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Aricoli taggati con "spumante"

  • Passerina Spumante Brut Cantina Tollo Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    A Tavola con il Sommelier

    Degustiamo il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    Scritto da 13 gennaio 2018

    C’è sempre qualche buona ragione per stappare delle bollicine e il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo non fa di certo eccezione! Per la realizzazione di questo Spumante brut viene utilizzata uva Passerina in purezza, vitigno autoctono di Abruzzo e Marche, e in genere utilizzato per la produzione di vini bianchi fermi. I vigneti sono ubicati a Tollo, piccolo Comune della provincia di Chieti, il cui territorio ospita la Tullum Doc, una delle più piccole Denominazioni d’origine controllata presenti in Italia. I terreni dove nascono i vigneti, allevati a tendoni e filari, sono esposti a nord e nord-est a 200 metri sul livello del mare e sono di natura sabbiosa e calcarea; le viti hanno 10 anni d’età e registrano una produzione di 90 quintali per ettaro. La vendemmia del Passerina Brut ha luogo intorno alla metà di ottobre, quando i grappoli raccolti vengono condotti in cantina e sottoposti a pressatura soffice. Il mosto è messo a fermentare un recipienti di acciaio inox alla temperatura controllata di 16°C, in seguito si registra una maturazione a contatto con i lieviti, della durata di sei mesi, quindi il vino è sottoposto a rifermentazione in autoclave, secondo il metodo Martinotti-Charmat. Lo spumante è infine pronto per essere imbottigliato e commercializzato. Il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo ha una gradazione alcolica di 12% vol e va consumato ben fresco ad una temperatura di servizio compresa fra i 6 e gli 8°C. Versando lo spumante nel bicchiere (possibilmente in calici del tipo ballon flute), noteremo un colore giallo chiaro con lievi riflessi verdognoli, ed un perlage fine e persistente, accompagnato da una spuma abbastanza densa. Al naso percepiremo un bouquet composto da sentori erbacei e floreali (acacia e caprifoglio), aromi fruttati (agrumi ed ananas) ed un lieve profumo di pane e biscotti. Portando lo spumante alla bocca ne avvertiremo la freschezza, la giusta acidità e la media struttura; fine ed asciutto, è connotato da un finale di moderata persistenza con leggeri sentori di frutta e mandorle. L’abbinamento ideale della Passerina Spumante Brut Cantina Tollo è quello con gli aperitivi e gli antipasti a base di pesce e verdure. Questo vino si sposa egregiamente con le fritture, specialmente di pesce, ma accompagna bene anche primi piatti senza pomodoro, crudi di pesce e crostacei. Alla salute! .....

  • Cin Cin Cin Cin

    Curiosità

    Cin cin, significato e vini con cui brindare al nuovo anno

    Scritto da 26 dicembre 2017

    I festeggiamenti per il Capodanno si avvicinano… ma sai perché si dice Cin Cin al momento del brindisi? Questo gesto, estremamente radicato nella cultura occidentale, ha origini cinesi. Sembrerebbe derivare, infatti, dalle parole Ch’ing Ch’ing, il cui signifato letterale è “prego, prego”. Il Cin Cin è arrivato in Europa insieme ai marinai e ai commercianti inglesi, che nei porti delle regioni costiere della Cina si salutavano in questa maniera. La formula cinese è stata subito ben accolta dalla lingua italiana perché onomatopeica. Pronunciando queste parole, infatti, è come se si riproducesse il suono di due bicchieri che si toccano e tintinnano. Il gesto di brindare, quindi di alzare il calice verso qualcuno e poi di bere, risalirebbe invece all’Antica Roma come segno di reciproca fiducia. Poiché gli avvelenamenti erano all’ordine del giorno, far toccare i bicchieri tra loro durante un banchetto faceva sì che un po’ di vino passasse da un bicchiere all’altro, scongiurando il rischio di omicidi. Al di là della storia, quello che conta, sia che diciate Cin Cin, sia che diciate Prosit, è non sbagliare Spumante… un errore molto comune, infatti, è quello di servire il Panettone o il Pandoro con un extra brut… assolutamente da non fare! Come ricorda anche l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) Spumante brut per aperitivo e pasto, Spumante dolce per il dessert, non si discute. Se vuoi abbinare dei vini al panettone o al pandoro, ti suggeriamo dei Passiti dotati di buona freschezza, i vini Moscati, l’Asti Spumante o lo Champagne dolce. Questi dolci della tradizione italiana, infatti, oltre ad essere particolarmente dolci, sono anche piuttosto grassi e richiedono la contrapposizione con vini dolci sì, ma anche sapidi e freschi. .....

