, Muller Thurgau, Chenin Blanc. Calorie vino bianco con 9-12% in volume di alcol etilico: 177-213 Calorie. Esempi: Gewurztraminer, Tocai, Malvasia. Calorie vino bianco secco sotto il 9-12% in volume di alcol etilico: 107-143 Calorie. Esempi: Pinot Grigio, Trebbiano, Pinot Bianco, Vermentino. Calorie vino bianco secco con 12-14% in volume di alcol etilico: 153-173 calorie. Esempi: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco. Calorie vino rosso (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino rosso con 11-13.5% in volume di alcol etilico: 135-165 Calorie. Esempi: Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Syrah. Calorie vino rosso con 13,5-16% in volume di alcol etilico: 165-195 Calorie. Esempi: Dal Pinot Nero al Cabernet. Calorie vino frizzante con 12.5% in volume di alcol etilico: 158 Calorie. Esempi: Champagne Brut, Cava, Prosecco. Calorie vino liquoroso con 14-21% in volume di alcol etilico: 189-275 Calorie. Esempi: Porto. Al di là del contenuto alcolico e delle calorie, è buona regola non superare la quantità di vino giornaliera consigliata, cioè: non più di 3 bicchieri (da 125 ml) per gli uomini, non più di 2 bicchieri (da 125 ml) per le donne e non più di 1 bicchiere (da 125 ml) per gli anziani. .....

  • Menu Capodanno idee Menu Capodanno idee

    Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero (e tre vini da abbinare)

    Scritto da 29 dicembre 2017

    Ragazzi, sì, lo sappiamo, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve fare. Bisogna pulire il pesce prima di cucinarlo, no? Oggi vi proponiamo i gamberoni al vino bianco e zenzero, perfetti per il cenone di Capodanno, dal gusto fresco e dal fascino leggermente piccante, che non guasta mai per chiudere e aprire degnamente un nuovo anno all’insegna dei brindisi. Coraggio, una bollicina prima di accendere i fornelli e poi gamberoni. Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero: Ingredienti 1 kg di gamberoni 3 cucchiai di olio evo 300 ml di vino bianco zenzero fresco a piacere 1 spicchio d’aglio sale, pepe e prezzemolo tritato q.b Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero Lavate i gamberoni e togliete il filetto nero Mettete a scaldare l’olio con l’aglio che toglierete appena sarà leggermente dorato, quindi aggiungete i gamberoni e sfumate col vino Lasciate evaporare e salate, pepate e grattugiate lo zenzero fresco a seconda del vostro gusto Fate cuocere per 7-8 minuti a fiamma bassa e servite spolverizzando con il prezzemolo tritato. Et voilà, il secondo che vi decreterà re e regine della cucina di Capodanno è pronto, perché questi benedetti gamberoni al vino bianco e zenzero faranno davvero fare il trenino a tutti i vostri sensi. A far fare il trenino a voi, invece, ci penso io con un paio di dritte sui vini da abbinare a questo piatto e che vi faranno conquistare l’Aeiouy e tutto l’alfabeto. Partiamo con una Malvasia frizzante Forte Rigoni di Ariola, un vino gaio e festaiolo, perfetto per il Capodanno, profumato, fruttato e coinvolgente. Una bolla leggera che non sa sentirsi dire di no. Il mio secondo consiglio è un Valdobbiadene D.O.C.G. Brut di Barichel, perché che Capodanno sarebbe senza un Prosecco con cui brindare? Ma a proposito di brindisi, tra un gamberone e l’altro, sotto il vischio, a tavola, dove volete, con una persona speciale, stappate un Jacquesson Cuvée 740, uno Champagne extra brut ottenuto dall’assemblaggio di vini della vendemmia 2012 più il 33% di Vins de Réserve. Piacevolissimo, sinuoso, intrigante. Certamente la prima alba del 2018 sarà meravigliosa. Ragazzi, io vi saluto e vi auguro tantissimi brindisi stupendi per questo nuovo anno. Come si dice? Ci leggiamo l’anno prossimo. Cin cin. A proposito, sapete cosa significano queste due parole? Se siete curiosi leggete il nostro articolo sul significato del brindisi! .....

