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Tiziana Foglio

Tiziana Foglio

Sono una Copywriter e Web Content Editor innamorata da sempre delle parole... appassionata del nettare deli Dèi, non dico mai di no a una bella storia e a un buon calice di vino!

Articoli per Tiziana Foglio

  • Degustazioni Vino

    Sangiovese Purosangue sabato 20 e domenica 21 gennaio 2018 a Roma

    Scritto da 18 gennaio 2018

    Torna l’appuntamento con Sangiovese Purosangue, l’evento organizzato da EnoClub Siena in collaborazione con Riserva Grande, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione. Sangiovese Purosangue si svolgerà a Roma, presso il Radisson Blu Hotel (Stazione Termini) il 20 e il 21 gennaio. Protagonista assoluto della manifestazione è il Sangiovese toscano, che sarà messo a confronto con i vitigni coltivati nelle altre zone d’Italia per valutare le diverse declinazioni territoriali in purezza o con l’apporto di altri autoctoni come il Brunello di Montalcino. Per farlo ci saranno dei banchi di assaggio e i seminari. Programma Sangiovese Purosangue 2018 Sabato 20 gennaio 2018 ore 14.00 – Apertura banchi di assaggio ore 15:00 – Seminario-degustazione sui suoli del Sangiovese (Modigliana e Toscana) ore 17:30 – Seminario-degustazione vecchie annate 1986-2005 ore 20.00 – Chiusura banchi di assaggio Domenica 21 gennaio 2018 ore 12.00 – Apertura banchi di assaggio ore 19.00 – Chiusura banchi di assaggio Sangiovese Purosangue Aziende presenti al  Banco di assaggio TERRICCIOLA – Fibbiano VOLTERRA Podere Il Mulinaccio – Podere Marcampo – Terre De’ Pepi POMARANCE – Fattoria di Statiano MONTESPERTOLI – Podere dell’Anselmo CERTALDO – Il Casale di Giglioli SAN GIMIGNANO Il Colombaio di Santa Chiara Le Volute CHIANTI CLASSICO GREVE IN CHIANTI – Montefioralle – Villa Calcinaia PANZANO – Il Palagio di Panzano LAMOLE – Podere Castellinuzza RADDA IN CHIANTI Castello di Radda Castello di Volpaia Montevertine GAIOLE IN CHIANTI – La Montanina CASTELLINA IN CHIANTI – Pomona – Rocca delle Macie CASTELNUOVO BERARDENGA – Fattoria di Petroio MONTALCINO Castello Tricerchi – Col d’Orcia – Fattoi – Fattoria dei Barbi Il Marroneto – Le Chiuse – Le Ragnaie – Piombaia – Querce Bettina Sanlorenzo – SassodiSole – Tenute Silvio Nardi – Villa I Cipressi MONTEPULCIANO Bindella – Dei – Il Molinaccio di Montepulciano CONSORZIO TUTELA VINI DOC VAL DI CORNIA Giomi Zannoni – Rigoli – San Giusto – Sant’Agnese – Terradonnà MAREMMA GAVORRANO – Tenuta Casteani GROSSETO – Val di Toro ROMAGNA Condè Tenuta La Viola Gruppo Modigliana (Stella dell’Appennino): Balìa di Zola/Castelluccio Il Pratello Il Teatro La Casetta dei Frati Lu.Va. Mutiliana Villa Papiano UMBRIA Annesanti Cantina Ninni SICILIA – ETNA Tenuta Benedetta OSPITI Icardi – PIEMONTE Tenuta del Conte – CALABRIA Distribuzione Degustate – BORGOGNA E CHAMPAGNE L’ingresso all’evento costa 25 euro ed è valido per uno dei due giorni. Per accedere ai seminari (Seminario-degustazione sui suoli del Sangiovese a cura di Giorgio Melandri (partecipazione gratuita inclusa nel biglietto di ingresso e Seminario-degustazione vecchie annate 1983-2005. A cura di Davide Bonucci euro 45 incluso ingresso alla manifestazione) occorre la prenotazione obbligatoria. .....