  • come scegliere lo spumante per capodanno come scegliere lo spumante per capodanno

    Abbinamento Cibo/Vino

    Come scegliere lo spumante per Capodanno

    Scritto da 18 dicembre 2017

    Scegliere lo spumante per Capodanno è un’attività tanto piacevole quanto insidiosa, come tutte le relazioni che prevedono un certo tasso di frizzantezza ed euforia. Baciarsi sotto il vischio dovrebbe avere il giusto supporto etilico, per non parlare poi della vergogna dimenticata insieme alla dignità quando parte il meu amigo Charlie Brown. Insomma, ci servono le bollicine giuste, pegno un anno disastroso, ecco. Partiamo dal fatto che pare ormai diffusa la noncuranza sulla differenza tra spumanti dolci e prosecchi, ad esempio e non è raro trovare qualcuno che serva un bel panettone con un extra brut. No, raga’, non si fa. Quando tutto ebbe inizio: spumante è il nome che diamo a tutti i vini frizzanti che fanno la spuma. Poi, solo poi, diversifichiamo in Prosecco, Franciacorta, Champagne etc etc. La prima dritta su come scegliere lo spumante per Capodanno è senza dubbio quella che anche l’Associazione Italiana Sommelier ricorda: brut per aperitivo e pasto, spumante dolce per il dolce, appunto. Anche se ormai in molti pensano che non sia cool servire uno spumante dolce, ma dove?! In questa vigna sconfinata e lussureggiante ci addentriamo poi in nomenclature che ai più suonano come la formula del bosone di Higgs: blanc de blancs, sec, demi-sec, brut, extra brut, doux, millesimato, metodo classico e metodo charmat. Noi però, con questo post for dummies, vogliamo chiarirvi almeno le idee base. Pas dosé: ultra secco Extra Brut: molto secco Brut: secco Extra Dry: secco con una leggerissima dolcezza Dry o Sec: appena dolce Demi Sec: amabile, dalla dolcezza distinguibile Dolce o Doux: dolce Il Prosecco, tanto amato, e gli altri vini charmat sono generalmente Extra Dry e Brut, quindi adatti all’aperitivo o al pasto, potete servirli anche con il cotechino o lo zampone perché sgrassano. Il Franciacorta e gli altri  spumanti metodo classico sono invece generalmente Brut ed Extra brut, quindi come sopra. Con un Demi Sec invece andate sul sicuro sia per il dolce che per il salato. Sulla scelta dello spumante per il dolce ovviamente non ci sono dubbi: limitatevi a quelli con la dicitura Dolce o Doux, e sbizzarritevi tra malvasie, moscati e brachetti. Ah, sì, un’ultima cosa: lo champagne è uno spumante metodo classico che si chiama così perché viene prodotto nella regione dello Champagne, non è una creatura aliena che fa subito classe e raffinatezza. Non facciamo figuracce. Buon anno! .....

