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  • Arianna Occhipinti Arianna Occhipinti

    In giro per cantine: l’Azienda Agricola della “natural woman” Arianna Occhipinti

    Scritto da 14 gennaio 2018

    Nel nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Arianna Occhipinti, una delle più celebri donne del vino in Italia. La sua azienda agricola sorge a Vittoria, in provincia di Ragusa, in prossimità della Strada Provinciale 68, che tremila anni fa collegava Gela a Kamarina. Due dei suoi vini (un bianco e un rosso) portano proprio il nome di questa antica strada a cui rende omaggio. L’avventura di Arianna Occhipinti è iniziata 14 anni fa a Fossa di Lupo. Dopo la laurea in enologia a Milano ha deciso di tornare nella sua amata terra e si è buttata a capofitto nel mondo del vino, scommettendo tutto su un solo ettaro di terra di fronte a una casa di campagna abbandonata. Poi ne sono seguiti altri e l’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Oggi le sue bottiglie sono vendute in ogni angolo del pianeta… Stati Uniti, Australia, Giappone. Per lei il vino non è soltanto un lavoro, è al centro di tutto… Come ci rivela Arianna: “Un vino è come una persona, quando mi piace è perché ci racconta la storia del luogo dal quale proviene, i suoi paesaggi, il clima e delle persone che entrano in relazione. Spesso quando mi piace è buono, schietto, e pieno di energia, ma anche giovane o adulto perché bevuto in un determinato momento della sua vita”. I vini che produce Arianna Occhipinti parlano tutti della terra da cui provengono: la città di Vittoria, ai piedi dei Monti Iblei, catena montuosa nel sud-est della Sicilia di origine calcarea. Ci sono il Nero d’Avola (“Siccagno”, “Passo Nero”, “SP68” rosso), il Moscato (SP68 bianco), il Cerasuolo di Vittoria DOCG (“Grotte Alte”) e il Frappato (“SP68” rosso), che se fosse musica sarebbe Jazz. Tutti i vini prodotti dall’Azienda Agricola Occhipinti sono naturali. Come ci spiega Arianna: “Un vino naturale è un vino che rispetta la natura e l’uomo. Racconta un territorio e non modifica le sue caratteristiche. I vigneti vengono coltivati con cura senza utilizzo di prodotti di sintesi chimica. Si cerca di rispettare la natura dei suoli favorendo lo sviluppo della sostanza organica. In cantina il vino si accompagna, senza additivi sino al suo divenire. È un vino che rispetta l’annata, è un vino sincero e gustoso e porta dentro di sé un messaggio importante”. Se dovesse finire su un’isola deserta Arianna Occhipinti non ha dubbi, porterebbe con sé Taganan, Margalagua di Envínate, Poulsard di Pierre Overnoy e Les Nourissons di Stephane Bernaudeau! .....

  • Passerina Spumante Brut Cantina Tollo Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    Degustiamo il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    Scritto da 13 gennaio 2018

    C’è sempre qualche buona ragione per stappare delle bollicine e il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo non fa di certo eccezione! Per la realizzazione di questo Spumante brut viene utilizzata uva Passerina in purezza, vitigno autoctono di Abruzzo e Marche, e in genere utilizzato per la produzione di vini bianchi fermi. I vigneti sono ubicati a Tollo, piccolo Comune della provincia di Chieti, il cui territorio ospita la Tullum Doc, una delle più piccole Denominazioni d’origine controllata presenti in Italia. I terreni dove nascono i vigneti, allevati a tendoni e filari, sono esposti a nord e nord-est a 200 metri sul livello del mare e sono di natura sabbiosa e calcarea; le viti hanno 10 anni d’età e registrano una produzione di 90 quintali per ettaro. La vendemmia del Passerina Brut ha luogo intorno alla metà di ottobre, quando i grappoli raccolti vengono condotti in cantina e sottoposti a pressatura soffice. Il mosto è messo a fermentare un recipienti di acciaio inox alla temperatura controllata di 16°C, in seguito si registra una maturazione a contatto con i lieviti, della durata di sei mesi, quindi il vino è sottoposto a rifermentazione in autoclave, secondo il metodo Martinotti-Charmat. Lo spumante è infine pronto per essere imbottigliato e commercializzato. Il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo ha una gradazione alcolica di 12% vol e va consumato ben fresco ad una temperatura di servizio compresa fra i 6 e gli 8°C. Versando lo spumante nel bicchiere (possibilmente in calici del tipo ballon flute), noteremo un colore giallo chiaro con lievi riflessi verdognoli, ed un perlage fine e persistente, accompagnato da una spuma abbastanza densa. Al naso percepiremo un bouquet composto da sentori erbacei e floreali (acacia e caprifoglio), aromi fruttati (agrumi ed ananas) ed un lieve profumo di pane e biscotti. Portando lo spumante alla bocca ne avvertiremo la freschezza, la giusta acidità e la media struttura; fine ed asciutto, è connotato da un finale di moderata persistenza con leggeri sentori di frutta e mandorle. L’abbinamento ideale della Passerina Spumante Brut Cantina Tollo è quello con gli aperitivi e gli antipasti a base di pesce e verdure. Questo vino si sposa egregiamente con le fritture, specialmente di pesce, ma accompagna bene anche primi piatti senza pomodoro, crudi di pesce e crostacei. Alla salute! .....

  • vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne

    Vini per fare lo Champagne: zone di produzione, tipi e Champagne italiano

    Scritto da 11 gennaio 2018

    Lo Champagne, icona delle feste in stile Grande Gatsby, è frutto della felice unione di più vitigni. Scopri con noi quali sono i vini per fare lo Champagne, le zone di produzione e i vari tipi. Champagne storia L’invenzione dello Champagne si deve al frate benedettino Pierre Pérignon, conosciuto anche come Dom Pérignon. La tecnica di produzione di questo vino, che prevede la doppia fermentazione, è la stessa ancora oggi. Si tratta del metodo classico o Champenoise, la cui caratteristica principale è la rifermentazione in bottiglia. Zone di produzione dello Champagne Questo vino tanto pregiato viene prodotto nella zona della Champagne, l’unica in Francia ad avere una singola denominazione. Le zone di produzione dello Champagne sono cinque: Montagne de Reims, Valle della Marna, Cote des Blancs, Cote de Sèzanne e Cote des Bar (Aube). I vitigni impiegati per la produzione dello Champagne sono essenzialmente tre: uno a bacca bianca, lo Chardonnay e due a bacca nera, (ma vinificati in bianco) il Pinot nero e il Pinot Meunier. Sono consentiti in misura minore altre vitigni quali Pinot Bianco, Arbanne e Petit Meslier. Tipi di Champagne Esistono diversi tipi di Champagne in base alle caratteristiche della produzione: Champagne formati da sole uve bianche (Blanc de blancs) Champagne formati da sole uve nere (Blanc de noirs) Champagne più o meno frizzanti (in base alla quantità di lieviti immessi) Champagne millesimati e non millesimati Champagne nature, extra brut, brut, demi-sec, sec e doux (secondo la quantità di zucchero contenuto nel liqueur de dosage). Champagne italiano Il Franciacorta viene considerato un po’ lo Champagne italiano, tuttavia si tratta di cose ben diverse. Di simile hanno soltanto il metodo di produzione del vino in cantina (metodo classico o champenoise), tuttavia il terroir è completamente diverso e anche la qualità è imparagonabile. Per la produzione del Franciacorta vengono utilizzate uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Solo un ultimo suggerimento, lo Champagne si beve fresco e mai ghiacciato… la temperatura di servizio consigliata per i vini giovani è di 7-8°C, mentre per i grandi cuvèes e i vecchi millesimati è di 10°C. Puoi raffreddarlo nel classico secchiello con acqua e ghiaccio per circa 20 minuti o in frigo, 3-4 ore prima di berlo. .....

  • cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso

    Cantinette vino doppia temperatura e cantinette vino da incasso

    Scritto da 10 gennaio 2018

    Per bere un buon vino non basta comprare un prodotto di qualità, bisogna anche saperlo conservare nel modo migliore. Le cantinette da vino, infatti, consentono di mantenere le bottiglie di vino sempre alla giusta temperatura, alla giusta umidità e al riparo da fonti luminose. Conservare il vino alla temperatura ideale è di fondamentale importanza per esaltare le sue caratteristiche. Come certamente saprete, infatti, il freddo e il caldo possono modificare aromi e sapori. Le temperature basse, ad esempio, amplificano la sensazione di astringenza propria dei vini rossi, perciò vanno serviti a temperatura ambiente (intorno ai 18°C). Cantinette vino doppia temperatura La cantinetta da vino a doppia temperatura è un’ottima soluzione per conservare il vino alla giusta temperatura, mantenendo inalterati aromi e profumi, ma anche le sue caratteristiche organolettiche. Il grande vantaggio è offerto dalla possibilità di conservare 2 tipologie di vino a due diverse temperature. Potresti quindi impostare una temperatura per i rossi e una per i bianchi. Inoltre, permette di impostare il livello di umidità, consentendo al vino di respirare durante l’affinamento. Infine, il vetro scuro permette che il vino non venga danneggiato dall’esposizione alla luce e ai raggi solari. Cantinetta vino classe A Quando si sceglie una cantinetta da vino, oltre alla capacità e alle dimensioni, è bene prestare attenzione anche alla classe energetica. Per avere un’idea di quanto si spende in 1 anno, basta moltiplicare il consumo (kWh/anno) per il costo della luce (dato reperibile sulla bolletta dell’energia elettrica): Cantinette vino da incasso La cantinetta vino da incasso può avere le stesse caratteristiche della cantinetta a doppia temperatura, ma come suggerisce il nome, viene montata all’interno di un mobile, ad esempio la cucina. In entrambi i casi, le bottiglie si conservano sempre coricate, in modo tale che il tappo (di sughero) resti sempre umido, quindi elastico e non si sbricioli. .....

  • vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà

    Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti e temperatura di servizio

    Scritto da 9 gennaio 2018

    Il vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà è un passito elegante e ricercato, che viene prodotto con due vitigni a bacca bianca autoctoni della Liguria: Bosco e Albarola, uniti al Vermentino (un vitigno diffuso soprattutto in Sardegna, Corsica, e sulla costa toscana fino alla riviere ligure di levante). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà: caratteristiche Ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1973 e la zona di produzione è appunto quella delle Cinque Terre (Monterosso, Rigomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza), in provincia di La Spezia. Si ottiene dalle uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), che vengono fatte appassire sui graticci all’ombra e in ambiente ventilato per almeno 2 mesi. Il nome sembra fare riferimento alla pratica della diraspatura e pigiatura, quindi da “schiaccia e trai”. Da tali uve si ricava al massimo il 30% in vino, il che giustifica il prezzo elevato delle bottiglie. Il Cinque Terre Sciacchetrà si presenta di colore giallo oro, con riflessi ambrati. È dotato di buona struttura e il profilo olfattivo è decisamente suggestivo, con aromi di agrumi canditi, albicocca secca, miele d’acacia e frutta secca. La dolcezza viene temperata da una buona freschezza che lo rende perfettamente equilibrato. Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti Il Cinque Terre Sciacchetrà dà il meglio di sé con i formaggi stagionati e piccanti, ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione, soprattutto se l’invecchiamento è superiore ai 5 anni. Accompagna molto bene anche vari tipi di dessert quando il vino ha raggiunto l’invecchiamento di 3-5 anni (es. Pandolce genovese, il panforte di Siena). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, temperatura di servizio Questo vino va servito a una temperatura di servizio di 12-14°C, in bicchieri piccoli a tulipano, con stelo alto e bordo leggermente svasato. .....