  • Vini da Capodanno Vini da Capodanno

    Vini da Capodanno e da capogiro!

    Scritto da 28 dicembre 2017

    Sopravvissuti al pranzo di Natale, non resta che affrontare l’ultima sfida a tavola: Capodanno! Le bollicine sono sempre le benvenute, quindi Champagne a go go, ma se cerchi qualche alternativa altrettanto valida, continua nella lettura e scopri con quali vini puoi brindare al nuovo anno. Tra i vini da Capodanno che ti consigliamo c’è senz’altro il Franciacorta, che non ha sicuramente nulla da invidiare al celebre Champagne. Prodotto in provincia di Brescia, viene ottenuto da uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Di un bel colore giallo paglierino, con riflessi dorati e un perlage fine e persistente è ottimo per accompagnare antipasti e primi a base di pesce. Da non sottovalutare tra i vini da Capodanno, lo Chardonnay dell’Alto Adige, che resta un prodotto molto duttile. Non a caso viene usato per la produzione dei migliori spumanti al mondo! Anche questo vino accompagna bene antipasti e piatti a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, mi raccomando, a una temperatura di servizio di 10°C. A Capodanno non solo bianco… quando arrivano cotechino e zampone con le lenticchie puoi sbizzarrirti con un buon vino rosso come il Gutturnio o la Barbera, un vino tipico del Piemonte, estremamente piacevole, che si sposa bene con i piatti tendenzialmente grassi. Occhio alla temperatura di servizio, che deve essere tra i 15 e i 17°C. Quando in tavola arrivano i dolci, attenzione a non sbagliare sul più bello… molti, infatti, fanno l’errore di servire il dessert con lo spumante secco… ORRORE. Come insegnano i migliori sommelier, il dolce vuole il dolce. Quindi, via libera al Moscato d’Asti, un vino perfetto per brindare al nuovo anno. Che Bacco ci regali un meraviglioso 2018! .....

  • Castello Sonnino Castello Sonnino

    In giro per cantine: Castello Sonnino e il suo Chianti Montespertoli

    Scritto da 24 dicembre 2017

    Nel nostro viaggio alla scoperte delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Castello Sonnino a Montespertoli, in provincia di Firenze. L’azienda, che appartiene al Barone De Renzis Sonnino, prende il nome dalla torre duecentesca che domina il podere di 40 ettari a vigneti e 17 a uliveti. L’azienda coltiva soprattutto uva Sangiovese. Hanno poi una discreta produzione di Merlot. Anche il Cabernet Sauvignon è presente nei suoi vigneti, insieme a piccoli appezzamenti di Malbec, Sirah, Cabernet Franc e Petit Verdot. Recentemente hanno impiantato una piccola parcella di Viognier, e infine hanno il Trebbiano per il Vinsanto. A proposito del Vinsanto (o Vin Santo), un vino tradizionale toscano, ci raccontano che: “Le uve di Trebbiano vengono raccolta da un’unica vigna al massimo della maturazione, vengono stese sui graticci di canne nella vinsantaia, dove rimangono, in quest’ambiente areato e ventilato naturalmente, dai tre ai cinque mesi, a seconda della qualità della vendemmia. Una volta pressate le uve disidratate e ottenuto il mosto, quest’ultimo viene lasciato a riposare per 5 anni sotto i tetti della vinsantaia in caratelli di legno, ognuno di capacità differente, e dove in alcuni precedentemente si è conservato brandy, whiskey, Porto o sherry. Il risultato è un prodotto estremamente complesso al naso e sul palato; gli aromi vanno dalla mandorla al miele, al caramello, aranci canditi e frutta secca; molto pieno, pulito e vellutato e con un finale estremamente lungo. Può essere sia un vino da dessert o da meditazione, che un aperitivo, bevuto freddo  e abbinato a formaggi stagionati o bleu, o a delle terrine di fegato di pollo”. Castello Sonnino, oltre che per il suo Vin Santo è particolarmente famoso per il Chianti Montespertoli DOCG (“Il Sonnino”), un vino rosso, fermo e secco, a base di Sangiovese, con una piccola percentuale di Canaiolo, e meno del 5% di uve bianche. L’azienda produce anche un Chianti Montespertoli nella versione Riserva con l’80% di Sangiovese, 10% di Cabernet Sauvignon e 10% di Merlot. Come ci spiegano: “Produciamo 3 IGT: Il Leone Rosso: 30% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 30% Malbec, 10% Ancellotta. Quest’ultimo vino, come il Chianti base, non viene passato in legno, e anche questo va bevuto giovane per apprezzarne in pieno la freschezza e le sensazioni floreali e di frutta rossa. Il Cantinino: 100% Sangiovese selezionato, che viene passato in barriques di rovere francese per 16/18 mesi. Il Sanleone: 70% Merlot, 20 Sangiovese selezionato, 10% Petit Verdot, e anche questo riposa per circa 16/18 mesi in barriques”. .....