  • vini da abbinare al panettone vini da abbinare al panettone

    Abbinamento Cibo/Vino

    Vini da abbinare al panettone e al pandoro

    Scritto da 5 dicembre 2017

    Che Natale sarebbe senza panettone o pandoro?… ma attenzione a non rovinare questo appuntamento classico della tradizione con il vino sbagliato! Un errore molto comune, come avevamo già spiegato un po’ di tempo fa parlando di dessert e vino, è quello di servire il dolce con vini secchi come il Prosecco, lo Champagne o lo Spumante brut. Come insegnano i sommelier, il dolce vuole il dolce e non si discute! Vini da abbinare al panettone Il Panettone, con le sue caratteristiche di dolcezza (ma contentua!), aromaticità e grassezza, si abbina molto bene ai vini che richiamano analoghe sensazioni al naso e in bocca, quindi frutta candita e uva in primis. La sensazione grassa, data dalla presenza del burro, richiede però una contrapposizione con un vino sapido e fresco. Tra i vini da abbinare al panettone i Passiti sono sicuramente indicati, ma attenzione a non mandare la lingua in tilt con un sovraccarico di dolcezza. Meglio se sono dotati di buona freschezza. Anche i vini Moscati sono perfetti per accompagnare una fetta di buon panettone, soprattutto se affiancato da una piccola dose di crema pasticcera o crema di mascarpone. La dolcezza che si avverte in bocca, infatti, viene bilanciata da una rinfrescante acidità. Un abbinamento assolutamente favoloso è con i vini Malvasia: pura poesia nel bicchiere. Vini da abbinare al pandoro Il pandoro, non avendo canditi e uva passa nell’impasto, è meno problematico rispetto al panettone, ma obbedisce alla stessa regola: il dolce va con il dolce. Il pandoro, oltre a essere molto zuccherino, è particolarmente grasso. I vini da abbinare al pandoro che ti suggeriamo sono: il Moscato d’Asti o meglio ancora l’Asti spumante che, grazie alla presenza dell’anidride carbonica, aiuta a ripulire il palato. E se proprio vuoi stupire i tuoi commensali, porta in tavola lo Champagne dolce: sapido, ma dolce e profumato, con una spiccata mineralità, lascerà tutti a bocca aperta… .....

  • Bollicine di Puglia Bollicine di Puglia

    Degustazioni Vino

    Bollicine di Puglia, sul Gargano torna il Festival Regionale degli Spumanti

    Scritto da 26 luglio 2017

    Se il weekend non avete impegni e vi trovate sul Gargano, vi attende un sabato decisamente effervescente… il 29 luglio va in scena, nella splendida cornice del castello di Monte Sant’Angelo (FG), la seconda edizione di “Bollicine di Puglia”, il Festival regionale dei vini spumante. Le danze si apriranno alle 19, con un convegno sugli spumanti pugliesi, e proseguirà alle 20 con l’apertura al pubblico dei banchi di degustazione guidata dai sommelier dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier) Regione Puglia. Alla manifestazione “Bollicine di Puglia” parteciperanno oltre 40 etichette, che saranno abbinate ad un ricco paniere di prodotti tipici di prestigiose aziende agricole del comune di Monte Sant’Angelo. Costo del ticket (comprensivo di calice e intera degustazione) è di 15 euro all’ingresso del castello o di 10 euro in prevendita presso l’Antica Enoteca Saponaro di Foggia, il Bar Gatta di Manfredonia, l’edicola “Lo Scarabocchio” di Monte Sant’Angelo, L’Antica Cantina e Teanum di San Severo. Per avere ulteriori informazioni sulle Bollicine di Puglia è possibile contattare il numero telefonico 080 4949189, cell. 320 6750524 o inviare una mail a [email protected] Se vi piacciono i vini spumanti, è un’occasione da non farsi scappare. Se siete curiosi di sapere come si producono gli spumanti, vi suggerisco di leggere l’articolo sullo Spumante, metodo Classico e metodo Charmat. .....