  • Bolgheri vino rosso Toscana Bolgheri vino rosso Toscana

    Bolgheri, vino rosso, ma non solo, viaggiando in Toscana

    Scritto da 6 gennaio 2018

    Siamo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, nel cuore pulsante della Maremma livornese. Si sa, ma ci piace ribadirlo: la Toscana, in fatto di enogastronomia, la sa lunga. Sa come coccolare i suoi avventori, sa stupirli negli occhi, nel cuore, nello stomaco e nei pensieri. Sa prendersi cura, con cose belle e buone, delle gambe che la percorrono e delle bocche che la assaggiano. Non è solo il suo Castello medievale, non è solo la poesia di Giosuè Carducci, non è neanche solo il Viale dei Cipressi e nemmeno solo le sue chiese e il Rifugio faunistico; è terra di vino, di vini, di rossi morbidi e sinuosi come la Maremma, ma anche di bianchi e rosati, come i tramonti. Un territorio che grazie alle sue caratteristiche climatiche e morfologiche ha saputo accogliere e ospitare i vitigni del Cabernet Franc, del Petit Verdot, del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Quella di questa piccola frazione toscana col vino è una storia d’amore a pieno titolo, fatta di presenze importanti e di legami solidi e romantici, tanto da avere la denominazione Bolgheri DOC che include i famosi: Rosso di Bolgheri Rosso di Bolgheri Superiore Sassicaia Bolgheri Sauvignon Vermentino di Bolgheri Bolgheri Bianco e Rosato Il rosso viene prodotto esclusivamente nel comune di Castagneto Carducci, così come il Sauvignon e il rosato. Appannaggio del territorio provinciale di Livorno sono invece il rosso superiore, il Vermentino e il bianco. Una nota speciale invece per il Sassicaia, perla del territorio, uno dei vini italiani più rinomati, che viene prodotto esclusivamente in una particolare area del comune di Castagneto Carducci dalla Tenuta San Guido, unica a possederne i vigneti nell’area della DOC. Ecco, sì, se fossi un vino italiano, sicuramente mi piacerebbe essere un Sassicaia. Rossa lo sono già, spero solo di migliorare invecchiando. Buon weekend a tutti, bevete cose buone. .....

  • Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo

    Montepulciano vino toscano e Vino Montepulciano d’Abruzzo

    Scritto da 4 gennaio 2018

    Il Montepulciano vino toscano o più precisamente il vino Nobile di Montepulciano e il vino Montepulciano d’Abruzzo non hanno alcun legame tra loro, se non il nome. Va subito precisato, infatti, che il vino toscano Nobile di Montepulciano prende il nome dalla città in cui è prodotto, mentre il Montepulciano d’Abruzzo trae il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio. Montepulciano vitigno Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna, anche conosciuta come Conca di Sulmona, tra la Majella e il Gran Sasso. Nei comuni intorno alla provincia di Teramo ha trovato la sua zona d’elezione, tuttavia il vitigno è stato piantato su buona parte della costa orientale dell’Italia (Marche, Molise e Puglia) e in Umbria. Montepulciano vino toscano, caratteristiche Il vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più antichi della Toscana. Viene prodotto con le uve di un particolare clone di Sangiovese, il Prugnolo gentile, per via del profumo di prugna che conferisce al vino. È composto dal 70% minimo di Sangiovese, a cui si aggiunge Canaiolo per un massimo del 20% e Mammolo, che dà al vino note floreali, soprattutto di viola mammola. La zona di produzione comprende quasi tutto il comune di Montepulciano, a sud di Siena. Il vino Nobile di Montepulciano è un vino corposo, con un bouquet a base di prugne, ciliegie, viole e note terrose, con tannini morbidi anche grazie al lungo affinamento in legno: 26 mesi per il base e 38 per il Riserva. I sommelier suggeriscono di aspettare almeno 6-7 anni prima di stappare una bottiglia. Montepulciano vino toscano, abbinamenti Questo vino si sposa perfettamente con le carni rosse, le grigliate, lo spezzatino, la selvaggina e i cibi ricchi di spezie dolci (es. cannella). È ottimo anche con i formaggi stagionati, le paste al sugo e le preparazioni vegetariane. Va servito a una temperatura di servizio di 16-18°C. Vino Montepulciano d’Abruzzo, caratteristiche Il Montepulciano d’Abruzzo si presenta di colore rosso rubino e si fa subito notare per i suoi profumi di mora, gelso, visciole e maraschino. Al palato è sapido, avvolgente, con tannini raramente aggressivi e note di amarena. Esiste anche il Montepulciano Cerasuolo, che prende il nome dalla cerasa, cioè la ciliegia. Si tratta di un rosato profumatissimo, ma più fresco e delicato. Vino Montepulciano d’Abruzzo, abbinamenti Questo vino dà il meglio di sé con le grigliate di carne, i brasati, i pasticci di cacciagione, le carni elaborate speziate, ma anche con i formaggi stagionati e gli erborinati (es. Gorgonzola). Si consiglia una temperatura di servizio di 16°C per un vino giovane e di 19-20°C se è d’annata. Il Montepulciano Cerasuolo è molto versatile e si abbina bene sia alla carne che al pesce. La temperatura di servizio consigliata è di 14°C. .....

