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Aricoli taggati con "vini rossi"

  • Bolgheri vino rosso Toscana Bolgheri vino rosso Toscana

    Vini Italiani

    Bolgheri, vino rosso, ma non solo, viaggiando in Toscana

    Scritto da 6 gennaio 2018

    Siamo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, nel cuore pulsante della Maremma livornese. Si sa, ma ci piace ribadirlo: la Toscana, in fatto di enogastronomia, la sa lunga. Sa come coccolare i suoi avventori, sa stupirli negli occhi, nel cuore, nello stomaco e nei pensieri. Sa prendersi cura, con cose belle e buone, delle gambe che la percorrono e delle bocche che la assaggiano. Bolgheri non è solo il suo Castello medievale, non è solo la poesia di Giosuè Carducci, non è neanche solo il Viale dei Cipressi e nemmeno solo le sue chiese e il Rifugio faunistico; è terra di vino, di vini, di rossi morbidi e sinuosi come la Maremma, ma anche di bianchi e rosati, come i tramonti. Un territorio che grazie alle sue caratteristiche climatiche e morfologiche ha saputo accogliere e ospitare i vitigni del Cabernet Franc, del Petit Verdot, del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Quella di questa piccola frazione toscana col vino è una storia d’amore a pieno titolo, fatta di presenze importanti e di legami solidi e romantici, tanto da avere la denominazione Bolgheri DOC che include i famosi: Bolgheri rosso Bolgheri rosso superiore Bolgheri Sassicaia Bolgheri Sauvignon Bolgheri Vermentino Bolgheri bianco Bolgheri rosato Il rosso viene prodotto esclusivamente nel comune di Castagneto Carducci, così come il Sauvignon e il rosato. Appannaggio del territorio provinciale di Livorno sono invece il rosso superiore, il Vermentino e il bianco. Una nota speciale invece per il Sassicaia, perla del territorio, uno dei vini italiani più rinomati, che viene prodotto esclusivamente in una particolare area del comune di Castagneto Carducci dalla Tenuta San Guido, unica a possederne i vigneti nell’area della DOC. Ecco, sì, se fossi un vino italiano, sicuramente mi piacerebbe essere un Sassicaia. Rossa lo sono già, spero solo di migliorare invecchiando. Buon weekend a tutti, bevete cose buone. .....

  • Leopold Merlot Collio Leopold Merlot Collio

    A Tavola con il Sommelier

    Degustiamo il Leopold Merlot Collio di Fiegl

    Scritto da 16 dicembre 2017

    Questa settimana ci dirigiamo in Friuli Venezia Giulia per degustare il Leopold Merlot Collio dell’azienda Fiegl: si tratta di un vino rosso contraddistinto dalla Denominazione d’origine controllata Collio, una zona particolarmente vocata alla coltivazione di uve bianche e rosse che danno vita a prodotti di particolare pregio ed interesse. L’azienda è situata nel Comune di Oslavia, in provincia di Gorizia, a poche centinaia di metri dal confine sloveno: si tratta di terre ben ventilate e con importanti escursioni termiche, situate fra le montagne e la costa, un microclima ideale per la maturazione di determinate coltivazioni. Il vitigno utilizzato per la produzione del Leopold è il Merlot in purezza, coltivato con il sistema a guyot in vigneti che hanno un’età media di 60 anni, nei quali il terreno è denominato “ponca”, caratterizzato cioè da un suolo composto da stratificazioni arenacee e marnose. La vendemmia viene svolta intorno alla metà del mese di ottobre, in seguito le uve vengono condotte in cantina e messe a macerare per 12 giorni in recipienti di acciaio inox. La fermentazione e maturazione del mosto hanno quindi luogo in grandi tonneau di legno: dopo tre anni, il vino è pronto per essere imbottigliato, ma affina ulteriormente in bottiglia per altri tre anni, prima di essere commercializzato. Una lunga maturazione che dona al Leopold Merlot Collio caratteristiche decise e ben riconoscibili. Particolarità che è possibile osservare già versando il vino nel bicchiere, per il quale si raccomanda la scelta di un calice ampio di tipo Bordeaux, in grado di permettere una corretta ossigenazione del prodotto: noteremo un colore rosso porpora impenetrabile, con sfumature granate e riflessi dell’unghia tendenti al rubino, sempre a seconda dell’invecchiamento della bottiglia; buona la densità, che traspare dagli ampi archetti che si formano nel bicchiere. Al naso si resta affascinati da un intenso aroma speziato (principalmente pepe nero), quindi da un bouquet formato da sentori di frutti di bosco, confettura di ciliegie ed amarene, vaniglia ed altri aromi dovuti all’invecchiamento in legno, come il cuoio. Assaggiando il Leopold troveremo un vino ben strutturato, di buon corpo, rotondo ed armonico; i tannini sono delicati ed eleganti, mai invasivi, mentre una lieve nota di sapidità ed acidità precede un finale asciutto e decisamente persistente. L’abbinamento perfetto è quello con ricchi primi piatti, carni rosse, arrosti, selvaggina da pelo (ideale è con il goulash di cinghiale), oltre che salumi e formaggi stagionati. Piacevole è pure il suo utilizzo nel corso di un sostanzioso aperitivo in compagnia. Il Leopold Merlot Collio Doc ha una gradazione di 13,5% vol e va servito ad una temperatura di servizio di circa 18°C, ricordandosi di stappare la bottiglia almeno un’ora prima di essere consumato. Si presta ad un invecchiamento di diversi anni in cantina. In definitiva, un Merlot importante che saprà soddisfare le esigenze degli amanti del vino, perciò… alla salute! .....