  • polpette al vino bianco al forno polpette al vino bianco al forno

    Ricette con il Vino

    Polpette al vino bianco al forno, ricetta gourmet da fare in casa

    Scritto da 17 gennaio 2018

    Le polpette al vino bianco al forno sono un secondo piatto molto veloce da preparare, ma non per questo meno gustoso! Sono accompagnate, infatti, da una deliziosa cremina che farà impazzire le tue papille gustative. Ai fornelli di combattimento… Polpette al vino bianco al forno: ingredienti (dosi per 4 persone) Impasto 400 g di macinato (prosciutto fresco) 100 g di mollica di pane 1 uovo 1 bicchiere di latte 50 g di scamorza 2 cucchiai di parmigiano reggiano 1 spicchio di aglio Prezzemolo q.b. Sale q.b. Pepe q.b. Noce moscata q.b. Salsa al vino bianco Farina q.b. 1 cipolla tritata 2 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 bicchiere di vino bianco (tipo Chardonnay) Sale q.b. Polpette al vino bianco al forno: preparazione Ammolla la mollica di pane nel latte. Riunisci in una ciotola la carne macinata condita con sale, pepe e noce moscata; il parmigiano grattugiato, la mollica di pane ben strizzata, l’aglio e il prezzemolo tritati. Aggiungi l’uovo e mescola con le mani fino a ottenere un composto omogeneo. Tagli la scamorza a cubetti e inseriscine uno in ogni polpetta facendo un buco all’interno e richiudendolo. Fai cuocere le polpette a 180°C (forno statico) per 20 minuti. Nel frattempo prepara la salsa a vino bianco. Versa l’olio in una padella e fai rosolare la cipolla tagliata finemente. Aggiungi un po’ di acqua e quando la cipolla sarà diventata trasparente unisci il vino bianco. Fai cuocere per 5 minuti e infine aggiungi 1 cucchiaio di farina ed eventualmente altro vino se il fondo di cottura è troppo asciutto. Rigira le polpette nella padella per farle insaporire a fuoco lento e servi calde, accompagnate da questa gustosa salsina. Buon appetito! .....

  • Barolo vino caratteristiche Barolo vino prezzo Barolo abbinamenti gastronomici Barolo vino caratteristiche Barolo vino prezzo Barolo abbinamenti gastronomici

