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Aricoli taggati con "featured"

  • Degustazioni Vino

    Sangiovese Purosangue sabato 20 e domenica 21 gennaio 2018 a Roma

    Scritto da 18 gennaio 2018

    Torna l’appuntamento con Sangiovese Purosangue, l’evento organizzato da EnoClub Siena in collaborazione con Riserva Grande, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione. Sangiovese Purosangue si svolgerà a Roma, presso il Radisson Blu Hotel (Stazione Termini) il 20 e il 21 gennaio. Protagonista assoluto della manifestazione è il Sangiovese toscano, che sarà messo a confronto con i vitigni coltivati nelle altre zone d’Italia per valutare le diverse declinazioni territoriali in purezza o con l’apporto di altri autoctoni come il Brunello di Montalcino. Per farlo ci saranno dei banchi di assaggio e i seminari. Programma Sangiovese Purosangue 2018 Sabato 20 gennaio 2018 ore 14.00 – Apertura banchi di assaggio ore 15:00 – Seminario-degustazione sui suoli del Sangiovese (Modigliana e Toscana) ore 17:30 – Seminario-degustazione vecchie annate 1986-2005 ore 20.00 – Chiusura banchi di assaggio Domenica 21 gennaio 2018 ore 12.00 – Apertura banchi di assaggio ore 19.00 – Chiusura banchi di assaggio Sangiovese Purosangue Aziende presenti al  Banco di assaggio TERRICCIOLA – Fibbiano VOLTERRA Podere Il Mulinaccio – Podere Marcampo – Terre De’ Pepi POMARANCE – Fattoria di Statiano MONTESPERTOLI – Podere dell’Anselmo CERTALDO – Il Casale di Giglioli SAN GIMIGNANO Il Colombaio di Santa Chiara Le Volute CHIANTI CLASSICO GREVE IN CHIANTI – Montefioralle – Villa Calcinaia PANZANO – Il Palagio di Panzano LAMOLE – Podere Castellinuzza RADDA IN CHIANTI Castello di Radda Castello di Volpaia Montevertine GAIOLE IN CHIANTI – La Montanina CASTELLINA IN CHIANTI – Pomona – Rocca delle Macie CASTELNUOVO BERARDENGA – Fattoria di Petroio MONTALCINO Castello Tricerchi – Col d’Orcia – Fattoi – Fattoria dei Barbi Il Marroneto – Le Chiuse – Le Ragnaie – Piombaia – Querce Bettina Sanlorenzo – SassodiSole – Tenute Silvio Nardi – Villa I Cipressi MONTEPULCIANO Bindella – Dei – Il Molinaccio di Montepulciano CONSORZIO TUTELA VINI DOC VAL DI CORNIA Giomi Zannoni – Rigoli – San Giusto – Sant’Agnese – Terradonnà MAREMMA GAVORRANO – Tenuta Casteani GROSSETO – Val di Toro ROMAGNA Condè Tenuta La Viola Gruppo Modigliana (Stella dell’Appennino): Balìa di Zola/Castelluccio Il Pratello Il Teatro La Casetta dei Frati Lu.Va. Mutiliana Villa Papiano UMBRIA Annesanti Cantina Ninni SICILIA – ETNA Tenuta Benedetta OSPITI Icardi – PIEMONTE Tenuta del Conte – CALABRIA Distribuzione Degustate – BORGOGNA E CHAMPAGNE L’ingresso all’evento costa 25 euro ed è valido per uno dei due giorni. Per accedere ai seminari (Seminario-degustazione sui suoli del Sangiovese a cura di Giorgio Melandri (partecipazione gratuita inclusa nel biglietto di ingresso e Seminario-degustazione vecchie annate 1983-2005. A cura di Davide Bonucci euro 45 incluso ingresso alla manifestazione) occorre la prenotazione obbligatoria. .....

