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Aricoli taggati con "curiosità"

  • moscow mule terron mule moscow mule terron mule

    Curiosità

    Moscow Mule? Sembra, ma non è

    Scritto da 8 gennaio 2018

    Moscow Mule? Matteo Longo, frontman del bancone de La Rondinella di Scalea ha accolto una nuova sfida dopo quella dello Spritz calabrese: creare un Mule che fosse meno Moscow e più Terron. Usiamo “terron” consapevolmente e goliardicamente, tranquilli. Se i nostri fratelli di degustazione del nord hanno la vodka, in Calabria il Vecchio Magazzino Doganale – produttore di liquori rurali – mette sul tavolo le sue carte migliori con un gin, GIL, e con un bitter extra strong, ROGER, che Matteo mixa sapientemente con lo sciroppo di glucosio piccante in una ricetta che ora non è che vi sveliamo proprio tutta tutta. Come il Moscow Mule, anche il Terron Mule viene servito nella sua tazza ramata e si presenta davvero instagrammabilmente bene, solo che io, come dire, ero troppo distratta per fare foto o stories e ho chiesto a Matteo se potesse mandarmi una foto. Un barman, un oste, un cantiniere confessore ti aiutano sempre, prima regola del club. Un long drink piacevolissimo dall’appeal leggermente piccante, fresco al palato e per nulla stucchevole. Un after dinner perfetto in ogni stagione ma che sicuramente in primavera e in estate può dare il massimo abbinato alla piccola pasticceria artigianale che il locale propone. La Rondinella stupisce ancora con una carta che sa valorizzare il territorio attraverso aziende che sono il fiore all’occhiello di una Calabria che sta enogastronomicamente diventando forte, libera e bella. Ribelle, dopo tutto, lo è sempre stata. Un’osteria, una trattoria, un ristorantino, un luogo di incontro che oltre a eccezionali vini, oltre a grandi birre, oltre a piatti e dolci che non ve lo sto neanche dire, propone un’offerta cocktail davvero degna dei locali più blasonati. Insomma, c’era bisogno di Matteo perché io abbandonassi il solito gin tonic della staffa. Complimenti come sempre a tutti i ragazzi de La Rondinella, è sempre bello tornare e passare qualche serata da voi.   .....

  • vino in gravidanza si può bere? vino in gravidanza si può bere?

    Curiosità

    Vino in gravidanza: si può?

    Scritto da 5 gennaio 2018

    Si può bere vino in gravidanza? Sono molte le donne appassionate di vini che se lo domandano, e in effetti la questione è altamente dibattuta. La SIGO – Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia ne condanna in toto l’assunzione a partire dall’idea di avere un figlio e sin dalle prove tecniche di concepimento, quindi abbandonate l’idea di una piacevole serata con botto di bottiglia e botto finale. Esistono anche diversi altri studi che sconsigliano l’assunzione di vino in gravidanza anche in minime quantità raggruppando tutte le diverse patologie possibili all’interno della macro area della Sindrome Feto-Alcolica. Una cosa che suona malissimo, che effettivamente spaventa molto e che, stando ai risultati delle ricerche effettuate da questi scienziati, può portare il feto ad avere non pochi problemi, dal sottopeso al ridotto sviluppo neurologico perché l’alcool viene recepito dal cervello umano come un veleno. Può, sì, abbiamo usato questo verbo consapevolmente, perché come ogni grande dilemma esistenziale che riguarda l’essere umano, anche quello del vino in gravidanza è un dubbio destinato a rimanere tale. Posto che in generale un eccessivo consumo di alcool fa male, posto maggiormente che bere tanto in gravidanza fa ancora più male, esistono altri studi che non escludono in toto e a priori un bicchiere di vino sometimes per le future mamme. Quali studi? Non li abbiamo inventati, giurin giurello. Secondo uno studio condotto nel 2013 da John Macleod dell’Università di Bristol su un campione di settemila bambini di 10 anni, un consumo moderato di vino da parte delle madri, pari a 3-7 calici a settimana, garantirebbe al nascituro una maggiore capacità di equilibrio o almeno non interferirebbe sullo sviluppo neurologico analizzato proprio dalla capacità di questi bimbi di stare su una sola gamba per 20 secondi a occhi aperti e poi a occhi chiusi. Ma non è finita. Secondo l’University College of London pare che i figli di madri che hanno praticato una moderata assunzione di vino in gravidanza, test effettuato su oltre diecimila bambini di 7 anni, siano maggiormente abili nei test cognitivi e più predisposti alle interazioni sociali. Lo sappiamo, vi verrebbe facile facile la battuta, eh? Ma non stiamo scherzando. Naturalmente stiamo parlando di test e studi, quindi di teorie sperimentali che non vogliono indurre le future mamme a consumare alcolici, tanto che lo stesso professor Macleod ufficialmente ancora ne sconsiglia l’assunzione. Ma alla fine, fare un paio di brindisi di un buon vino è davvero un tabù in gravidanza? Un paio no, ma che siano solo un paio. Non come le scarpe che comprate ai saldi. Auguri a tutte le mamme e anche al nostro sommelier Sandro che ieri sera è diventato papà. Cin cin. .....

