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Degustiamo il Chianti DOCG Banfi

Chianti DOCG Banfi

A Tavola con il Sommelier

Degustiamo il Chianti DOCG Banfi

Asciutto, brioso e con la giusta acidità: è questo il Chianti DOCG Banfi, il vino che degusteremo insieme per la rubrica “A tavola con il sommelier”.

Sicuramente tutti avrete sentito parlare almeno una volta del Chianti, uno dei vini italiani più famosi al mondo: quello che assaggeremo oggi è la versione base di una delle cantine più prestigiose e storiche presenti sul territorio nazionale.

La produzione del Chianti a Denominazione d’origine controllata e garantita è consentita all’interno di una precisa area geografica della Toscana, e la tenuta Banfi è situata tra i fiumi Orcia ed Ombrone, nel versante meridionale del Comune di Montalcino (Siena), zona vitivinicola d’intenso e ben noto pregio. Questa bottiglia rispecchia egregiamente la tradizione della terra toscana, nonché il carattere proprio delle produzioni Banfi.

I vitigni impiegati per la realizzazione del Chianti DOCG Banfi sono il Sangiovese per il 90% (lo stesso vitigno del Brunello di Montalcino), oltre che porzioni variabili di Cabernet Sauvignon e Canaiolo Nero per il restante 10%. La raccolta delle uve avviene nel mese di settembre, quindi i grappoli selezionati vengono diraspati e messi a macerare e fermentare per circa una settimana; dopo lo svolgimento della fermentazione alcolica e malolattica, il vino è messo a maturare in recipienti d’acciaio per un massimo di 6 mesi.

Ora accingiamoci a degustare il Chianti Docg di Banfi, utilizzando possibilmente un calice di tipo Bordeaux, ideale per far risaltare le proprietà organolettiche del prodotto e permetterne l’ossigenazione. Ad un esame visivo possiamo notare un colore rosso rubino profondo, con riflessi violacei che potrebbero variare a seconda dell’invecchiamento della bottiglia; il vino presenta inoltre una discreta densità, come è possibile constatare dagli archetti che si formano oscillando il liquido nella parete interna del bicchiere.

L’esame olfattivo regala un intenso e deciso bouquet composto da sentori floreali, come l’iris e la violetta, aromi di frutta (prugna) e leggere sensazioni di cuoio o tabacco. Portando il calice alla bocca scopriremo un vino elegante, asciutto e dotato di una buona acidità, quindi fresco e bevibile. Equilibrato e sufficientemente alcolico per un rosso (13% vol), questo Chianti è contraddistinto da un finale mediamente lungo e persistente, lievemente contraddistinto da sentori fruttati.

Il prodotto in oggetto può essere conservato in cantina per consentirne un invecchiamento di alcuni anni, ma può essere anche consumato subito dopo l’acquisto, in quanto di pronta beva. Con cosa abbinare al meglio questo vino, in modo tale da esaltarne le caratteristiche? Il Chianti Docg Banfi si accompagna molto bene a primi piatti con ragù di carne, secondi con carni rosse e selvaggina, oltre che salumi e formaggi stagionati. Mi raccomando di stappare la bottiglia almeno un’ora prima della degustazione, e di servire il vino ad una temperatura di servizio compresa fra i 18 ed i 20°C. Che dirvi ancora… alla salute!

Nasco appassionato di musica, in seguito divento anche giornalista e sommelier, attratto dall’enogastronomia e dal vino, alla scoperta delle tante sorprese che si nascondono dentro ogni bicchiere

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