  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Conegliano Valdobbiadene Prosecco

    Ti presento il Conegliano Valdobbiadene Prosecco

    Scritto da 21 dicembre 2017

    Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco è un vino bianco elegante e dai profumi fruttati e floreali. La sua storia è legata indissolubilmente al territorio collinare tra Conegliano e Valdobbiadene, candidato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco a entrare nella lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità. Conegliano Valdobbiadene Prosecco, la sua storia La zona di produzione comprende il territorio di 15 comuni e si estende nella fascia collinare della provincia di Treviso compresa tra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene (un’area di circa 18mila ettari), a 50 km da Venezia e circa 100 dalle Dolomiti. In questa zona il Prosecco si produce da più di 2 secoli, ma è con la fondazione a Conegliano della prima Scuola Enologica d’Italia (nel 1876) che inizia il suo successo. Il vitigno base per la produzione dei vini Conegliano Valdobbiadene Prosecco è la Glera. Possono essere impiegate anche altre uve, purché in una percentuale complessiva che non superi il 15%. Il vitigno Verdisio, ad esempio, viene spesso integrato nell’uvaggio del Prosecco per aumentarne acidità e sapidità. La Perea per rinforzarne il bouquet e l’aroma e la Bianchetta per “ingentilire” il vino. I vitigni aggiuntivi, sebbene siano secondari, giocano un ruolo importante nel conferire al Prosecco sfumature di gusto e profumi sempre nuovi. Questo vino, considerato uno dei più importanti ambasciatori dei vini italiani nel mondo (nel 2013 ha superato le vendite mondiali di Champagne), si presenta di colore giallo paglierino brillante e dalla spuma persistente. Al naso si percepiscono i sentori floreali e fruttati e al palato colpisce per il suo sapore secco o amabile. Conegliano Valdobbiadene Prosecco, abbinamenti Questo Prosecco è ottimo per accompagnare l’aperitivo, ma è perfetto anche in abbinamento ad antipasti, primi piatti e secondi di pesce. Si consiglia di servire a una temperatura di servizio di 8-10°C. .....