  • apeeritivo di natale quale vino scegliere apeeritivo di natale quale vino scegliere

    Curiosità

    Aperitivo di Natale, quale vino scegliere

    Scritto da 8 dicembre 2017

    SOS: aperitivo di Natale. C’è chi si occupa del cenone della vigilia, chi del pranzo del 25, chi degli avanzi di Santo Stefano, chi della tombolata del 28 e voi, che siete re e regine indiscussi degli happy hour, avete deciso di invitare tutti per un aperitivo di Natale. Mettiamola così: non è catastrofica come sembra e vi divertirete tantissimo. Qualche suggerimento però per scegliere il vino giusto vogliamo darvelo, così da partire ancora meglio. Bolle, bolle, bolle come se non ci fosse un domani. E non vi stiamo augurando morbilli o varicelle. Per brindare durante le feste e organizzare un perfetto aperitivo di Natale, non può assolutamente mancare una bollicina. Per questa occasione abbiamo scelto di consigliarvi il Prosecco DOC Treviso di Peruzzet sia in versione Brut che Extra Dry. In questo caso vale l’antico detto “minima spesa, massima resa“, perché con un investimento medio basso vi garantite un Prosecco di tutto rispetto, piacevole, brioso, solleticante ed estremamente natalizio. Abbinatelo con qualcosa di sfizioso, come dei piccoli bignè salati con spuma di mortadella o un’insalata di gamberi con salsa al lime. La terza proposta che vi facciamo per il vostro aperitivo di Natale è lo Chardonnay IGT frizzante Foglia Verde di Cantina di Custoza e anche in questo caso, con una spesa davvero contenuta, avrete sul vostro buffet un ottimo vino che non annoia e che può fare compagnia per tutta la sera, anche mangiando qualcosa di più sostanzioso di uno stuzzichino. Uno charmat breve dal profumo floreale da servire a 8-10°C perfetto per le feste. Adesso godetevi questo primo weekend pre natalizio, trascorretelo con le persone a cui volete bene o che vi piacciono, fate tanti brindisi, magari provate a scoprire qualcuna delle nostre proposte e se avete delle chicche da consigliarci per brindare al Natale e al nuovo anno, scriveteci. Cin cin. .....

  • eiswein vino di ghiaccio eiswein vino di ghiaccio

    Curiosità

    Eiswein, il caldo abbraccio del vino di ghiaccio

    Scritto da 1 dicembre 2017

    Eiswein, il vino di ghiaccio, fiaba, magia, ettari di vigne brinate immerse nella luce del bianco. Grappoli che sembrano glassati o decorati apposta per rendere più belle le mise en place delle feste. Paesaggi che ci ricordano le storie che ascoltavamo da piccoli e le atmosfere dei fratelli Grimm. Ok, torno in me, mi sono persa un attimo tra le nevi. Conoscete l’Eiswein? L’Eiswein è il cosiddetto vino di ghiaccio, un vino liquoroso dolce e caldo prodotto maggiormente in Austria, Germania e Canada e ottenuto da grappoli d’uva che si sono fatti baciare e amare dalla neve. Un amore sui generis quello tra il gelo e l’uva, penserete, sconvolgente ma non sbagliato, in realtà. In cosa consiste questa unione fortunata? I grappoli vengono lasciati sulla vite anche nei mesi invernali, fino a gennaio orientativamente, così che le gelate disidratino naturalmente gli acini che manterranno al loro interno la giusta concentrazione di acidi e zuccheri regalandoci un accompagnamento al dessert che scalda mente, anima e corpo. Esistono diversi modi per ottenere ottimi vini liquorosi, questo probabilmente può sembrare aggressivo e scioccante, ma ha una grandissima qualità, quella di evitare la formazione della Botrytis cinerea, la muffa grigia, un fungo che può attaccare le viti in maniera deleteria e che solo in pochi casi, quelli di maggiore resistenza della pianta, può addirittura trasformarsi in un vantaggio. Ma della muffa nobile magari parleremo in un altro momento. L’Eiswein è un vino affascinante e come tutti i soggetti dotati di questo misterioso carisma, una volta assaggiato è difficile dimenticarsene. Un po’ come succede con le persone, avete presente? Nato probabilmente grazie a una straordinaria ghiacciata in Franconia nel 1794 che obbligò i coltivatori a non perdere tutto il raccolto, questo prezioso nettare vede la sua massima produzione in Canada, dove gli inverni estremamente rigidi ne consentono una maggiore produzione ogni anno. Da poco anche l’Italia si è affacciata sul mercato grazie alla Valle d’Aosta e al suo vin de glace. Farò l’estremo sacrificio di provarlo. Buon weekend.   .....