  • ghiaccioli al vino ghiaccioli al vino

    Ricette con il Vino

    Ghiaccioli al vino, l’idea fresca per l’estate

    Scritto da 12 luglio 2017

    I ghiaccioli d’estate sono un vero toccasana, se poi sono alcolici possono diventare una soluzione sfiziosa e gustosa per allietare le sere con gli amici! Ecco, la ricetta per preparare i ghiaccioli al vino! ghiaccioli al vino, Ingredienti 2 parti di acqua 1 parte di vino (es. Spumante) 40 g di zucchero ghiaccioli al vino, Preparazione In un pentolino versate lo zucchero e aggiungete 40 ml di acqua. scaldate fino a quando lo zucchero si sarà sciolto. Spegnete e lasciate raffreddare. Aggiungete 1 parte di spumante (in questo modo il ghiacciolo si solidificherà). Dividete il liquido in 6 stampi per ghiaccioli e lasciate in freezer almeno 4-6 ore. Un suggerimento, per sfilare facilmente i ghiaccioli dagli stampini, passateli qualche secondo sotto l’acqua calda! Naturalmente potete usare anche un vino rosso. .....

  • Metodo Classico Metodo Classico

    Classificazione dei Vini Italiani

    Spumante, metodo Classico e metodo Charmat

    Scritto da 7 luglio 2017

    Gli spumanti sono prodotti tramite il metodo classico, anche detto “Champenoise” e il metodo Charmat o “Martinotti”. In passato lo spumante si produceva con l’aggiunta di anidride carbonica, pratica che poi venne bandita a favore dei lieviti. Grazie a questi lieviti, infatti, gli zuccheri fermentano e si trasformano in alcol e anidride carbonica, che, sviluppandosi in recipienti chiusi e sigillati (autoclave o bottiglia), a sua volta genera la cosiddetta “presa di spuma”, che contraddistingue i vini spumanti. Metodo Charmat L’effervescenza degli spumanti non è una peculiarità nativa del vino, ma appunto il risultato di un procedimento particolare. Il metodo Charmat è stato inventato sul finire dell’Ottocento da Federico Martinotti, che brevettò un processo innovativo per produrre lo spumante, sviluppando la seconda fermentazione in un solo grande recipiente, un autoclave in ferro smaltato, a tenuta di pressione anziché in bottiglia. Nonostante Martinotti sia l’unico inventore di questo procedimento di spumantizzazione, il metodo è conosciuto da sempre come Charmat, dal nome del francese, che qualche decennio più tardi sviluppò l’idea originaria di Martinotti. Nel metodo Martinotti o Charmat la fermentazione avviene in un’autoclave pressurizzata e a temperatura controllata (in grado di resistere a pressioni anche di 10 atmosfere), per un periodo breve che va da 1 mese ai 6 mesi, durante il quale gli zuccheri presenti vengono trasformati in alcol e anidride carbonica ad opera dei lieviti. Si tratta di un sistema di spumantizzazione più rapido rispetto a quello tradizionale, il prodotto, infatti, viene subito imbottigliato ed è pronto per essere consumato. Metodo Classico o Champenoise Nel metodo Classico o Champenoise (diffuso in Francia nella regione Champagne fin dal Seicento) il processo di spumantizzazione è decisamente più lungo. Il vino, al quale sono aggiunti lieviti e zuccheri per favorirne la rifermentazione, viene prima di tutto imbottigliato. Nel giro di qualche mese, con l’esaurimento degli zuccheri, la pressione all’interno delle bottiglie arriva a 6-7 atmosfere, necessarie per avere un ottimo perlage. Le bottiglie, poste in posizione orizzontale per consentire l’affinamento dei lieviti e definire il bouquet, restano in questa condizione per un periodo prolungato compreso tra 6 e 30 mesi. Alla fine di questa fase, le bottiglie vengono ruotate quotidianamente di 1/8 e contemporaneamente inclinate per permettere la caduta dei residui verso il collo della bottiglia. Qualche mese più tardi, quando le bottiglie avranno raggiunto una posizione pressoché verticale, viene effettuata la sboccatura. Tramite l’uso di appositi macchinari viene congelato il collo della bottiglia in modo da intrappolare i residui in un cilindretto di ghiaccio, che poi viene espulso per effetto della pressione, senza perdite eccessive di prodotto. Prima della tappatura definitiva, bisogna rincalzare la bottiglia aggiungendo lo sciroppo di dosaggio, il cosiddetto “liqueur d’expedition”, una miscela di zucchero e vino. Con il metodo Classico, dunque, si ottengono vini più strutturati, con bollicine più fini e persistenti. Lo Champagne il Franciacorta sono gli esempi più famosi di vini prodotti con questo processo. Con il metodo Charmat, invece, si producono vini fruttati e aromatici, come il Prosecco. .....