  • Solfiti cosa sono Solfiti cosa sono

    Solfiti cosa sono e vini senza solfiti

    Scritto da 20 dicembre 2017

    Solfiti cosa sono? Questa è una delle domande più frequenti tra i consumatori di vino. Si tratta di sostanze chimiche impiegate nell’industria alimentare come conservanti. I solfiti, infatti, svolgono un importante ruolo antiossidante e antibatterico. Solfiti cosa sono di preciso? I solfiti, come anticipato, sono un conservante e ne fanno parte ad esempio  l’anidride solforosa e il bisolfito (di sodio e di potassio). Il loro compito è di stabilizzare il vino, permettendo di preservarne i sapori e i profumi originari e di combattere il proliferare dei batteri. Non tutti sanno però che queste sostanze non vengono aggiunte solo artificialmente da parte del produttore, l’azione del lievito durante la fermentazione alcolica, infatti, produce solfiti in modo naturale (può generare fino a 40 mg/l di solfiti!). Dosi di bisolfito nel vino Secondo la normativa europea la quantità massima di solfiti ammessi in un vino è di 150 mg/l per i rossi e 200 mg/l per i bianchi, che diventa rispettivamente 200 e 250 mg/l per i vini dolci. Esistono poi delle deroghe specifiche per determinati tipi di vino e in funzione dell’andamento dell’annata in specifiche aree di produzione. I solfiti sono cancerogeni? I solfiti sono sostanze di accertata tossicità, ma entro certi limiti sono ritenuti innocui. La dose giornaliera da non superare stabilita dalla FAO e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 0,7 mg al giorno per kg di peso corporeo (Una persona di 60 kg non dovrebbe assumere più di 42 mg di solfiti al giorno). Le reazioni allergiche si verificano solo nei soggetti predisposti, per questo motivo è obbligatoria l’indicazione sull’etichetta della loro presenza negli alimenti. Vini senza solfiti Va subito precisato che i vini senza solfiti non esistono. In realtà è consentito omettere la dicitiura “contiene solfiti” se la concentrazione totale di questi è inferiore ai 10 mg/l. Ne consegue che quando si parla di vino senza solfiti s’intende senza solfiti aggiunti artificialmente e comunque presenti in quantità totale inferiore ai 10 milligrammi per litro. Anche i vini biologici contengono solfiti. Le quantità massime ammesse sono 100 mg/l per i rossi e di 150 mg/l per bianchi e rosati, con la possibilità di aumentare in tutti i casi di 30 mg/l se il vino ha più di 2 grammi di zucchero residuo. .....

  • Comprare vino online, consigli Comprare vino online, consigli

    Comprare vino online, consigli utili per evitare fregature

    Scritto da 12 dicembre 2017

    Perché comprare vino online? È facile, la scelta è infinita, i prezzi sono competitivi. Non si può desiderare di più! Un po’ di tempo fa ti avevamo spiegato come acquistare un buon vino al supermercato, oggi invece ti diamo qualche consiglio per comprare vino online ed evitare brutte sorprese. Comprare vino online, consigli utili e vantaggi I cosiddetti “wine lovers” sono sempre più numerosi, sempre più informati e soprattutto più disponibili ad acquistare sui canali non tradizionali: gli shop e le enoteche online. Acquistare il vino online è tutto sommato vantaggioso perché le offerte solitamente sono convenienti, nessuno ti assilla o ti disturba, niente fila alla cassa, ma è bene seguire qualche accorgimenti per non ritrovarsi a bocca asciutta, è proprio il caso di dirlo! Comprare vino online, consigli anti-fregatura Occhio al prezzo: come abbiamo spiegato nella nostra infografica su quanto costa produrre una bottiglia di vino, un prezzo stracciato non è quasi mai sinonimo di convenienza… anche online il prezzo di un bottiglia di vino, soprattutto se si tratta di un vino pregiato, non può essere eccessivamente ridotto. Verifica che il sito sia affidabile: per capire se lo shop online è serio e professionale controlla che in home page ci siano tutte le informazioni per identificarlo. Nel footer ci deve sempre essere il nome dell’azienda, con la sede legale, la Ragione Sociale e la Partita IVA! Presenza sui Social Network: la presenza sui Social, ad esempio attraverso una pagina aziendale su Facebook, è molto importante, soprattutto perché puoi leggere i commenti e le recensioni di altri clienti. Nel nostro Shop, aperto 24 ore su 24, troverai tante offerte e potrai scegliere tra vini di tutti i tipi, selezionati direttamente dalle migliori cantine. .....

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