  • polpette al vino bianco al forno polpette al vino bianco al forno

    Ricette con il Vino

    Polpette al vino bianco al forno, ricetta gourmet da fare in casa

    Scritto da 17 gennaio 2018

    Le polpette al vino bianco al forno sono un secondo piatto molto veloce da preparare, ma non per questo meno gustoso! Sono accompagnate, infatti, da una deliziosa cremina che farà impazzire le tue papille gustative. Ai fornelli di combattimento… Polpette al vino bianco al forno: ingredienti (dosi per 4 persone) Impasto 400 g di macinato (prosciutto fresco) 100 g di mollica di pane 1 uovo 1 bicchiere di latte 50 g di scamorza 2 cucchiai di parmigiano reggiano 1 spicchio di aglio Prezzemolo q.b. Sale q.b. Pepe q.b. Noce moscata q.b. Salsa al vino bianco Farina q.b. 1 cipolla tritata 2 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 bicchiere di vino bianco (tipo Chardonnay) Sale q.b. Polpette al vino bianco al forno: preparazione Ammolla la mollica di pane nel latte. Riunisci in una ciotola la carne macinata condita con sale, pepe e noce moscata; il parmigiano grattugiato, la mollica di pane ben strizzata, l’aglio e il prezzemolo tritati. Aggiungi l’uovo e mescola con le mani fino a ottenere un composto omogeneo. Tagli la scamorza a cubetti e inseriscine uno in ogni polpetta facendo un buco all’interno e richiudendolo. Fai cuocere le polpette a 180°C (forno statico) per 20 minuti. Nel frattempo prepara la salsa a vino bianco. Versa l’olio in una padella e fai rosolare la cipolla tagliata finemente. Aggiungi un po’ di acqua e quando la cipolla sarà diventata trasparente unisci il vino bianco. Fai cuocere per 5 minuti e infine aggiungi 1 cucchiaio di farina ed eventualmente altro vino se il fondo di cottura è troppo asciutto. Rigira le polpette nella padella per farle insaporire a fuoco lento e servi calde, accompagnate da questa gustosa salsina. Buon appetito! .....

  • Barolo vino caratteristiche Barolo vino prezzo Barolo abbinamenti gastronomici Barolo vino caratteristiche Barolo vino prezzo Barolo abbinamenti gastronomici

    Classificazione dei Vini Italiani

    Ti presento il Barolo vino caratteristiche, prezzo e abbinamenti gastronomici

    Scritto da 16 gennaio 2018

    Il Barolo è uno dei grandi rossi italiani, definito negli ultimi anni anche il “re dei vini”. Ottenuto da uve Nebbiolo in purezza, rappresenta il cuore pulsante dell’area vitivinicola della Langhe. Questo vino, già apprezzato nel Seicento dai Reali di Casa Savoia, deve la sua fama al Conte Camillo Benso di Cavour, che nella prima metà dell’Ottocento chiamò l’enologo francese Luis Oudart, presentandolo alla Marchesa di Barolo. Sembra che il primo Barolo, così come lo conosciamo oggi, sia uscito proprio dalla sue cantine! Analizziamo insieme le voci: Barolo vino caratteristiche, Barolo vitigno, Barolo vino prezzo e Barolo abbinamenti gastronomici. Barolo vitigno Il Barolo nasce dal vitigno Nebbiolo (3 diversi cloni conosciuti con i nomi di Lampia, Michet e Rosé), alla base di altri grani vini quali il Barbaresco, il Gattinara, il Carema e lo Spanna. Viene coltivato in 11 comuni distribuiti su un’area di circa 1700 ettari: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Barolo, Novello, Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba. In realtà sarebbe più corretto parlare di Barolo al plurale perché la conformazione del terreno spazia dal calcareo-argilloso a quella più sabbiosa e marnosa, che trasmettono all’uva diverse sfumature. Barolo vino caratteristiche Il Barolo è il vino dell’attesa… richiede, infatti, un invecchiamento minimo di almeno 3 anni e dà il meglio di sé dopo 10 anni passati in bottiglia. Resta ottimo anche dopo 20 anni! Questo vino si presenta di colore rosso rubino, che con l’invecchiamento tende all’aranciato. Al naso si notare per i profumi di rosa e confettura di frutta rossa, cui si accompagnano piacevoli note calde di tostato, vaniglia e tabacco. Con l’invecchiamento perde la forza del tannino e si al palato colpisce per il sapore di frutta matura, quasi cotta, con aromi di menta e di sottobosco. Barolo vino prezzo Il prezzo del Barolo può essere variabile. Può oscillare da un minimo di 30 euro a un massimo di 150 euro. Barolo abbinamenti gastronomici Il Barolo, essendo un vino strutturato e complesso, richiede accostamenti con cibi dal sapore deciso. È perfetto con le carni rosse, arrostite o brasate e con la selvaggina, l’agnello e il capretto, ma anche con formaggi forti dalla lunga stagionatura. Si sposa bene anche il cioccolato amaro e con alcuni dolci, come i marrons glacés e le paste di meliga (dei frollini tipici piemontesi). Con il Barolo si prepara anche il brasato, un piatto must della cucina piemontese. Va servito a una temperatura di servizio di 20°C, dopo aver stappato la bottiglia almeno due ore prima della mescita. .....