  • vini da regalare per il pranzo di natale vini da regalare per il pranzo di natale

    Abbinamento Cibo/Vino

    3 vini da regalare per il pranzo di Natale

    Scritto da 3 novembre 2017

    Ci siamo, non vedevo l’ora che arrivasse questo momento: siamo ufficialmente nel pre Natale e adesso vi beccate questo mio post sui 3 vini da regalare per il pranzo di Natale. Argomento che divide ancora di più le masse in quelli che basta che si brindi e non scherziamo, il vino per il pranzo di Natale è una cose seria, siamo enocultori noi. In realtà la questione non è poi così complicata e richiede solo qualche piccola riflessione. Ciò che accomuna più o meno tutti è la definizione del budget, ecco, non occorre spendere centinaia di euro per acquistare una buona bottiglia, anche stando sui 20-25 euro faremo una figura degna della renna meglio agghindata. I gusti, poi; cosa piacerà ai commensali e cosa si mangerà? Se in altre occasioni dell’anno è molto difficile azzeccare menù e abbinamenti, a Natale andiamo più sul sicuro perché bene o male, dalle Alpi alla Piramidi e dal Manzanarre al Reno il menù è grosso modo lo stesso. Quindi io direi che la scelta può ricadere su tre categorie precise: aperitivo, pranzo, dessert. Vuoi non brindare insieme alla nonna che ti ha spacciato dietro la porta 50 euro per il gelato? Prosecco, Prosecco come se non ci fosse un domani, così poi gli zuccheri del gelato serviranno davvero a ripristinare tutto. Scegliere di regalare un vino da aperitivo è una soluzione che risolve ogni problema. E poi le bolle fanno very Natale. Il pranzo, adesso. Tra i vini da regalare per il pranzo di Natale sicuramente non può mancare una proposta più strutturata da abbinare alla super lasagna, alla ingordissima pasta al forno con le polpettine e agli arrosti preparati in tutti i dialetti d’Italia. Cosa ho scelto per voi? Il signor Nero d’Avola, che metterà certamente d’accordo tutti. Non molto a casa mia perché mio padre non lo gradisce, ma lui è uno da Prosecco. Se però volete regalare qualcosa da abbinare al dolce, vi direi di non buttarvi sul classico spumante dolce, tanto quello non manca da nessuna parte in quei giorni e al massimo verrà tirato fuori dalle confezioni doppie panettone-spumante. Stupite tutti con un Passito, suave suavecito. Sta benissimo col panettone ma anche con i dolci carichi di frutta secca, con quelli ricoperti di miele, con i torroni e pure con l’immancabile pandoro tagliato a stella colante di mascarpone. Adesso vorrei che fosse subito Natale. Ah, è venerdì però, quindi Prosecco. Cin cin. .....