  • alcolici ed emozioni alcolici ed emozioni

    Curiosità

    Alcolici ed emozioni, sentiamo ciò che beviamo

    Scritto da 24 novembre 2017

    Alcolici ed emozioni: cosa sentiamo quando beviamo? Che gli alcolici portino ad amplificare le sensazioni e le emozioni è un incontrovertibile dato di fatto, tanto che molti sfruttano questa caratteristica proprio per sentire meno o sentire di più, a seconda dello stato d’animo. Ma esiste una differenza di percezione in base a ciò che beviamo? Ci sono alcolici che stimolano rabbia invece che allegria o tristezza invece che sicurezza? La risposta è sì. BMJ Open ha recentemente pubblicato uno studio effettuato su un campione di giovani che anonimamente hanno risposto a un questionario online condotto da Mark Bellis della Public Health Wales NHS Trust di Cardiff che prevedeva un’indagine dettagliata proprio sul tema alcolici ed emozioni. Domande semplici e dirette alle quali tutti hanno potuto rispondere scandagliando le proprie reazioni e i propri ricordi in base al tipo di alcolico consumato “quella volta che…“. Vino rosso, bianco, birra, superalcolici, cocktail: la differenza esiste ed è risultata anche lampante nonostante la trasversalità del campione, che comprendeva ben 21 Paesi e giovani dai 18 ai 34 anni. Il risultato? A quanto pare bere birra e vino favorisce il relax del corpo e della mente, stando al 50% degli intervistati, mentre i superalcolici stimolano emozioni negative e di aggressività. E proprio parlando di aggressività, un altro dato interessante emerso è che sono gli uomini a vivere maggiormente questa sensazione dopo aver bevuto alcolici. Questo studio ha anche un ulteriore risvolto interessante: avete mai pensato al fatto che se impariamo a riconoscere le nostre emozioni e gli stimoli che l’alcool ci dà possiamo anche arginare meglio crisi ed evitare inutili e pericolosissimi rischi? Insomma, sì, sentiamo ciò che beviamo e impariamo a riconoscere ciò che sentiamo che, al di là dello studio in sé, è sempre il primo passo per poter vivere meglio e con maggiore consapevolezza.   .....

