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Dolci di Natale al vino: chinule calabresi

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Ricette con il Vino

Dolci di Natale al vino: chinule calabresi

Avete mai assaggiato le chinule calabresi?

L’olfatto è quel senso che immediatamente ci riconduce ai ricordi più ancestrali e legati al nostro vissuto. È il tassello che indelebilmente lega il presente al passato portandolo per mano verso il futuro.

Se penso al Natale, mi vengono subito in mente le arance e le clementine, il profumo delle loro bucce sbruciacchiate lentamente sul fuoco, la persistenza dell’odore del miele di fichi che pian piano sobolle e racconta le storie delle nonne, l’avvolgenza dei semi di sesamo che, piccoli piccoli, si danno la mano e diventano barrette di croccante giurgiulena.

Il Natale in Calabria ha la memoria dell’estate che cede il passo all’inverno senza mai abbandonarsi completamente ad esso e ne custodisce i ricordi nel ripieno scrocchiarello dei fichi secchi ricoperti di cioccolato e farciti con le mandorle. Ha l’elasticità di una pasta fatta di vino dolce e olio, che se la tiri, non si spezza, come le braccia della gente del Sud, e il cuore morbido di castagne e cioccolato, aromatico come i profumi che si respirano tra il mare e il Pollino. Ha il senso della forza del mustacciolo, che però ha anche un po’ il cuore tenero.

Questi sono i profumi legati al mio Natale, quello che sa un po’ di fritto e un po’ di aria salmastra, un po’ di agrumi e molto di appartenenza.

Oggi vi presento le chinule calabresi, dolci tipici del Natale “di giù” che, nelle loro ricette rielaborate, raccolgono storie e tradizioni casalinghe di centenaria memoria.

Le chinule sono dei dolci a forma di mezza luna ripieni di castagne, cioccolato, cacao e frutta secca tritata, fritti e poi passati nel miele (di fichi tradizionalmente), serviti su foglie di cedro o limone e decorati con canditi tagliati sottilmente e zuccherini colorati. Alcuni li spolverizzano anche con la cannella, come faceva mia nonna Ninì.

La base è un impasto fatto con farina, olio d’oliva e vino bianco dolce, noi usiamo il Moscato o lo Zibibbo.

Chinule calabresi: ingredienti

  • 1 kg di farina
  • 1 bicchiere d’olio
  • 2 bicchieri di vino
  • intiepidite olio e vino in un pentolino e impastate

Perché olio e vino? Perché rendono l’impasto profumatissimo ed elastico, facile da lavorare e perfetto per essere fritto senza risultare pesante o sgradevole.

Il ripieno delle chinule è preferibile prepararlo il giorno prima, in modo che si compatti per bene.

Io lo preparo così…

Chinule calabresi: preparazione del ripieno

  1. 2 vasetti di crema di castagne (ma se ne avete voglia, potete lessarle in casa, pelarle e passarle con il passaverdura),
  2. pari quantità di cioccolato fondente,
  3. 4 o 5 cucchiai di cacao amaro
  4. frutta secca a piacere tritata finemente (si può usare la farina di mandorle già pronta)
  5. zucchero a seconda del gusto
  6. un po’ di liquore dolce aromatico
  7. amalgamate il tutto e lasciatelo riposare in un luogo fresco per almeno mezza giornata senza andare ad attingere ogni mezz’ora.
  8. Il giorno dopo, preparate l’impasto secondo le dosi di cui sopra, stendetelo ad altezza di circa 3-4 mm, ricavatene dei dischi, farcite e chiudete a mezza luna sigillando bene i bordi. Quindi friggete fino a leggera doratura.
  9. Lasciate riposare le chinule per un giorno e prima di mangiarle, passatele nel miele caldo.

Fate tanti dolci, ché le dolcezze non sono mai troppe. I chilozzi si smaltiscono a gennaio. Lo dice anche mia nonna.

Anna Le Rose

Web copywriter. Consulente di scrittura creativa. Racconto storie. Fotografo cibi dall’alto. Ho un blog che si chiama Vene Vanitose. Scrivo d’amore, di cibo e di donne. Spesso le tre cose coincidono.

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