  • un vino per ogni segno un vino per ogni segno

    Curiosità

    Zodiaco, calici e abbinamenti: un vino per ogni segno

    Scritto da 26 settembre 2017

    Al netto delle catastrofi esistenziali che capitano a tutti, alzi la mano chi oltre ad essersi attaccato al tram, alle illusioni, alle bottiglie o ad organi vari, non si è attaccato almeno una volta all’oroscopo. Harper’s Bazaar ha fatto di più: ha condensato tutto in una manciata di righe regalandoci un vino per ogni segno. Se anche non ci credete, vi capiterà prima o poi di regalare una bottiglia sciorinando splendenti il “Sai, ho trovato online un post in cui c’era un vino per ogni segno e ho pensato, se ben ricordo il tuo compleanno, di regalarti questo rosso dalla forte personal…“, ok, basta così. Ariete: Orange wine. Cosa essere tu, strana creatura? L’unico vino possibile per un segno che avrebbe anche un po’ stancato certe volte col suo tentativo di volersi distinguere a tutti i costi. Ah, sì, l’Orange wine tecnicamente è un vino bianco, ma leggete qui per approfondire. Toro: Barolo. Starvi dietro non è facile, ma pare che proprio come uno dei protagonisti indiscussi dei vini italiani, anche voi miglioriate col tempo. Non ci mettiamo la firma, ma a tipi forti e corposi come voi, possiamo perdonare anche qualche bizza di troppo. Gemelli: Chenin Blanc. Un vino per sperimentatori sperimentali, a volte anche con dei sentori da fighetti. Ma siete anche originali, freschi e se non fate troppi capricci lasciate quella leggera persistenza che i comuni mortali difficilmente dimenticano. Aaaaaah, Gemelli Gemelli. Cancro: Zinfandel. Se è vero che esiste un vino per ogni segno, questo è certamente il vostro. Anche voi avete bisogno di decantare e ossigenarvi prima di poter essere degustati, proprio come lo Zinfandel. Un segno ostico ma decisamente affascinante. Leone: Champagne. Per brindare a un ingondro? Bollicine, alè. Goderecci che non siete altro. Voi avete questo modo così bollicinoso di vivere che vorrebbero tutti invitarvi alle feste. Contagiosi e ubriacanti. Vergine: Pinot Nero. Siete, come dire, degli scassam… delle personcine precise e attente al minimo dettaglio, vi dedicate fino allo sfinimento ad ogni singolo aspetto della vita e vi piace che sia tutto perfetto. Siete i vignaioli perfetti per il Pinot Nero. Bilancia: Riesling. La vostra capacità di unire i commensali assomiglia molto al potere di questo vino. Vi adattate e unite ingredienti apparentemente anche discordanti. Siete anche voi un po’ scassam… ma a quello ci pensa il Riesling. Scorpione: Cabernet Sauvignon. Dovreste tirarvela un po’ meno, eh, ma indubbiamente avete fascino da bervi tutti d’un sorso. Noi consigliamo però la degustazione lenta. Un vino che colpisce in tutto il mondo, e anche voi, come lui, risultate inebrianti. Sagittario: Teran. Lo conoscete? Un vino sloveno, sì. A voi non piacciono tutte quelle nuove esperienze traboccanti di fascino, misteri e intrighi internazionali, nooo, vero? Provate. Secondo noi andrà bene. Capricorno: Bordeaux. Siete tra le certezze dello zodiaco, come il Bordeaux nei vini. Segni che non stancano mai e che stanno bene davanti a un camino, in una città frenetica o in una domenica a casa guardando un film o mangiando tagliatelle. Acquario: vino biodinamico. Ve lo giuriamo, non è una parolaccia. Solo che voi siete sempre attenti alla natura, l’ecosistema e quelli di Harper’s bazaar vi hanno abbinato a un vino prodotto con sistemi ecosostenibili. Oh, magari lo bevete e vi piace. Fateci sapere. Pesci: Vino frizzante naturale. No, veramente, non so cosa si fossero bevuti quelli di HB prima di abbinarvi al bianchetto frizzante, che poi almeno uno Chardonnay, un Pignoletto. Ah, naturale. Perché voi effettivamente siete un po’ così, diciamo autentici. .....