  • vino rosso miele e rosmarino vino rosso miele e rosmarino

    Curiosità

    Vino rosso, miele e rosmarino contro il raffreddore

    Scritto da 15 gennaio 2018

    Vino rosso, miele e rosmarino: preparate il pentolone streghette e stregoni – forse meglio un pentolino, a scanso di eccessi – perché oggi prepariamo una vera e propria pozione magica contro il raffreddore. Alzi la mano chi in inverno non si becca almeno una volta un malanno. Ecco, siamo in compagnia. Ma quali rimedi adottare senza dover ricorrere necessariamente a bombe di farmaci all day long? Certamente vino rosso, miele e rosmarino non è qualcosa da assumere 3 o 4 volte al giorno per una settimana, ma una tazzina di sera, dopo cena, guardando un bel film o poltrendo davanti al camino può essere una soluzione che allevia i disturbi legati alla tosse e al raffreddore. Un team di scienziati ungheresi ha infatti scoperto che all’interno delle molecole del vino rosso esiste una sostanza naturale in grado di fornire all’essere umano anticorpi contro il virus dell’influenza, il resveratrolo. Tesi ribadita successivamente anche da un gruppo di ricerca de La Sapienza di Roma che ha osservato la potenza antinfiammatoria del rasveratrolo, addirittura superiore a quella del cortisone. Insomma, il vino rosso fa bene, e ancora una volta ne abbiamo le prove. Aggiunto alle proprietà disintossicanti ed energizzanti del rosmarino usato in infusione e alle naturali capacità antibatteriche del miele, il nostro sciroppo magico diventa un elemento davvero indispensabile quando proprio l’influenza non ci fa dormire. Cioè, se non dormiamo lenendo la tosse almeno dormiamo per il goccetto. VINO ROSSO, MIELE E ROSMARINO CONTRO IL RAFFREDDORE: INGREDIENTI Un bicchiere di vino rosso Un rametto di rosmarino Un cucchiaio di miele VINO ROSSO, MIELE E ROSMARINO CONTRO IL RAFFREDDORE: PREPARAZIONE Versare il vino rosso in un pentolino e scaldare Aggiungere il rosmarino, spegnere il fuoco e lasciare in infusione per 6-7 minuti coprendo con un coperchio Filtrare e unire il miele Et voilà, la nostra pozione magica è pronta. Sono certa che così farete davvero sogni bellissimi. .....

  • Arianna Occhipinti Arianna Occhipinti

    Cantine

    In giro per cantine: l’Azienda Agricola della “natural woman” Arianna Occhipinti

    Scritto da 14 gennaio 2018

    Nel nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Arianna Occhipinti, una delle più celebri donne del vino in Italia. La sua azienda agricola sorge a Vittoria, in provincia di Ragusa, in prossimità della Strada Provinciale 68, che tremila anni fa collegava Gela a Kamarina. Due dei suoi vini (un bianco e un rosso) portano proprio il nome di questa antica strada a cui rende omaggio. L’avventura di Arianna Occhipinti è iniziata 14 anni fa a Fossa di Lupo. Dopo la laurea in enologia a Milano ha deciso di tornare nella sua amata terra e si è buttata a capofitto nel mondo del vino, scommettendo tutto su un solo ettaro di terra di fronte a una casa di campagna abbandonata. Poi ne sono seguiti altri e l’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Oggi le sue bottiglie sono vendute in ogni angolo del pianeta… Stati Uniti, Australia, Giappone. Per lei il vino non è soltanto un lavoro, è al centro di tutto… Come ci rivela Arianna: “Un vino è come una persona, quando mi piace è perché ci racconta la storia del luogo dal quale proviene, i suoi paesaggi, il clima e delle persone che entrano in relazione. Spesso quando mi piace è buono, schietto, e pieno di energia, ma anche giovane o adulto perché bevuto in un determinato momento della sua vita”. I vini che produce Arianna Occhipinti parlano tutti della terra da cui provengono: la città di Vittoria, ai piedi dei Monti Iblei, catena montuosa nel sud-est della Sicilia di origine calcarea. Ci sono il Nero d’Avola (“Siccagno”, “Passo Nero”, “SP68” rosso), il Moscato (SP68 bianco), il Cerasuolo di Vittoria DOCG (“Grotte Alte”) e il Frappato (“SP68” rosso), che se fosse musica sarebbe Jazz. Tutti i vini prodotti dall’Azienda Agricola Occhipinti sono naturali. Come ci spiega Arianna: “Un vino naturale è un vino che rispetta la natura e l’uomo. Racconta un territorio e non modifica le sue caratteristiche. I vigneti vengono coltivati con cura senza utilizzo di prodotti di sintesi chimica. Si cerca di rispettare la natura dei suoli favorendo lo sviluppo della sostanza organica. In cantina il vino si accompagna, senza additivi sino al suo divenire. È un vino che rispetta l’annata, è un vino sincero e gustoso e porta dentro di sé un messaggio importante”. Se dovesse finire su un’isola deserta Arianna Occhipinti non ha dubbi, porterebbe con sé Taganan, Margalagua di Envínate, Poulsard di Pierre Overnoy e Les Nourissons di Stephane Bernaudeau! .....