  • Vino.tv Chiara Giannotti Vino.tv Chiara Giannotti

    Curiosità

    Vino.tv, Chiara Giannotti e una chiacchierata tra donne

    Scritto da 17 novembre 2017

    Vino.tv è una di quelle realtà web di buona e robusta costituzione e lei, Chiara Giannotti, ne è l’anima. Nata tra i vini per eredità familiare, cresciuta professionalmente scegliendoli. Cosa ci ha raccontato? Ciao Chiara, benvenuta su Vinabile. Inizio con i convenevoli di rito: raccontaci qualcosa di te. Chi sei, cosa fai nella vita. Sono una donna innamorata del buon vino e della buona cucina. E faccio tutto ciò che mi permette di seguire questo mondo da vicino e negli aspetti che mi piacciono di più. Quando e come è nata la passione per il vino e per la comunicazione legata all’enogastronomia? Non è nata lei in me, posso dire che sono io ad essere nata nel mondo dell’enogastronomia. La mia famiglia era proprietaria di tre aziende vitivinicole italiane, da più di tre generazioni nelle Marche e in Toscana, e per me è stato naturale appassionarmi al vino e a questo mondo sin da piccola. Lo considero a tutto tondo il mio mondo. Appena laureata in Lingue e Letterature straniere sono entrata a lavorare a tempo pieno nelle cantine di famiglia, con il sogno di essere portavoce dei nostri vini in ogni angolo del mondo. Ho preso il diploma da sommelier, sono diventata una delle poche dame chevalier de Champagne e non ho mai smesso di studiarlo, approfondirlo e soprattutto amarlo. La mia passione e curiosità per l’enogastronomia non si sono mai placate neanche quando la mia famiglia, qualche anno fa ha ceduto a terzi le cantine, anzi, da allora la mia voglia di raccontarne il fascino può esprimersi ancora più liberamente senza limiti né confini, comprendendone a pieno tutte le bellezze ma anche le grandi difficoltà vissute quotidianamente dai produttori e da chi ci lavora dentro. Una donna che si occupa di vino. Pensi sia ancora un ambiente maschile e maschilista? Quando cominciai a lavorarci, più di 15 anni fa, eravamo veramente poche donne, e non è stato sempre facile, anzi a volte imbarazzante. Ormai siamo sempre di più, siamo apprezzate in ogni ruolo, dalla giornalista alla blogger, dalla produttrice all’enologa, non credo ci siano discriminazioni. L’unica grande, grandissima difficoltà è riuscire a farlo convivere con il ruolo di madre, perché è un settore dove il lavoro ti assorbe e coinvolge particolarmente, senza orari e portandoti spesso fuori casa, qualunque ruolo si abbia. Raccontaci la giornata tipo di una wine blogger. Come strutturi il tuo lavoro? Di quali social ti avvali? Dove cerchi le storie da raccontare? Le mie giornate sono tutte molto diverse, hanno in comune solo una costante: sono sempre di corsa ma con il sorriso. Le mie storie preferite vengono dalle visite in cantina quando possibile e dalle chiacchierate con i produttori e professionisti del settore, grazie ai tantissimi eventi che ci sono a disposizione e che cerco di raccontare dal vivo. Poi ci sono le degustazioni dove è solo il vino a parlare, ma ha sempre meravigliose emozioni da regalare e tante cose da raccontare. Per finire con l’abbinamento tavola, per questo seguo con attenzione le aperture dei nuovi ristoranti e segnalo i posti dove si mangia particolarmente bene, perché trovo che il mondo del vino e del cibo debbano andare a braccetto il più possibile. Quando ho lasciato la mia cantina ho aperto il mio piccolo blog Vino.tv per racchiuderci tutto questo, come un diario dei ricordi più belli. L’ho fatto quasi più per me che per gli altri. Poi è cresciuto così tanto da diventare un vero e proprio lavoro ma lo spirito è sempre lo stesso. In primis si sviluppa sulla pagina Facebook, che ad oggi conta più di 80.000 seguaci, Instagram e YouTube. Poi seguono Twitter, Google+, LinkedIn e Pinterest che comunque per me rappresentano social fondamentali. Con Vino.TV sono presente anche in Tumblr, Periscope e altri ma onestamente con meno rilievo. Secondo me meglio farne pochi ma buoni. Interessante monitorare i propri risultati registrandosi su Klout che ti da un ranking di visibilità e ti mette in confronto con le altre figure simili alla tua. Quali sono le realtà del digitale che un appassionato di vini deve assolutamente seguire secondo te? Hai dei blog e dei web magazine di riferimento? Ci sono tantissimi blog e realtà da seguire, io credo che ognuno debba trovare la propria fonte di notizie che legge con più passione e coinvolgimento. Ognuno di noi è interessato ad argomenti con tagli differenti e modi diversi di raccontare. Ma visto che parliamo di punti di riferimento, per quanto mi riguarda, sul mondo del vino cerco di essere il più aggiornata possibile e seguo sempre Doctorwine, Winenews, Cronache di Gusto, Gambero Rosso, AIS e FIS, Winesurf, Civiltà del Bere ma anche Wining, Donatella Cinelli Colombini, Cucina&Vini, Wine.Tv, Wineblogroll, mentre per il Food mi trovo bene con Agrodolce, La Cucina Italiana, Scatti di Gusto, Luciano Pignataro, Excellence, MangiaeBevi, Porzioni Cremona, Dissapore… poi ci sono gli immancabili esteri che comprendono ovviamente Wine Spectator e WineAdvocate, ma poi chissà quanti atri ne ho dimenticati, soprattutto dei più piccoli che spesso però ti regalano belle scoperte. C’è da un po’ da perdersi a volte, come per gli eventi, per questo nel mio Blog ogni mese elenco ai winelover solo quelli che secondo me vale la pena seguire! Facciamo un piccolo gioco tra amiche ora. Hai un appuntamento con un uomo che ti piace tanto, vuoi prepare per lui una cena. Cosa cucini? Quali vini scegli? Vi confido un grande segreto: non amo per niente cucinare. Amo mangiare bene. Quindi l’uomo dei miei sogni è meglio che sappia cucinare e prendermi per la gola… al vino invece penso io molto volentieri! Probabilmente prenderei una bollicina. Con un Ferrari Perlé per esempio non sbagli mai. Ma io sono più da vino fermo, amo il rosso elegante e di grande personalità, come il Pinot Nero, e per restare in Italia potrei scegliere quello di Maso Corno, una piccolissima cantina del Trentino. Oppure cambiando genere potrei volare giù in Sicilia e portare un Etna Rosso, come il Barbagalli di Pietradolce. Sul bianco invece conoscono tutti la mia inclinazione innata per il Verdicchio! Salutandoti e ringraziandoti ti chiedo come vedi il futuro di Vino.tv? Progetti? Collaborazioni? Progetti per Vino.TV tanti, in primis un restyling del sito per incrementare la parte video e renderlo meglio strutturato, e collaborazioni ancora di più. Sin dalla nascita di Vino.TV le collaborazioni sono state per me una costante e sono in continua crescita. Credo moltissimo nello scambio reciproco. Collaboro con Doctorwine per la Guida e per le recensioni sul sito, con il Corriere Vinicolo per l’Agivi, l’Associazione dei Giovani Imprenditori, con Excellence e Mangiaebevi in particolare negli eventi, con wine.tv per le trasmissioni Tv, con Ansuini per le Aste di vini rari e da collezione…. insomma quando si può trovare modo di collaborare in modo positivo e costruttivo non mi tiro indietro. Lo trovo essenziale, utile e gratificante. L’importante è restare corretti, affidabili e puntuali. Sul corretto e affidabile non ho problemi, sul puntuale ogni tanto si, ahimè. .....

