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Aricoli taggati con "chardonnay"

  • vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne

    Vini

    Vini per fare lo Champagne: zone di produzione, tipi e Champagne italiano

    Scritto da 11 gennaio 2018

    Lo Champagne, icona delle feste in stile Grande Gatsby, è frutto della felice unione di più vitigni. Scopri con noi quali sono i vini per fare lo Champagne, le zone di produzione e i vari tipi. Champagne storia L’invenzione dello Champagne si deve al frate benedettino Pierre Pérignon, conosciuto anche come Dom Pérignon. La tecnica di produzione di questo vino, che prevede la doppia fermentazione, è la stessa ancora oggi. Si tratta del metodo classico o Champenoise, la cui caratteristica principale è la rifermentazione in bottiglia. Zone di produzione dello Champagne Questo vino tanto pregiato viene prodotto nella zona della Champagne, l’unica in Francia ad avere una singola denominazione. Le zone di produzione dello Champagne sono cinque: Montagne de Reims, Valle della Marna, Cote des Blancs, Cote de Sèzanne e Cote des Bar (Aube). I vitigni impiegati per la produzione dello Champagne sono essenzialmente tre: uno a bacca bianca, lo Chardonnay e due a bacca nera, (ma vinificati in bianco) il Pinot nero e il Pinot Meunier. Sono consentiti in misura minore altre vitigni quali Pinot Bianco, Arbanne e Petit Meslier. Tipi di Champagne Esistono diversi tipi di Champagne in base alle caratteristiche della produzione: Champagne formati da sole uve bianche (Blanc de blancs) Champagne formati da sole uve nere (Blanc de noirs) Champagne più o meno frizzanti (in base alla quantità di lieviti immessi) Champagne millesimati e non millesimati Champagne nature, extra brut, brut, demi-sec, sec e doux (secondo la quantità di zucchero contenuto nel liqueur de dosage). Champagne italiano Il Franciacorta viene considerato un po’ lo Champagne italiano, tuttavia si tratta di cose ben diverse. Di simile hanno soltanto il metodo di produzione del vino in cantina (metodo classico o champenoise), tuttavia il terroir è completamente diverso e anche la qualità è imparagonabile. Per la produzione del Franciacorta vengono utilizzate uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Solo un ultimo suggerimento, lo Champagne si beve fresco e mai ghiacciato… la temperatura di servizio consigliata per i vini giovani è di 7-8°C, mentre per i grandi cuvèes e i vecchi millesimati è di 10°C. Puoi raffreddarlo nel classico secchiello con acqua e ghiaccio per circa 20 minuti o in frigo, 3-4 ore prima di berlo. .....

  • Vini da Capodanno Vini da Capodanno

    Vini

    Vini da Capodanno e da capogiro!

    Scritto da 28 dicembre 2017

    Sopravvissuti al pranzo di Natale, non resta che affrontare l’ultima sfida a tavola: Capodanno! Le bollicine sono sempre le benvenute, quindi Champagne a go go, ma se cerchi qualche alternativa altrettanto valida, continua nella lettura e scopri con quali vini puoi brindare al nuovo anno. Tra i vini da Capodanno che ti consigliamo c’è senz’altro il Franciacorta, che non ha sicuramente nulla da invidiare al celebre Champagne. Prodotto in provincia di Brescia, viene ottenuto da uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Di un bel colore giallo paglierino, con riflessi dorati e un perlage fine e persistente è ottimo per accompagnare antipasti e primi a base di pesce. Da non sottovalutare tra i vini da Capodanno, lo Chardonnay dell’Alto Adige, che resta un prodotto molto duttile. Non a caso viene usato per la produzione dei migliori spumanti al mondo! Anche questo vino accompagna bene antipasti e piatti a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, mi raccomando, a una temperatura di servizio di 10°C. A Capodanno non solo bianco… quando arrivano cotechino e zampone con le lenticchie puoi sbizzarrirti con un buon vino rosso come il Gutturnio o la Barbera, un vino tipico del Piemonte, estremamente piacevole, che si sposa bene con i piatti tendenzialmente grassi. Occhio alla temperatura di servizio, che deve essere tra i 15 e i 17°C. Quando in tavola arrivano i dolci, attenzione a non sbagliare sul più bello… molti, infatti, fanno l’errore di servire il dessert con lo spumante secco… ORRORE. Come insegnano i migliori sommelier, il dolce vuole il dolce. Quindi, via libera al Moscato d’Asti, un vino perfetto per brindare al nuovo anno. Che Bacco ci regali un meraviglioso 2018! .....