  • lacryma christi rosso cantine del vesuvio lacryma christi rosso cantine del vesuvio

    Cantine

    Lacryma Christi Rosso Cantina del Vesuvio

    Scritto da 5 settembre 2017

    L’unica lacrima che si dovrebbe versare è certamente il Lacryma Christi Rosso di Cantina del Vesuvio, un piccolo paradiso in quel lembo di Campania felix così bella e così bistrattata. Pochi chilometri da alcuni dei posti più belli del mondo: Napoli, Pompei, Ercolano e poco più in là la Costiera amalfitana. E poi Sua Maestà il Vesuvio, imponente e silente, le cui pendici ospitano accoglienti e materne i vitigni che si inerpicano rigogliosi. Cantina del Vesuvio nasce nel 1948, in un’Italia che si apprestava alla ripresa dal dopoguerra, in una Campania dove la trafeca era l’unico modo che i produttori avevano per far arrivare ai negozianti il vino da vendere in città. Il Lacryma Christi Rosso ha il fascino tipico di quei luoghi: generoso, roboante, chiassoso eppure a volte timido e riservato. Parla certamente napoletano, ma si fa capire con dolcezza e amabilità. Parliamo di un vino dal passato importante, pare infatti che queste uve venissero già coltivate sul Vesuvio nel V secolo a.C., nato da un terreno lavico buono e magnanimo che trattiene in sé l’umidità necessaria alla sopravvivenza delle viti. Ha il colore della lava vesuviana, e anche il calore. Vitigni 100% Piedirosso e profumi di sud, di sole, di aria fruttata e dolce. Al palato risulta morbido e importante, con un notevole corpo. Un amante perfetto. Provate a pensare a un ragù meridionale, alle tracchiulelle, alle salsicce, al rosso davvero rosso dei pomodori del Vesuvio, al profumo della domenica, ai cavatelli che non si perdono neanche una goccia di quel sugo magico. A me il mondo piace sentirlo così. Col conforto di un piatto di cavatelli al ragù di tracchiulelle e un calice di Lacryma Christi Rosso. Cantina del Vesuvio organizza anche corsi di cucina, degustazioni dei propri vini e dei piatti tipici e visite guidate in azienda. Io un pensierino ce lo farei, eh. .....

  • Abbinamento vino e formaggi Abbinamento vino e formaggi

    Abbinamento Cibo/Vino

    Abbinamento vino e formaggi, una guida semplice

    Scritto da 23 agosto 2017

    Vino e formaggio è un’accoppiata alla Bonnie e Clyde. I formaggi, infatti, grazie alla decomposizione della caseina, attenuano la percezione dei tannini e delle componenti acide del vino. Questo non significa però che tutti i vini vanno bene con tutti i tipi di formaggio. Ecco, allora, qualche suggerimento per fare la scelta giusta! I formaggi freschi, come la mozzarella, la robiola, la crescenza, ecc. sono caratterizzati da una certa morbidezza al palato e da un’accentuata acidità. L’abbinamento perfetto è quindi con i vini che puliscono la bocca, non troppo aromatici, né eccessivamente acidi come i bianchi o i rosati giovani e morbidi (es. Verdicchio, Soave, Greco di Tufo, Falanghina, Champagne, ecc.) I formaggi di media stagionatura, come l’emmenthal, l’asiago, il caciocavallo, il taleggio, il quartirolo, la caciotta, ecc. hanno una maggiore consistenza al palato, oltre che un sapore e un profumo più deciso. Vanno abbinati, perciò, a vini bianchi o rossi di media struttura come il Barbera, il Bardolino, il Lambrusco o Trebbiano d’Abruzzo. Abbinamento vino e formaggi: pecorino Il pecorino rientra nella casistica dei formaggi a pasta dura e stagionati, che richiedono vini rossi di grande struttura, dal profumo abbastanza intenso e molto equilibrati come il Chianti, l’Aglianico, il Brunello, ecc. Abbinamento vino e formaggi: parmigiano Anche il parmigiano è un formaggio di lunga stagionatura come il pecorino e quindi richiede l’abbinamento con grandi vini corposi, come ad esempio il Sangiovese. Passito e formaggio I formaggi dal sapore pungente e forte, come il Gorgonzola o gli altri formaggi erborinati (Roquefort, Stilton, ecc.), si abbinano magnificamente con i vini dolci aromatici (es. Passito), ma anche con i vini liquorosi (es. Marsala o Porto). .....