  • vino Cava vino Cava

    Vini Pregiati

    Ti presento il vino: Cava, lo spumante catalano

    Scritto da 6 luglio 2017

    Nel cuore della Catalogna, si produce il vino Cava, uno spumante che si ottiene con il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia, proprio come il nostro Franciacorta. Ho avuto il piacere di assaggiarlo nel mio ultimo viaggio in Andalusia, in un localino tipico di Granada. Cava, vino spagnolo Il Cava o “El Cava” è senza dubbio lo spumante più famoso della Spagna e viene prodotto soprattutto nella regione del Penedès, a pochi chilometri da Barcellona, dove i terreni sono ricchi di creta e gesso e le condizioni climatiche sono ideali per la crescita di vitigni di qualità superiore. I vitigni impiegati per la produzione del vino Cava sono il Macabéo o Viura, lo Xarel-lo e la Parellada. La storia del Cava è legata al direttore dell’Istituto Agrario di Sant’Isidro, Luis Justo y Villanueva, che per primo nel 1851 iniziò a produrre con il metodo classico, utilizzando le stesse uve dello Champagne. Ma la fortuna di questo spumante arrivò qualche anno più tardi, con Josep Raventòs, il quale, nel 1872 cominciò una nuova produzione di spumanti metodo classico, impiegando delle uve locali dalla spiccata acidità. Il Cava si presenta di un bel colore giallo paglierino, con riflessi verdolini e nel calice produce una spuma vistosa, non a caso ha un finale piuttosto frizzante. Al naso emergono note fruttate di mela verde e agrumi, note erbacee, lievi sentori di crosta di pane e accenni minerali. La classificazione del Cava prevede tre tipologie fondamentali: Cava, con un minimo di 9 mesi sui lieviti, Cava Reserva, con almeno 15 mesi di permanenza sui lieviti, Cava Gran Reserva, con oltre 30 mesi sui lieviti. Per quanto riguarda il residuo zuccherino il Cava può appartenere a sette categorie: Brut Nature, senza aggiunta di zuccheri, Extra Brut, fino a 6 grammi per litro, Brut, fino a 12 grammi, Extra Dry, fra i 12 e i 17 grammi, Dry, fra i 17 e i 32 grammi, Demisec, fra i 32 e i 50 grammi, e Sweet, oltre i 50 grammi. Cava Freixenet Qualcuno avrà sentito parlarre del Cava Freixenet, si tratta dello spumante prodotto dalla Freixenet, azienda leader nella spumantizzazione e nell’esportazione di questo spumante nel mondo. È nata nell’Ottocento e oggi è gestita dalla quinta generazione. .....

