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In giro per cantine: l’Azienda Agricola della “natural woman” Arianna Occhipinti

Arianna Occhipinti

Cantine

In giro per cantine: l’Azienda Agricola della “natural woman” Arianna Occhipinti

Nel nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Arianna Occhipinti, una delle più celebri donne del vino in Italia. La sua azienda agricola sorge a Vittoria, in provincia di Ragusa, in prossimità della Strada Provinciale 68, che tremila anni fa collegava Gela a Kamarina. Due dei suoi vini (un bianco e un rosso) portano proprio il nome di questa antica strada a cui rende omaggio.

L’avventura di Arianna Occhipinti è iniziata 14 anni fa a Fossa di Lupo. Dopo la laurea in enologia a Milano ha deciso di tornare nella sua amata terra e si è buttata a capofitto nel mondo del vino, scommettendo tutto su un solo ettaro di terra di fronte a una casa di campagna abbandonata. Poi ne sono seguiti altri e l’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Oggi le sue bottiglie sono vendute in ogni angolo del pianeta… Stati Uniti, Australia, Giappone.

Per lei il vino non è soltanto un lavoro, è al centro di tutto… Come ci rivela Arianna: “Un vino è come una persona, quando mi piace è perché ci racconta la storia del luogo dal quale proviene, i suoi paesaggi, il clima e delle persone che entrano in relazione. Spesso quando mi piace è buono, schietto, e pieno di energia, ma anche giovane o adulto perché bevuto in un determinato momento della sua vita”.

I vini che produce Arianna Occhipinti parlano tutti della terra da cui provengono: la città di Vittoria, ai piedi dei Monti Iblei, catena montuosa nel sud-est della Sicilia di origine calcarea. Ci sono il Nero d’Avola (“Siccagno”, “Passo Nero”, “SP68” rosso), il Moscato (SP68 bianco), il Cerasuolo di Vittoria DOCG (“Grotte Alte”) e il Frappato (“SP68” rosso), che se fosse musica sarebbe Jazz.

Tutti i vini prodotti dall’Azienda Agricola Occhipinti sono naturali. Come ci spiega Arianna: “Un vino naturale è un vino che rispetta la natura e l’uomo. Racconta un territorio e non modifica le sue caratteristiche. I vigneti vengono coltivati con cura senza utilizzo di prodotti di sintesi chimica. Si cerca di rispettare la natura dei suoli favorendo lo sviluppo della sostanza organica. In cantina il vino si accompagna, senza additivi sino al suo divenire. È un vino che rispetta l’annata, è un vino sincero e gustoso e porta dentro di sé un messaggio importante”.

Se dovesse finire su un’isola deserta Arianna Occhipinti non ha dubbi, porterebbe con sé Taganan, Margalagua di Envínate, Poulsard di Pierre Overnoy e Les Nourissons di Stephane Bernaudeau!

Tiziana Foglio

Sono una Copywriter e Web Content Editor innamorata da sempre delle parole… appassionata del nettare deli Dèi, non dico mai di no a una bella storia e a un buon calice di vino!

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