  • Vino Bardolino Vino Bardolino

    Abbinamento Cibo/Vino

    Vino Bardolino: caratteristiche, prezzo e abbinamenti

    Scritto da 26 aprile 2017

    Vino Bardolino classico Il Bardolino è un vino rosso originario del Veneto. Viene prodotto in provincia di Verona, e precisamente nella zona del lago di Garda. I territori interessati dalla Denominazione di Origine sono: Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion Veronese, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera e Valeggio sul Mincio. Solo i vini provenienti da 6 di questi comuni (Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano e Cavaion Veronese), tuttavia, possono fregiarsi della denominazione “classico”, poiché appartengono alla cosiddetta “zona classica” di più antica tradizione. Nella zona del Bardolino, inoltre, si producono due vini, il Bardolino DOC e il Bardolino Superiore DOCG. Per la produzione si utilizzano uve provenienti principalmente da vitigni di Corvina Veronese (vitigno a bacca nera, con maturazione tardiva tra fine settembre e inizio ottobre), nella misura del 35-65%. Possono essere utilizzate anche uve Barbera, Merlot, Molinara, Sangiovese, Rossignola, Marzemino, e Cabernet Sauvignon da soli o insieme, con un limite massimo del 10% per ogni singolo vitigno. A differenza del Bardolino DOC, il Bardolino Superiore DOCG deve essere inoltre sottoposto a un periodo di affinamento obbligatorio di almeno 1 anno. Il Bardolino si presenta di un bel colore rosso rubino brillante, con riflessi violacei e tendenti al granato. Il profumo è leggermente fruttato, si percepiscono, infatti, note di fragola, ciliegia, lampone e ribes, con lievi accenni di spezie come cannella, chiodi di garofano e pepe nero. Al palato risulta asciutto e morbido, talvolta leggermente amarognolo. Vino Bardolino rosato Il Bardolino rosato è il Bardolino Chiaretto DOC e viene prodotto con la vinificazione in rosa delle bucce. Esiste anche il Chiaretto Spumante, anch’esso vinficato in rosa e successivamente spumantizzato con metodi a fermentazione naturale. Vino Bardolino, prezzo Il Bardolino ha un costo medio che oscilla tra i 5 e 7 euro. Vino Bardolino abbinamenti Il Bardolino è ottimo con i primi piatti a base di paste di ogni tipo, con i risotti, i ravioli e le lasagne. Si sposa anche con le zuppe di legumi (in particolar modo di fagioli), con le carni alla griglia, al forno e in umido. Interessante l’abbinamento con i piatti a base di castagne e di funghi. Servito fresco si accosta bene anche al pesce di grossa pezzatura e le seppie in umido. Il Chiaretto, invece, è perfetto come aperitivo. .....