  • Vino Franciacorta Vino Franciacorta

    Vini Italiani

    Ti presento il Vino Franciacorta

    Scritto da 30 giugno 2017

    La Franciacorta è un vero angolo di paradiso per gli amanti delle “bollicine” e non solo. Alle porte di Brescia, infatti, esiste un luogo quasi incantato, che termina sulle sponde meridionali del Lago d’Iseo, dove lo sguardo si perde tra le colline costellate di vigneti. Qui la coltivazione della vite ha origini molto antiche, è antecedente addirittura al periodo romano, come testimoniato anche dai rinvenimenti di vinaccioli di epoca preistorica. Da allora, con alti e bassi, la produzione di vino in queste terre non si è mai interrotta. Vino Franciacorta spumante Il Franciacorta viene prodotto in provincia di Brescia, all’interno di una zona di produzione ben delimitata (Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, ed in una parte dei territori comunali di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago San Martino e della stessa Brescia). Vale la pena sottolineare che il Franciacorta, insieme allo Champagne (vino spumante francese) e al Cava (vino spumante spagnolo) è tra gli unici 3 vini (realizzati con la rifermentazione in bottiglia) in Europa che possono utilizzare un solo termine per identificare in modo preciso un vino, un territorio e il metodo di produzione! Per la produzione del Franciacorta sono impiegate uve provenienti da vitigni Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Una delle caratteristiche del Franciacorta è la fermentazione in bottiglia, che gli conferisce quel suo particolare profilo sensoriale. Il tempo di riposo sui lieviti in bottiglia è piuttosto lungo, mai inferiore ai 18 mesi, che diventano 30 per i millesimati e ben 60 mesi per le riserve. Identikit del Franciacorta Il Franciacorta si presenta di colore giallo paglierino, con dei bei riflessi dorati e un perlage fine e persistente. Al naso si percepiscono sentori di crosta di pane e di lievito, ma anche note di agrumi e di frutta secca. Al palato è fresco e armonico. Franciacorta Brut Secondo il Disciplinare di Produzione è consentita al vino l’aggiunta di sciroppo, per ammorbidirne il sapore. I produttori, dunque, possono per così dire personalizzare il Franciacorta addizionando questa componente zuccherina o come nel caso dello spumante non dosato, di non aggiungervi nulla. Le tipologie di vino per cui è permessa l’aggiunta di sciroppo sono: Extra Brut: zucchero fino a 6 grammi su litro Brut: zucchero fino a 15 grammi su litro Extra Dry: zucchero da 12 a 20 grammi su litro Sec (o Dry): zucchero da 17 a 35 grammi su litro Demi Sec: zucchero da 33 a 50 grammi su litro Vino Franciacorta Satèn Per il Franciacorta Satèn si utilizzano prevalentemente uve Chardonnay e Pinot bianco fino a un massimo del 50%. Si presenta di colore giallo paglierino e ha un perlage molto fine e persistente, quasi cremoso (risulta meno frizzante e più delicato rispetto alla tipologia classica). Al naso spicca il profumo di frutta matura, accompagnato da note di fiori bianchi e di frutta secca, soprattutto mandorla e nocciola. Vino Franciacorta Rosé Per il Franciacorta Rosé si usano uve Chardonnay, Pinot bianco (massimo 50%), e Pinot nero (minimo 25%). Si presenta di un bel colore rosato più o meno intenso. Al naso è delicato, con sentori di fragoline di bosco, ribes e lamponi (profumi tipici del Pinot nero). Al palato è più delicato rispetto alla tipologia classica, con spiccate note di frutti e fiori rossi. .....

  • Risotto allo spumante Risotto allo spumante

    Ricette con Vino Bianco

    Ricette con il vino: risotto allo spumante con la provola

    Scritto da 19 maggio 2017

      Risotto allo spumante e provola Il risotto allo spumante e provola è un gustoso primo piatto, semplice da preparare, ma assolutamente d’effetto! 280 gr riso Carnaroli 4 bicchieri di spumante (o Champagne) 2 fette provola 1 cipolla bianca (o 1 porro) burro (q.b.) sale (q.b.) brodo vegetale (q.b.) Per preparare il risotto allo spumante, iniziate a far rosolare la cipolla nel burro. Quando sarà diventata trasparente, aggiungete il riso e fatelo tostare per 1 minuto. Aggiungete 2 bicchieri di spumante e fatelo sfumare. A questo punto, aggiungete un paio di mestoli di brodo alla volta. Girate e aspettate che vengano assorbiti e continuate in questo modo fino a quando non saranno trascordi i minuti di cottura del riso (indicati sulla confezione). A fine cottura, unite gli ultimi 2 bicchieri di spumante e aspettate che venga assorbito. Aggiustate di sale se necessario, aggiungete una noce di burro e mescolate. In ultimo, aggiungete la provola tagliata a cubetti piccoli. Spegnete il fuoco, girate ancora per far sciogliere la provola e impiattate il vostro risotto allo spumante! .....