  • vino bianco dell’Alto Adige vino bianco dell’Alto Adige

    Classificazione dei Vini Italiani

    Vino bianco dell’Alto Adige: Chardonnay o Riesling?

    Scritto da 27 novembre 2017

    Se sei curioso di assaggiare un vino bianco dell’Alto Adige, oltre all’aromatico Gewürztraminer, non posso che consigliarti lo Chardonnay o il Riesling (renano, da non confondere con l’italico). Sono due vini bianchi eccellenti, considerati tra i migliori al mondo. Vino bianco dell’Alto Adige: Chardonnay Lo Chardonnay è un vino molto duttile. Viene usato, infatti, per la produzione di numerosi vini bianchi, ma anche dei migliori spumanti del mondo. Il colore di questo vino va dal giallo paglierino al giallo dorato, secondo il tempo di fermentazione e la tipologia. In bocca si ritrova tutto quello che si sente al naso: mela, ananas e banana. Le note di mineralità arrotondano il gusto. Lo Chardonnay è perfetto per l’aperitivo, ma accompagna molto bene anche le carni bianche, i formaggi, verdure e portate a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, a una temperatura di servizio di 10°C. Nel caso di versioni affinate in legno o invecchiate, la temperatura di degustazione va alzata di 2-3°C. Vino bianco dell’Alto Adige: Riesling Il Riesling renano, originario della valle del Reno, in Germania, viene coltivato principalmente nel Trentino Alto Adige. La sua diffusione nel nostro Paese è recente rispetto ad altri vitigni e risale all’inizio del Novecento. Il vino che si ottiene è di colore giallo tenue, con riflessi verdolini. Se affinato in legno o invecchiato per molti anni, il colore tende a virare al giallo paglierino o al dorato. Ha un profumo spiccatamente intenso e aromatico, con note fruttate di limone, pompelmo, cedro e mela verde. Sono presenti anche note floreali di biancospino, gelsomino, glicine e camomilla. Il Riesling può essere sia secco che dolce, e se invecchiato può sviluppare aromi di burro, miele e cera d’api. La temperatura di degustazione consigliata è di 10°C e la bottiglia va stappata una mezz’ora prima per favorire l’ossigenazione. Questo vino, grazie alla buona mineralità, si abbina perfettamente con il pesce, i molluschi, e i crostacei. È ideale anche per accompagnare carni bianche e formaggi caprini. .....

  • Funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay Funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay

    Ricette con il Vino

    Funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay

    Scritto da 8 novembre 2017

    I funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay è una ricetta molto veloce e gustosa, ideale come contorno per accompagnare secondi piatti a base di carne o i formaggi. Funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay: Ingredienti per 4 16 champignon di medie dimensioni 2 uova ½ spicchio d’aglio o un pizzico di aglio in polvere 1 ciuffo di prezzemolo 80 g di parmigiano reggiano Olio extravergine d’oliva q.b. Vino bianco Chardonnay q.b. Sale e pepe q.b. Pangrattato Funghi champignon ripieni al forno al vino bianco Chardonnay: Preparazione Pulisci i funghi lavandoli rapidamente sotto l’acqua corrente. Asciugali e tagli i gambi, mettendoli da parte. Fai rosolare in una padella l’aglio con l’olio, i gambi tritati e lascia cuocere a fuoco vivo per qualche minuto. Sfuma con il vino bianco Chardonnay e prosegui la cottura finché il liquido sarà assorbito. Regola di sale e pepe, elimina l’aglio e aggiunti il prezzemolo tritato finemente. Spegni il fuoco e fai intiepidire. Nel frattempo sbatti le uova con il sale, unisci i gambi, il formaggio e mescola bene. Farcisci i cappelli dei funghi e adagiali su una teglia foderata con la carta da forno. Spolverizza con il pangrattato e un po’ di formaggio. Irrora con un filo d’olio e inforna a 180°C per circa 20-30 minuti, finché i funghi non saranno belli dorati. Buon appetito! .....