  • Bicchieri da vino Bicchieri da vino

    Degustazioni Vino

    Bicchieri da vino, le tipologie

    Scritto da 19 aprile 2017

    Per poter apprezzare le caratteristiche di un vino, la scelta del bicchiere in cui viene servito è fondamentale. Bicchieri da vino per vini bianchi giovani Per la degustazione dei vini bianchi giovani sono ideali i Sauvignon, bicchieri a forma di tulipano svasato, con corolla allargata all’esterno. Questa forma, oltre a concentrare i profumi verso il naso, favorendo la percezione degli aromi fruttati dei vini giovani, permette di indirizzare il vino prima verso la punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, e poi ai lati della lingua, più sensibile all’acidità, in modo da percepire la differenza in sequenza. I vini giovani, infatti, hanno un certo residuo zuccherino e acidulo che deve essere valorizzato. Bicchieri da vino per vini bianchi maturi Per i vini bianchi maturi, è ideale lo Chardonnay, un bicchiere a forma di tulipano slanciato, chiuso leggermente verso l’alto. In questo modo i profumi possono salire dritti al naso, senza restare imprigionati nel bicchiere e il vino viene indirizzato nella parte anteriore della bocca, dove si percepiscono meglio i gusti rotondi e morbidi. Bicchieri da vino per vini rossi giovani Per questa tipologia di vini, è indicato il Dolcetto, un bicchiere di medie dimensioni a forma di uovo allungato e dal bordo stretto, che favorisce la risalita dei profumi verso il naso prima che possano essere attenuati a contatto con l’aria. Bicchieri da vino per vini rossi maturi Per i vini rossi maturi (vini da 5 a 7 anni) si usa il Bordeaux, un bicchiere simile allo Chardonnay, ma dal corpo più lungo e dall’apertura leggermente più stretta, che permette la concentrazione degli aromi complessi e di indirizzare il vino inizialmente nella parte finale della lingua, zona privilegiata per la percezione delle sensazioni amarognole e d’invecchiamento tipiche dei rossi corposi. Bicchieri da vino per vini rossi invecchiati Per questa tipologia di vini, si usano i classici bicchieri Bourgogne, detti anche “Gran Cru”, che sono di grandi dimensioni, sia in altezza sia in larghezza. Questa particolare forma (panciuta), infatti, consente la giusta ossigenazione, ma anche di avvolgere il bicchiere tra le mani, facendo innalzare gradualmente la temperatura e liberando i profumi complessi dei vini rossi di maggior struttura. Bicchieri da vino per vini liquorosi Il vino liquoroso e il passito si servono nella Copita, un bicchiere di piccole dimensioni a forma di mezzo uovo. In questo modo il vino (che deve essere servito a una bassa temperatura e in quantità modeste) non ha il tempo di riscaldarsi eccessivamente, mentre l’imboccatura stretta convoglia meglio i profumi verso il naso. Bicchieri da vino per champagne e spumanti Lo champagne (sia con metodo classico che Charmat) si serve nel classico Flute, un bicchiere dalla forma slanciata e con il gambo sottile. L’imboccatura è stretta per limitare la possibilità di ossigenare il vino, poiché gli spumanti secchi hanno bisogno di rilasciare l’anidride carbonica in modo lento. Bicchieri da vino per spumanti dolci o aromatici Per gli spumanti dolci o aromatici è ideale la Coppa, un bicchiere semisferico a forma schiacciata e molto aperta con gambo lungo e sottile. L’ampiezza del bicchiere permette al vino di entrare velocemente in contatto con l’aria e di diluire gli aromi, rendendoli più delicati. Bicchiere da vino per vini rosati Il vino rosato di corpo va servito nel Dolcetto, quello leggero nel Flute o nel Sauvignon. Calice da degustazione ISO (International Organization for Standardization) è un bicchiere tecnico creato nel 1971, usato da enologi ed enotecnici soprattutto per esaltare pregi e difetti del vino. .....

  • Dizionario e Degustazioni

    Vinificazione in rosso, le fasi

    Scritto da 7 aprile 2017

    La fermentazione alcolica del mosto Il vino si ottiene dalla fermentazione alcolica del mosto (il succo dell’uva), tramite l’azione dei lieviti naturalmente presenti sulle uve mature, che converte lo zucchero in alcol etilico e anidride carbonica (oltre ad altri prodotti secondari essenziali allo sviluppo delle qualità aromatiche di ogni vino). Nella vinificazione in rosso si utilizza il mosto, in cui sono lasciate a macerare le bucce. Quest’operazione consente l’estrazione del colore. Il colore del vino è determinato dalle sostanze contenute nelle bucce (tannini e antociani), che si estraggono più facilmente con temperature elevate. Più alta è la temperatura, maggiore sarà l’estrazione del colore e delle sostanze poliefenoliche. Generalmente, la temperatura ottimale è compresa fra i 24-25° C per i vini rossi giovani e tra i 30-32° C per quelli adatti all’invecchiamento. La macerazione La macerazione è uno dei passaggi che contraddistingue la vinificazione in rosso e prevede il contatto diretto tra il mosto e le vinacce (bucce e vinaccioli). I tempi di macerazione possono variare da un minimo di 5-8 giorni per i vini da bere giovani a un massimo di 15-20 giorni per quelli da invecchiamento. Se il vino si vuole fregiare del titolo di “Riserva”, deve riposare due o più anni e l’invecchiamento continua nelle bottiglie, in un ambiente quasi completamente privo di ossigeno. La svinatura e la torchiatura Dopo la macerazione si procede con la svinatura, che consiste nel separare il vino dalle vinacce e dalle fecce (cellule morte, sostanze coagulate e sali precipitati) mediante un travaso. Il vino nuovo (chiamato anche vino “fiore”) è destinato, secondo i casi, verso botti di legno, fusti di rovere (barriques) o tini di acciaio. L’ultimo passaggio, è la torchiatura delle vinacce. Il vino può essere ottenuto da due o più spremiture, ma dalla prima si ottiene senz’altro un vino di migliore qualità. Una curiosità, dai residui delle successive torchiature si ricavano aceti e distillati. .....

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