  • proverbi sul vino proverbi sul vino

    Curiosità

    Proverbi sul vino, una degustazione di storia

    Scritto da 6 novembre 2017

    Solcando i grandi mari della storia della nostra civiltà praticamente da sempre, era scontato che le storie umane si riempissero di proverbi sul vino che altro non sono se non il frutto dell’esperienza millenaria di tutti quegli uomini che il vino lo hanno fatto, bevuto, ringraziato e amato. Oggi mi sono divertita a sbirciare un po’ tutte queste storie e il risultato è stato un bellissimo bagno in un tino enorme, profumato e stracolmo di avventure, esperienza e saggezza popolare. Ecco così che vi propongo una degustazione di storia attraverso i più popolari e curiosi proverbi sul vino così che non rimaniate mai a bocca asciutta. Chi vuole tutta l’uva non ha buon vino. Dove regna il vino non regna il silenzio. Amicizia stretta da vino non dura da sera a mattino. Chi vuole molto mosto, zappi la vigna d’agosto. Chi vuole l’uva grossa, zappi la proda e scavi la fossa. Bevi del buon vino e lascia andare l’acqua al mulino. L’acqua fa male il vino fa cantare. Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tieni il vino. Vin vinello,tu sei rosso e bello, l’estate stai in cantina al fresco e l’uomo fai parla’ mezzo tedesco. Dopo il dì di Sant’Urbano più non gelano tralci e grano. Se piove per San Vito, il vino se n’è ito. Quando di marzo la notte tuona, la vendemmia sarà buona. Se la vite fiorisce d’aprile, non sperar di riempire il barile. Il vino che si pasteggia non ubriaca. Pane di un’ora e vino di un anno. Al fico l’acqua, alla pera il vino. Tegame o fiasco asciutto rotean l’umore al brutto. Carne e vino ti fan rosso, l’acqua sola ti scava l’osso. Per fare un amico ti basta un bicchiere, per conservarlo non basta una botte. Alla vigna e alla sposa manca sempre qualche cosa. Una bona sborniatura tutt’al più tre giorni dura. Visto più volte il fondo di un bicchiere, pure chi non sa nulla dà ‘sto parere. Il vino è come l’amore: scalda la testa e il core. Non ti mettere in cammino se la bocca non sa di vino. Riempi il bicchiere se è vuoto, svuota il bicchiere se è pieno. Non lo lasciare mai pieno, non lo lasciare mai vuoto. Un po’ di vin lo stomaco assesta, troppo rovina stomaco e testa. Nasce il riso in acquitrino ma a morir vole nel vino. E voi conoscete altri proverbi sul vino? Qui siamo curiosissimi! .....