  • Passerina Spumante Brut Cantina Tollo Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    A Tavola con il Sommelier

    Degustiamo il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo

    Scritto da 13 gennaio 2018

    C’è sempre qualche buona ragione per stappare delle bollicine e il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo non fa di certo eccezione! Per la realizzazione di questo Spumante brut viene utilizzata uva Passerina in purezza, vitigno autoctono di Abruzzo e Marche, e in genere utilizzato per la produzione di vini bianchi fermi. I vigneti sono ubicati a Tollo, piccolo Comune della provincia di Chieti, il cui territorio ospita la Tullum Doc, una delle più piccole Denominazioni d’origine controllata presenti in Italia. I terreni dove nascono i vigneti, allevati a tendoni e filari, sono esposti a nord e nord-est a 200 metri sul livello del mare e sono di natura sabbiosa e calcarea; le viti hanno 10 anni d’età e registrano una produzione di 90 quintali per ettaro. La vendemmia del Passerina Brut ha luogo intorno alla metà di ottobre, quando i grappoli raccolti vengono condotti in cantina e sottoposti a pressatura soffice. Il mosto è messo a fermentare un recipienti di acciaio inox alla temperatura controllata di 16°C, in seguito si registra una maturazione a contatto con i lieviti, della durata di sei mesi, quindi il vino è sottoposto a rifermentazione in autoclave, secondo il metodo Martinotti-Charmat. Lo spumante è infine pronto per essere imbottigliato e commercializzato. Il Passerina Spumante Brut Cantina Tollo ha una gradazione alcolica di 12% vol e va consumato ben fresco ad una temperatura di servizio compresa fra i 6 e gli 8°C. Versando lo spumante nel bicchiere (possibilmente in calici del tipo ballon flute), noteremo un colore giallo chiaro con lievi riflessi verdognoli, ed un perlage fine e persistente, accompagnato da una spuma abbastanza densa. Al naso percepiremo un bouquet composto da sentori erbacei e floreali (acacia e caprifoglio), aromi fruttati (agrumi ed ananas) ed un lieve profumo di pane e biscotti. Portando lo spumante alla bocca ne avvertiremo la freschezza, la giusta acidità e la media struttura; fine ed asciutto, è connotato da un finale di moderata persistenza con leggeri sentori di frutta e mandorle. L’abbinamento ideale della Passerina Spumante Brut Cantina Tollo è quello con gli aperitivi e gli antipasti a base di pesce e verdure. Questo vino si sposa egregiamente con le fritture, specialmente di pesce, ma accompagna bene anche primi piatti senza pomodoro, crudi di pesce e crostacei. Alla salute! .....