  • primo appuntamento quale vino scegliere primo appuntamento quale vino scegliere

    Cantine

    Primo appuntamento, quale vino scegliere?

    Scritto da 20 ottobre 2017

    Nel meraviglioso, insondabile, eterno, ammaliante e roboante mistero dell’amore tra appassionati di vini, esiste un’imperitura incertezza: il primo appuntamento. Cioè, non solo tra appassionati di vini, è così per tutti, ma per gli enocorteggiatori la scelta di cosa bere per far definitivamente capitolare qualcuno pare essere di vitale importanza. Più della ceretta o del profumo perfetto, sì. Tutti la immaginano, tutti la sognano; la prima cena è l’apostrofo succulento tra le parole ce l’ho fatta. E se ai comuni mortali questo momento fa solo sentire le farfalle nello stomaco, gli enocorteggiatori si scervellano per settimane sul vino da abbinare a quelle farfalle. Mamma mia, che fatica. Non bastava traumatizzarsi davanti allo specchio perché quel vestito tira sui fianchi declamando tutti i santi patroni delle borgate in cui sono presenti vigne, no, non bastavano i capelli increspati come dopo una gita all’alba tra i vigneti, no, gli enocorteggiatori soffrono per giorni et giorni ingobbendosi su imponenti guide alla ricerca del vino perfetto per il primo appuntamento. Calmiamoci tutti, coraggio. Respiriamo, su. Lui o lei ha detto sì, come l’uomo del monte, già è una cosa positiva coi tempi di follia dilagante che corrono. Avete deciso dove andare per questo primo appuntamento? Bene, quindi già sapete a grandi linee cosa mangerete di buono e più o meno potete farvi un’idea del vino da scegliere, soprattutto se già conoscete la carta. E questa è una cosa ancora più positiva. Per le dritte generiche, i miei consigli sono una banalissima ma efficace bolla per iniziare. Mollate quelle fisse da champagne, abbiamo il Prosecco e il Franciacorta che ci salveranno l’aperitivo e il volume del gas delle bolle fa sentire prima quel senso di spensieratezza e relax. Per non sbagliare, potete scegliere anche un istrionico Chardonnay, che stimola sempre piacevoli risatine vezzose, come il Gewurztraminer, che vi consentirà di giocare a chi sbaglia prima la pronuncia dopo il secondo calice. Se poi vi piace tantissimo guardarvi e sperimentare emozioni forti, un bianco assolutamente da considerare è il Mare di Benvenuto, un bianchetto intelligente e affascinante da ben 14% fatto da 50% zibibbo e 50% malvasia, quante capriole, ragazzi miei. Sui rossi non ho grandi dubbi: Chianti, Barolo, Syrah e sto. Anche se uno Stupor Mundi di Carbone Vini può essere un compagno di viaggi niente male, l’Aglianico del Vulture poi si sa, fa raccontare tante cose belle. Adesso però scusatemi, sono ripetitiva, lo so, ma non posso non consigliarvi uno dei miei vini da corteggiamento mai più senza: l’Alicante di Cataldo Calabretta, il vino color tramonto, che è una cosetta niente male da potervi giocare verbalmente, vi concedo di copyright dato che lo scopo è giusto. Siete un po’ più rilassati ora? Godetevi la serata, ragazzi, le magie non capitano mica così spesso. Così come i primi appuntamenti. .....

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