  • Bicchieri da vino Bicchieri da vino

    Degustazioni Vino

    Bicchieri da vino, le tipologie

    Scritto da 19 aprile 2017

    Per poter apprezzare le caratteristiche di un vino, la scelta del bicchiere in cui viene servito è fondamentale. Bicchieri da vino per vini bianchi giovani Per la degustazione dei vini bianchi giovani sono ideali i Sauvignon, bicchieri a forma di tulipano svasato, con corolla allargata all’esterno. Questa forma, oltre a concentrare i profumi verso il naso, favorendo la percezione degli aromi fruttati dei vini giovani, permette di indirizzare il vino prima verso la punta della lingua, più sensibile alla dolcezza, e poi ai lati della lingua, più sensibile all’acidità, in modo da percepire la differenza in sequenza. I vini giovani, infatti, hanno un certo residuo zuccherino e acidulo che deve essere valorizzato. Bicchieri da vino per vini bianchi maturi Per i vini bianchi maturi, è ideale lo Chardonnay, un bicchiere a forma di tulipano slanciato, chiuso leggermente verso l’alto. In questo modo i profumi possono salire dritti al naso, senza restare imprigionati nel bicchiere e il vino viene indirizzato nella parte anteriore della bocca, dove si percepiscono meglio i gusti rotondi e morbidi. Bicchieri da vino per vini rossi giovani Per questa tipologia di vini, è indicato il Dolcetto, un bicchiere di medie dimensioni a forma di uovo allungato e dal bordo stretto, che favorisce la risalita dei profumi verso il naso prima che possano essere attenuati a contatto con l’aria. Bicchieri da vino per vini rossi maturi Per i vini rossi maturi (vini da 5 a 7 anni) si usa il Bordeaux, un bicchiere simile allo Chardonnay, ma dal corpo più lungo e dall’apertura leggermente più stretta, che permette la concentrazione degli aromi complessi e di indirizzare il vino inizialmente nella parte finale della lingua, zona privilegiata per la percezione delle sensazioni amarognole e d’invecchiamento tipiche dei rossi corposi. Bicchieri da vino per vini rossi invecchiati Per questa tipologia di vini, si usano i classici bicchieri Bourgogne, detti anche “Gran Cru”, che sono di grandi dimensioni, sia in altezza sia in larghezza. Questa particolare forma (panciuta), infatti, consente la giusta ossigenazione, ma anche di avvolgere il bicchiere tra le mani, facendo innalzare gradualmente la temperatura e liberando i profumi complessi dei vini rossi di maggior struttura. Bicchieri da vino per vini liquorosi Il vino liquoroso e il passito si servono nella Copita, un bicchiere di piccole dimensioni a forma di mezzo uovo. In questo modo il vino (che deve essere servito a una bassa temperatura e in quantità modeste) non ha il tempo di riscaldarsi eccessivamente, mentre l’imboccatura stretta convoglia meglio i profumi verso il naso. Bicchieri da vino per champagne e spumanti Lo champagne (sia con metodo classico che Charmat) si serve nel classico Flute, un bicchiere dalla forma slanciata e con il gambo sottile. L’imboccatura è stretta per limitare la possibilità di ossigenare il vino, poiché gli spumanti secchi hanno bisogno di rilasciare l’anidride carbonica in modo lento. Bicchieri da vino per spumanti dolci o aromatici Per gli spumanti dolci o aromatici è ideale la Coppa, un bicchiere semisferico a forma schiacciata e molto aperta con gambo lungo e sottile. L’ampiezza del bicchiere permette al vino di entrare velocemente in contatto con l’aria e di diluire gli aromi, rendendoli più delicati. Bicchiere da vino per vini rosati Il vino rosato di corpo va servito nel Dolcetto, quello leggero nel Flute o nel Sauvignon. Calice da degustazione ISO (International Organization for Standardization) è un bicchiere tecnico creato nel 1971, usato da enologi ed enotecnici soprattutto per esaltare pregi e difetti del vino. .....

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