  • gnocchi di carote al vino bianco gnocchi di carote al vino bianco

    Abbinamento Cibo/Vino

    Gnocchi di carote al vino bianco

    Scritto da 12 gennaio 2018

    Che si tratti di quelli umani o di quelli mangerecci, gli gnocchi di carote al vino bianco conquistano non pochi cuori.  Non sono difficili da fare e servono anche pochi ingredienti, ma il rischio di farli venire troppo molli o simili a dei poco saporiti tocchetti di pietra lavica, spesso distoglie le anime pie che si accingono a prepararli. Per non parlare poi del fatto che, essendo a base di patate, molte signorine la menano con la pesantezza e i rotolini, che poi non passano la prova tubino, il cielo si oscura e finisce il mondo. Siamo ormai in piena fase detox post Natale e tra un po’ inizieremo a pensare alla prova costume, così vi propongo una ricetta una che ho inventato (ricordo sempre che non sono una food blogger) e che mi sembra perfetta per lo sgarro del weekend: gli gnocchi di carote.  Perchè? Le carote contengono betacarotene, che stimola l’abbronzatura e iniziare da gennaio è cosa buona e giusta Non sono troppo pesanti perchè hanno una minima percentuale di patate Si possono condire con tanti sughetti di verdure. Gnocchi di carote al vino bianco: ingredienti 400 g di carote 200 g di patate Farina q.b. (non meno di 180-200 g in ogni caso) 3 uova 2 cucchiai di parmigiano Sale q.b. Una grattata di noce moscata Vino bianco q.b. Gnocchi di carote al vino bianco: preparazione Pelate e lessate patate e carote. Le patate, sbucciatele dopo averle lessate perchè trattengono più amido. Una volta raffreddate, asciugate le carote con la carta assorbente premendole un po’ e frullatele col minipimer. Schiacciate quindi le patate con lo schiacciapatate e amalgamate i due composti in una ciotola. A questo punto, unite le uova, il parmigiano, il sale e la noce moscata. Impastate un po’ e iniziate ad aggiungere la farina, sempre impastando, finchè il composto non vi sembra strutturato ma soffice.  Ora non vi resta che realizzare gli gnocchi facendo i classici serpentelli, tagliarli a tocchetti e girarli sulla forchetta. Poi fate una piroetta, guardate in su, guardate in giù e date un bacio a chi passa per primo. Va benissimo pure il gatto. E il vino bianco? Ecco il barbatrucco! Cuocete gli gnocchi di carote in acqua salata e vino bianco in pari quantità. Buon appetito e, come sempre, cin cin! Ps: per questo piatto vi consiglio uno Chardonnay IGT Verona frizzante. .....

  • vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne

    Vini

    Vini per fare lo Champagne: zone di produzione, tipi e Champagne italiano

    Scritto da 11 gennaio 2018

    Lo Champagne, icona delle feste in stile Grande Gatsby, è frutto della felice unione di più vitigni. Scopri con noi quali sono i vini per fare lo Champagne, le zone di produzione e i vari tipi. Champagne storia L’invenzione dello Champagne si deve al frate benedettino Pierre Pérignon, conosciuto anche come Dom Pérignon. La tecnica di produzione di questo vino, che prevede la doppia fermentazione, è la stessa ancora oggi. Si tratta del metodo classico o Champenoise, la cui caratteristica principale è la rifermentazione in bottiglia. Zone di produzione dello Champagne Questo vino tanto pregiato viene prodotto nella zona della Champagne, l’unica in Francia ad avere una singola denominazione. Le zone di produzione dello Champagne sono cinque: Montagne de Reims, Valle della Marna, Cote des Blancs, Cote de Sèzanne e Cote des Bar (Aube). I vitigni impiegati per la produzione dello Champagne sono essenzialmente tre: uno a bacca bianca, lo Chardonnay e due a bacca nera, (ma vinificati in bianco) il Pinot nero e il Pinot Meunier. Sono consentiti in misura minore altre vitigni quali Pinot Bianco, Arbanne e Petit Meslier. Tipi di Champagne Esistono diversi tipi di Champagne in base alle caratteristiche della produzione: Champagne formati da sole uve bianche (Blanc de blancs) Champagne formati da sole uve nere (Blanc de noirs) Champagne più o meno frizzanti (in base alla quantità di lieviti immessi) Champagne millesimati e non millesimati Champagne nature, extra brut, brut, demi-sec, sec e doux (secondo la quantità di zucchero contenuto nel liqueur de dosage). Champagne italiano Il Franciacorta viene considerato un po’ lo Champagne italiano, tuttavia si tratta di cose ben diverse. Di simile hanno soltanto il metodo di produzione del vino in cantina (metodo classico o champenoise), tuttavia il terroir è completamente diverso e anche la qualità è imparagonabile. Per la produzione del Franciacorta vengono utilizzate uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Solo un ultimo suggerimento, lo Champagne si beve fresco e mai ghiacciato… la temperatura di servizio consigliata per i vini giovani è di 7-8°C, mentre per i grandi cuvèes e i vecchi millesimati è di 10°C. Puoi raffreddarlo nel classico secchiello con acqua e ghiaccio per circa 20 minuti o in frigo, 3-4 ore prima di berlo. .....

  • cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso

    Degustazioni Vino

    Cantinette vino doppia temperatura e cantinette vino da incasso

    Scritto da 10 gennaio 2018

    Per bere un buon vino non basta comprare un prodotto di qualità, bisogna anche saperlo conservare nel modo migliore. Le cantinette da vino, infatti, consentono di mantenere le bottiglie di vino sempre alla giusta temperatura, alla giusta umidità e al riparo da fonti luminose. Conservare il vino alla temperatura ideale è di fondamentale importanza per esaltare le sue caratteristiche. Come certamente saprete, infatti, il freddo e il caldo possono modificare aromi e sapori. Le temperature basse, ad esempio, amplificano la sensazione di astringenza propria dei vini rossi, perciò vanno serviti a temperatura ambiente (intorno ai 18°C). Cantinette vino doppia temperatura La cantinetta da vino a doppia temperatura è un’ottima soluzione per conservare il vino alla giusta temperatura, mantenendo inalterati aromi e profumi, ma anche le sue caratteristiche organolettiche. Il grande vantaggio è offerto dalla possibilità di conservare 2 tipologie di vino a due diverse temperature. Potresti quindi impostare una temperatura per i rossi e una per i bianchi. Inoltre, permette di impostare il livello di umidità, consentendo al vino di respirare durante l’affinamento. Infine, il vetro scuro permette che il vino non venga danneggiato dall’esposizione alla luce e ai raggi solari. Cantinetta vino classe A Quando si sceglie una cantinetta da vino, oltre alla capacità e alle dimensioni, è bene prestare attenzione anche alla classe energetica. Per avere un’idea di quanto si spende in 1 anno, basta moltiplicare il consumo (kWh/anno) per il costo della luce (dato reperibile sulla bolletta dell’energia elettrica): Cantinette vino da incasso La cantinetta vino da incasso può avere le stesse caratteristiche della cantinetta a doppia temperatura, ma come suggerisce il nome, viene montata all’interno di un mobile, ad esempio la cucina. In entrambi i casi, le bottiglie si conservano sempre coricate, in modo tale che il tappo (di sughero) resti sempre umido, quindi elastico e non si sbricioli. .....

  • vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà

    Vini

    Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti e temperatura di servizio

    Scritto da 9 gennaio 2018

    Il vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà è un passito elegante e ricercato, che viene prodotto con due vitigni a bacca bianca autoctoni della Liguria: Bosco e Albarola, uniti al Vermentino (un vitigno diffuso soprattutto in Sardegna, Corsica, e sulla costa toscana fino alla riviere ligure di levante). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà: caratteristiche Ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1973 e la zona di produzione è appunto quella delle Cinque Terre (Monterosso, Rigomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza), in provincia di La Spezia. Si ottiene dalle uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), che vengono fatte appassire sui graticci all’ombra e in ambiente ventilato per almeno 2 mesi. Il nome sembra fare riferimento alla pratica della diraspatura e pigiatura, quindi da “schiaccia e trai”. Da tali uve si ricava al massimo il 30% in vino, il che giustifica il prezzo elevato delle bottiglie. Il Cinque Terre Sciacchetrà si presenta di colore giallo oro, con riflessi ambrati. È dotato di buona struttura e il profilo olfattivo è decisamente suggestivo, con aromi di agrumi canditi, albicocca secca, miele d’acacia e frutta secca. La dolcezza viene temperata da una buona freschezza che lo rende perfettamente equilibrato. Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti Il Cinque Terre Sciacchetrà dà il meglio di sé con i formaggi stagionati e piccanti, ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione, soprattutto se l’invecchiamento è superiore ai 5 anni. Accompagna molto bene anche vari tipi di dessert quando il vino ha raggiunto l’invecchiamento di 3-5 anni (es. Pandolce genovese, il panforte di Siena). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, temperatura di servizio Questo vino va servito a una temperatura di servizio di 12-14°C, in bicchieri piccoli a tulipano, con stelo alto e bordo leggermente svasato. .....