  • curiosità sul vino curiosità sul vino

    Curiosità

    13 curiosità sul vino tra storia e leggenda

    Scritto da 23 ottobre 2017

    Qualche tempo fa la rivista Focus si è dilettata in una gradevolissima ricerca che ci racconta 13 curiosità sul vino. Una cosa né troppo seria né troppo faceta, ma decisamente interessante per tutti quelli che nutrono un po’ di curiosità verso l’enologia. Lo sapevate che nonostante la fama degli antichi romani il vino esisteva ben prima? In alcuni frammenti di vasellame trovati in Iran risalenti a 7.000 anni fa sono state trovate tracce di uva pressata e conservata. Proprio a circa 300 km da Zagros, dove hanno trovato i frammenti di vasellame, sono stati trovati diversi antichi attrezzi per lavorare l’uva, come presse, botti e giare. Il tutto risalente a circa 4.000 anni fa. Perché il vino esiste praticamente da sempre? Perché è facile da fare, dice l’antropologia. A livello base basta avere a disposizione dell’uva, pigiarla e lasciar fermentare il succo ricavato. Sapete qual è la differenza tra le uve di oggi e quelle selvatiche di tanti anni fa? Quelle antiche dovevano essere maschio e femmina, in modo da ottenere l’impollinazione per produrre frutti. Quelle di oggi, domestiche, sono autoimpollinanti, ermafrodite, così che i tratti genetici della vite non vadano persi. I vini più apprezzati nell’antichità erano dolci, e proprio questa sua caratteristica pare ne abbia diffuso l’utilizzo. Oggi i nostri avi storcerebbero il naso davanti a un Brut, probabilmente. Secondo una classifica del 2015, l’Europa è il primo Paese produttore di vino con oltre il 60% della produzione mondiale e all’interno di questa classifica, l’Italia si piazza al primo posto con circa 49 milioni di ettolitri prodotti. Perché il vino si fa proprio con l’uva e non con un altro frutto? Perché l’uva è il frutto perfetto per poterlo realizzare. Grazie al suo equilibrio di zuccheri, acqua, acidi e tannini, nessun altro frutto potrebbe prestarsi così diligentemente alla fermentazione. Ringraziamo madre natura per questo. I Vichinghi conoscevano il vino? Pare proprio di si. Chiamarono infatti Vinland, Terra del vino, l’Isola di Terranova, proprio grazie alle grandi vigne selvatiche presenti sul territorio, caratterizzato da una temperatura un po’ più mite rispetto ad oggi, probabilmente. Purtroppo il surriscaldamento del pianeta sta causando più di qualche problema alle vendemmie. Se un tempo il clima era perfetto e i ritmi della natura suonavano all’unisono, adesso l’eccessivo caldo sta causando vendemmie precoci, il che sta dando un bel po’ di vantaggio a Paesi come l’Inghilterra, ad esempio, che a quanto pare non si accontenta dell’apple crumble. Com’è arrivata la filossera in Europa? Un piccolo omaggio degli americani, le cui viti ne erano immuni, ma non quelle europee. Regalino che è costato all’Europa circa 30 anni di crisi produttiva nella seconda metà del 1800 e che è stata risolta innestando viti europee e viti americane. Vi siete mai chiesti perché abbiniamo il vino rosso alla carne? Merito dei tannini contenuti nelle bucce dell’uva che, lasciandoci quella sensazione di bocca asciutta, sgrassano il naturale grasso della carne. Davvero un bicchiere di vino al giorno allunga la vita? Questa meravigliosa magia del resveratrolo, un antiossidante contenuto nel vino rosso, non è ancora del tutto chiara, anche perché entrerebbe in un piccolo conflitto con l’azione cancerogena di una sostanza contenuta nell’alcool. In poche parole, se è vero che bere un po’ di vino ogni giorno fa bene perché aiuta il sistema cardiovascolare, è anche vero che il troppo forse è meglio conservarlo in cantina e berlo solo in occasioni particolari. Versa, osserva, rotea lentamente il calice, annusa, rotea di nuovo il calice in maniera più ampia, bevi facendo entrare un po’ d’aria in bocca. Questi sono i passaggi basilari di una degustazione. Queste alcune curiosità sul vino che abbiamo trovando gironzolando un po’. Voi ne avete altre da raccontarci? .....

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