  • Calorie vino rosso Calorie vino bianco Calorie vino rosso Calorie vino bianco

    Calorie vino rosso e calorie vino bianco, INFOGRAFICA

    Scritto da 3 gennaio 2018

    Il vino è un alimento abbastanza calorico e un buon bevitore deve esserne consapevole… è bene anche sapere che più è elevata la gradazione alcolica, maggiore sarà il carico calorico. Vediamo insieme quali sono le calorie del vino bianco e le calorie del vino rosso. Calorie vino bianco (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino bianco sotto il 6-9% in volume di alcol etilico: 111-147 Calorie. Esempi: Riesling, Moscato d’Asti, Veltiner, Muller Thurgau, Chenin Blanc. Calorie vino bianco con 9-12% in volume di alcol etilico: 177-213 Calorie. Esempi: Gewurztraminer, Tocai, Malvasia. Calorie vino bianco secco sotto il 9-12% in volume di alcol etilico: 107-143 Calorie. Esempi: Pinot Grigio, Trebbiano, Pinot Bianco, Vermentino. Calorie vino bianco secco con 12-14% in volume di alcol etilico: 153-173 calorie. Esempi: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco. Calorie vino rosso (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino rosso con 11-13.5% in volume di alcol etilico: 135-165 Calorie. Esempi: Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Syrah. Calorie vino rosso con 13,5-16% in volume di alcol etilico: 165-195 Calorie. Esempi: Dal Pinot Nero al Cabernet. Calorie vino frizzante con 12.5% in volume di alcol etilico: 158 Calorie. Esempi: Champagne Brut, Cava, Prosecco. Calorie vino liquoroso con 14-21% in volume di alcol etilico: 189-275 Calorie. Esempi: Porto. Al di là del contenuto alcolico e delle calorie, è buona regola non superare la quantità di vino giornaliera consigliata, cioè: non più di 3 bicchieri (da 125 ml) per gli uomini, non più di 2 bicchieri (da 125 ml) per le donne e non più di 1 bicchiere (da 125 ml) per gli anziani. .....

  • Frappato Frappato

    Ti presento il vino Frappato: caratteristiche, abbinamenti e prezzo

    Scritto da 2 gennaio 2018

    Il Frappato è un antico vitigno autoctono della Sicilia, originario probabilmente della penisola iberica e sembra fosse già presente nell’isola e nella zona Iblea sin dal 1600. Frappato, caratteristiche La culla di questo vino elegante e beverino, è la provincia di Ragusa, dove i terreni sabbiosi sono di natura calcarea e silicea. Può essere vinificato in purezza o insieme a un altro grande rosso siciliano, il Nero d’Avola, dando vita al prestigioso Cerasuolo di Vittoria. Il Frappato si presenta di colore rosso rubino chiaro, quasi trasparente. All’olfatto si caratterizza per le note fresche, spesso minerali, cui seguono sentori fruttati di amarena, ciliegia e piccoli frutti di bosco. Il nome, del resto, la dice lunga sulla personalità di questo vino… “frappatu”, infatti, significa “fruttato”. Al palato spiccano le sensazioni sapide e saline. È un vino di medio corpo, con tannini morbidi e con una buona persistenza. Frappato, abbinamenti Il Frappato, essendo un vino beverino e leggero, è molto versatile negli abbinamenti a tavola. È perfetto per accompagnare i piatti a base di pesce, ma anche gli arrosti, le frittate di verdura, i salumi e i formaggi freschi. Questo vino va bevuto a una temperatura di servizio di circa 14-16°C. È consigliabile l’apertura della bottiglia un’ora prima della degustazione. Frappato, prezzo Il prezzo di un vino non può essere eccessivamente ridotto perché produrre una bottiglia di vino è un processo lungo. Un vino di buona qualità, dunque, non può costare meno di 3 euro (3,50-4€ se il vino è bio). Se sei curioso di conoscere quanto costa produrre una bottiglia di vino, ti consiglio di dare un occhio alla nostra infografica. .....

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