  • moscow mule terron mule moscow mule terron mule

    Curiosità

    Moscow Mule? Sembra, ma non è

    Scritto da 8 gennaio 2018

    Moscow Mule? Matteo Longo, frontman del bancone de La Rondinella di Scalea ha accolto una nuova sfida dopo quella dello Spritz calabrese: creare un Mule che fosse meno Moscow e più Terron. Usiamo “terron” consapevolmente e goliardicamente, tranquilli. Se i nostri fratelli di degustazione del nord hanno la vodka, in Calabria il Vecchio Magazzino Doganale – produttore di liquori rurali – mette sul tavolo le sue carte migliori con un gin, GIL, e con un bitter extra strong, ROGER, che Matteo mixa sapientemente con lo sciroppo di glucosio piccante in una ricetta che ora non è che vi sveliamo proprio tutta tutta. Come il Moscow Mule, anche il Terron Mule viene servito nella sua tazza ramata e si presenta davvero instagrammabilmente bene, solo che io, come dire, ero troppo distratta per fare foto o stories e ho chiesto a Matteo se potesse mandarmi una foto. Un barman, un oste, un cantiniere confessore ti aiutano sempre, prima regola del club. Un long drink piacevolissimo dall’appeal leggermente piccante, fresco al palato e per nulla stucchevole. Un after dinner perfetto in ogni stagione ma che sicuramente in primavera e in estate può dare il massimo abbinato alla piccola pasticceria artigianale che il locale propone. La Rondinella stupisce ancora con una carta che sa valorizzare il territorio attraverso aziende che sono il fiore all’occhiello di una Calabria che sta enogastronomicamente diventando forte, libera e bella. Ribelle, dopo tutto, lo è sempre stata. Un’osteria, una trattoria, un ristorantino, un luogo di incontro che oltre a eccezionali vini, oltre a grandi birre, oltre a piatti e dolci che non ve lo sto neanche dire, propone un’offerta cocktail davvero degna dei locali più blasonati. Insomma, c’era bisogno di Matteo perché io abbandonassi il solito gin tonic della staffa. Complimenti come sempre a tutti i ragazzi de La Rondinella, è sempre bello tornare e passare qualche serata da voi.   .....

  • Bolgheri vino rosso Toscana Bolgheri vino rosso Toscana

    Vini Italiani

    Bolgheri, vino rosso, ma non solo, viaggiando in Toscana

    Scritto da 6 gennaio 2018

    Siamo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, nel cuore pulsante della Maremma livornese. Si sa, ma ci piace ribadirlo: la Toscana, in fatto di enogastronomia, la sa lunga. Sa come coccolare i suoi avventori, sa stupirli negli occhi, nel cuore, nello stomaco e nei pensieri. Sa prendersi cura, con cose belle e buone, delle gambe che la percorrono e delle bocche che la assaggiano. Non è solo il suo Castello medievale, non è solo la poesia di Giosuè Carducci, non è neanche solo il Viale dei Cipressi e nemmeno solo le sue chiese e il Rifugio faunistico; è terra di vino, di vini, di rossi morbidi e sinuosi come la Maremma, ma anche di bianchi e rosati, come i tramonti. Un territorio che grazie alle sue caratteristiche climatiche e morfologiche ha saputo accogliere e ospitare i vitigni del Cabernet Franc, del Petit Verdot, del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Quella di questa piccola frazione toscana col vino è una storia d’amore a pieno titolo, fatta di presenze importanti e di legami solidi e romantici, tanto da avere la denominazione Bolgheri DOC che include i famosi: Rosso di Bolgheri Rosso di Bolgheri Superiore Sassicaia Bolgheri Sauvignon Vermentino di Bolgheri Bolgheri Bianco e Rosato Il rosso viene prodotto esclusivamente nel comune di Castagneto Carducci, così come il Sauvignon e il rosato. Appannaggio del territorio provinciale di Livorno sono invece il rosso superiore, il Vermentino e il bianco. Una nota speciale invece per il Sassicaia, perla del territorio, uno dei vini italiani più rinomati, che viene prodotto esclusivamente in una particolare area del comune di Castagneto Carducci dalla Tenuta San Guido, unica a possederne i vigneti nell’area della DOC. Ecco, sì, se fossi un vino italiano, sicuramente mi piacerebbe essere un Sassicaia. Rossa lo sono già, spero solo di migliorare invecchiando. Buon weekend a tutti, bevete cose buone. .....

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