    Classificazione dei Vini Italiani

    Ti presento il Barolo vino caratteristiche, prezzo e abbinamenti gastronomici

    Scritto da 16 gennaio 2018

    Il Barolo è uno dei grandi rossi italiani, definito negli ultimi anni anche il “re dei vini”. Ottenuto da uve Nebbiolo in purezza, rappresenta il cuore pulsante dell’area vitivinicola della Langhe. Questo vino, già apprezzato nel Seicento dai Reali di Casa Savoia, deve la sua fama al Conte Camillo Benso di Cavour, che nella prima metà dell’Ottocento chiamò l’enologo francese Luis Oudart, presentandolo alla Marchesa di Barolo. Sembra che il primo Barolo, così come lo conosciamo oggi, sia uscito proprio dalla sue cantine! Analizziamo insieme le voci: Barolo vino caratteristiche, Barolo vitigno, Barolo vino prezzo e Barolo abbinamenti gastronomici. Barolo vitigno Il Barolo nasce dal vitigno Nebbiolo (3 diversi cloni conosciuti con i nomi di Lampia, Michet e Rosé), alla base di altri grani vini quali il Barbaresco, il Gattinara, il Carema e lo Spanna. Viene coltivato in 11 comuni distribuiti su un’area di circa 1700 ettari: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Barolo, Novello, Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba. In realtà sarebbe più corretto parlare di Barolo al plurale perché la conformazione del terreno spazia dal calcareo-argilloso a quella più sabbiosa e marnosa, che trasmettono all’uva diverse sfumature. Barolo vino caratteristiche Il Barolo è il vino dell’attesa… richiede, infatti, un invecchiamento minimo di almeno 3 anni e dà il meglio di sé dopo 10 anni passati in bottiglia. Resta ottimo anche dopo 20 anni! Questo vino si presenta di colore rosso rubino, che con l’invecchiamento tende all’aranciato. Al naso si notare per i profumi di rosa e confettura di frutta rossa, cui si accompagnano piacevoli note calde di tostato, vaniglia e tabacco. Con l’invecchiamento perde la forza del tannino e si al palato colpisce per il sapore di frutta matura, quasi cotta, con aromi di menta e di sottobosco. Barolo vino prezzo Il prezzo del Barolo può essere variabile. Può oscillare da un minimo di 30 euro a un massimo di 150 euro. Barolo abbinamenti gastronomici Il Barolo, essendo un vino strutturato e complesso, richiede accostamenti con cibi dal sapore deciso. È perfetto con le carni rosse, arrostite o brasate e con la selvaggina, l’agnello e il capretto, ma anche con formaggi forti dalla lunga stagionatura. Si sposa bene anche il cioccolato amaro e con alcuni dolci, come i marrons glacés e le paste di meliga (dei frollini tipici piemontesi). Con il Barolo si prepara anche il brasato, un piatto must della cucina piemontese. Va servito a una temperatura di servizio di 20°C, dopo aver stappato la bottiglia almeno due ore prima della mescita. .....

  • Arianna Occhipinti Arianna Occhipinti

    Cantine

    In giro per cantine: l’Azienda Agricola della “natural woman” Arianna Occhipinti

    Scritto da 14 gennaio 2018

    Nel nostro viaggio alla scoperta delle Cantine Italiane, oggi incontriamo Arianna Occhipinti, una delle più celebri donne del vino in Italia. La sua azienda agricola sorge a Vittoria, in provincia di Ragusa, in prossimità della Strada Provinciale 68, che tremila anni fa collegava Gela a Kamarina. Due dei suoi vini (un bianco e un rosso) portano proprio il nome di questa antica strada a cui rende omaggio. L’avventura di Arianna Occhipinti è iniziata 14 anni fa a Fossa di Lupo. Dopo la laurea in enologia a Milano ha deciso di tornare nella sua amata terra e si è buttata a capofitto nel mondo del vino, scommettendo tutto su un solo ettaro di terra di fronte a una casa di campagna abbandonata. Poi ne sono seguiti altri e l’azienda si è estesa anche nelle contrade Bombolieri, Bastonaca e Pettineo. Oggi le sue bottiglie sono vendute in ogni angolo del pianeta… Stati Uniti, Australia, Giappone. Per lei il vino non è soltanto un lavoro, è al centro di tutto… Come ci rivela Arianna: “Un vino è come una persona, quando mi piace è perché ci racconta la storia del luogo dal quale proviene, i suoi paesaggi, il clima e delle persone che entrano in relazione. Spesso quando mi piace è buono, schietto, e pieno di energia, ma anche giovane o adulto perché bevuto in un determinato momento della sua vita”. I vini che produce Arianna Occhipinti parlano tutti della terra da cui provengono: la città di Vittoria, ai piedi dei Monti Iblei, catena montuosa nel sud-est della Sicilia di origine calcarea. Ci sono il Nero d’Avola (“Siccagno”, “Passo Nero”, “SP68” rosso), il Moscato (SP68 bianco), il Cerasuolo di Vittoria DOCG (“Grotte Alte”) e il Frappato (“SP68” rosso), che se fosse musica sarebbe Jazz. Tutti i vini prodotti dall’Azienda Agricola Occhipinti sono naturali. Come ci spiega Arianna: “Un vino naturale è un vino che rispetta la natura e l’uomo. Racconta un territorio e non modifica le sue caratteristiche. I vigneti vengono coltivati con cura senza utilizzo di prodotti di sintesi chimica. Si cerca di rispettare la natura dei suoli favorendo lo sviluppo della sostanza organica. In cantina il vino si accompagna, senza additivi sino al suo divenire. È un vino che rispetta l’annata, è un vino sincero e gustoso e porta dentro di sé un messaggio importante”. Se dovesse finire su un’isola deserta Arianna Occhipinti non ha dubbi, porterebbe con sé Taganan, Margalagua di Envínate, Poulsard di Pierre Overnoy e Les Nourissons di Stephane Bernaudeau! .....

  • vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne vini per fare lo Champagne tipi di champagne, champagne italiano zone di produzione dello Champagne

    Vini

    Vini per fare lo Champagne: zone di produzione, tipi e Champagne italiano

    Scritto da 11 gennaio 2018

    Lo Champagne, icona delle feste in stile Grande Gatsby, è frutto della felice unione di più vitigni. Scopri con noi quali sono i vini per fare lo Champagne, le zone di produzione e i vari tipi. Champagne storia L’invenzione dello Champagne si deve al frate benedettino Pierre Pérignon, conosciuto anche come Dom Pérignon. La tecnica di produzione di questo vino, che prevede la doppia fermentazione, è la stessa ancora oggi. Si tratta del metodo classico o Champenoise, la cui caratteristica principale è la rifermentazione in bottiglia. Zone di produzione dello Champagne Questo vino tanto pregiato viene prodotto nella zona della Champagne, l’unica in Francia ad avere una singola denominazione. Le zone di produzione dello Champagne sono cinque: Montagne de Reims, Valle della Marna, Cote des Blancs, Cote de Sèzanne e Cote des Bar (Aube). I vitigni impiegati per la produzione dello Champagne sono essenzialmente tre: uno a bacca bianca, lo Chardonnay e due a bacca nera, (ma vinificati in bianco) il Pinot nero e il Pinot Meunier. Sono consentiti in misura minore altre vitigni quali Pinot Bianco, Arbanne e Petit Meslier. Tipi di Champagne Esistono diversi tipi di Champagne in base alle caratteristiche della produzione: Champagne formati da sole uve bianche (Blanc de blancs) Champagne formati da sole uve nere (Blanc de noirs) Champagne più o meno frizzanti (in base alla quantità di lieviti immessi) Champagne millesimati e non millesimati Champagne nature, extra brut, brut, demi-sec, sec e doux (secondo la quantità di zucchero contenuto nel liqueur de dosage). Champagne italiano Il Franciacorta viene considerato un po’ lo Champagne italiano, tuttavia si tratta di cose ben diverse. Di simile hanno soltanto il metodo di produzione del vino in cantina (metodo classico o champenoise), tuttavia il terroir è completamente diverso e anche la qualità è imparagonabile. Per la produzione del Franciacorta vengono utilizzate uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Solo un ultimo suggerimento, lo Champagne si beve fresco e mai ghiacciato… la temperatura di servizio consigliata per i vini giovani è di 7-8°C, mentre per i grandi cuvèes e i vecchi millesimati è di 10°C. Puoi raffreddarlo nel classico secchiello con acqua e ghiaccio per circa 20 minuti o in frigo, 3-4 ore prima di berlo. .....

  • cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso cantinette vino doppia temperatura cantinette vino da incasso

    Degustazioni Vino

    Cantinette vino doppia temperatura e cantinette vino da incasso

    Scritto da 10 gennaio 2018

    Per bere un buon vino non basta comprare un prodotto di qualità, bisogna anche saperlo conservare nel modo migliore. Le cantinette da vino, infatti, consentono di mantenere le bottiglie di vino sempre alla giusta temperatura, alla giusta umidità e al riparo da fonti luminose. Conservare il vino alla temperatura ideale è di fondamentale importanza per esaltare le sue caratteristiche. Come certamente saprete, infatti, il freddo e il caldo possono modificare aromi e sapori. Le temperature basse, ad esempio, amplificano la sensazione di astringenza propria dei vini rossi, perciò vanno serviti a temperatura ambiente (intorno ai 18°C). Cantinette vino doppia temperatura La cantinetta da vino a doppia temperatura è un’ottima soluzione per conservare il vino alla giusta temperatura, mantenendo inalterati aromi e profumi, ma anche le sue caratteristiche organolettiche. Il grande vantaggio è offerto dalla possibilità di conservare 2 tipologie di vino a due diverse temperature. Potresti quindi impostare una temperatura per i rossi e una per i bianchi. Inoltre, permette di impostare il livello di umidità, consentendo al vino di respirare durante l’affinamento. Infine, il vetro scuro permette che il vino non venga danneggiato dall’esposizione alla luce e ai raggi solari. Cantinetta vino classe A Quando si sceglie una cantinetta da vino, oltre alla capacità e alle dimensioni, è bene prestare attenzione anche alla classe energetica. Per avere un’idea di quanto si spende in 1 anno, basta moltiplicare il consumo (kWh/anno) per il costo della luce (dato reperibile sulla bolletta dell’energia elettrica): Cantinette vino da incasso La cantinetta vino da incasso può avere le stesse caratteristiche della cantinetta a doppia temperatura, ma come suggerisce il nome, viene montata all’interno di un mobile, ad esempio la cucina. In entrambi i casi, le bottiglie si conservano sempre coricate, in modo tale che il tappo (di sughero) resti sempre umido, quindi elastico e non si sbricioli. .....

  • vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà

    Vini

    Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti e temperatura di servizio

    Scritto da 9 gennaio 2018

    Il vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà è un passito elegante e ricercato, che viene prodotto con due vitigni a bacca bianca autoctoni della Liguria: Bosco e Albarola, uniti al Vermentino (un vitigno diffuso soprattutto in Sardegna, Corsica, e sulla costa toscana fino alla riviere ligure di levante). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà: caratteristiche Ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1973 e la zona di produzione è appunto quella delle Cinque Terre (Monterosso, Rigomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza), in provincia di La Spezia. Si ottiene dalle uve Bosco (60%), Albarola e Vermentino (al massimo 40%), che vengono fatte appassire sui graticci all’ombra e in ambiente ventilato per almeno 2 mesi. Il nome sembra fare riferimento alla pratica della diraspatura e pigiatura, quindi da “schiaccia e trai”. Da tali uve si ricava al massimo il 30% in vino, il che giustifica il prezzo elevato delle bottiglie. Il Cinque Terre Sciacchetrà si presenta di colore giallo oro, con riflessi ambrati. È dotato di buona struttura e il profilo olfattivo è decisamente suggestivo, con aromi di agrumi canditi, albicocca secca, miele d’acacia e frutta secca. La dolcezza viene temperata da una buona freschezza che lo rende perfettamente equilibrato. Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, abbinamenti Il Cinque Terre Sciacchetrà dà il meglio di sé con i formaggi stagionati e piccanti, ma è ottimo anche da solo come vino da meditazione, soprattutto se l’invecchiamento è superiore ai 5 anni. Accompagna molto bene anche vari tipi di dessert quando il vino ha raggiunto l’invecchiamento di 3-5 anni (es. Pandolce genovese, il panforte di Siena). Vino bianco delle Cinque Terre Sciacchetrà, temperatura di servizio Questo vino va servito a una temperatura di servizio di 12-14°C, in bicchieri piccoli a tulipano, con stelo alto e bordo leggermente svasato. .....

  • Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo Montepulciano vino toscano vino Montepulciano d’Abruzzo

    Classificazione dei Vini Italiani

    Montepulciano vino toscano e Vino Montepulciano d’Abruzzo

    Scritto da 4 gennaio 2018

    Il Montepulciano vino toscano o più precisamente il vino Nobile di Montepulciano e il vino Montepulciano d’Abruzzo non hanno alcun legame tra loro, se non il nome. Va subito precisato, infatti, che il vino toscano Nobile di Montepulciano prende il nome dalla città in cui è prodotto, mentre il Montepulciano d’Abruzzo trae il nome dal vitigno che ne caratterizza l’uvaggio. Montepulciano vitigno Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna, anche conosciuta come Conca di Sulmona, tra la Majella e il Gran Sasso. Nei comuni intorno alla provincia di Teramo ha trovato la sua zona d’elezione, tuttavia il vitigno è stato piantato su buona parte della costa orientale dell’Italia (Marche, Molise e Puglia) e in Umbria. Montepulciano vino toscano, caratteristiche Il vino Nobile di Montepulciano è uno dei vini più antichi della Toscana. Viene prodotto con le uve di un particolare clone di Sangiovese, il Prugnolo gentile, per via del profumo di prugna che conferisce al vino. È composto dal 70% minimo di Sangiovese, a cui si aggiunge Canaiolo per un massimo del 20% e Mammolo, che dà al vino note floreali, soprattutto di viola mammola. La zona di produzione comprende quasi tutto il comune di Montepulciano, a sud di Siena. Il vino Nobile di Montepulciano è un vino corposo, con un bouquet a base di prugne, ciliegie, viole e note terrose, con tannini morbidi anche grazie al lungo affinamento in legno: 26 mesi per il base e 38 per il Riserva. I sommelier suggeriscono di aspettare almeno 6-7 anni prima di stappare una bottiglia. Montepulciano vino toscano, abbinamenti Questo vino si sposa perfettamente con le carni rosse, le grigliate, lo spezzatino, la selvaggina e i cibi ricchi di spezie dolci (es. cannella). È ottimo anche con i formaggi stagionati, le paste al sugo e le preparazioni vegetariane. Va servito a una temperatura di servizio di 16-18°C. Vino Montepulciano d’Abruzzo, caratteristiche Il Montepulciano d’Abruzzo si presenta di colore rosso rubino e si fa subito notare per i suoi profumi di mora, gelso, visciole e maraschino. Al palato è sapido, avvolgente, con tannini raramente aggressivi e note di amarena. Esiste anche il Montepulciano Cerasuolo, che prende il nome dalla cerasa, cioè la ciliegia. Si tratta di un rosato profumatissimo, ma più fresco e delicato. Vino Montepulciano d’Abruzzo, abbinamenti Questo vino dà il meglio di sé con le grigliate di carne, i brasati, i pasticci di cacciagione, le carni elaborate speziate, ma anche con i formaggi stagionati e gli erborinati (es. Gorgonzola). Si consiglia una temperatura di servizio di 16°C per un vino giovane e di 19-20°C se è d’annata. Il Montepulciano Cerasuolo è molto versatile e si abbina bene sia alla carne che al pesce. La temperatura di servizio consigliata è di 14°C. .....

  • Calorie vino rosso Calorie vino bianco Calorie vino rosso Calorie vino bianco

    Curiosità

    Calorie vino rosso e calorie vino bianco, INFOGRAFICA

    Scritto da 3 gennaio 2018

    Il vino è un alimento abbastanza calorico e un buon bevitore deve esserne consapevole… è bene anche sapere che più è elevata la gradazione alcolica, maggiore sarà il carico calorico. Vediamo insieme quali sono le calorie del vino bianco e le calorie del vino rosso. Calorie vino bianco (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino bianco sotto il 6-9% in volume di alcol etilico: 111-147 Calorie. Esempi: Riesling, Moscato d’Asti, Veltiner, Muller Thurgau, Chenin Blanc. Calorie vino bianco con 9-12% in volume di alcol etilico: 177-213 Calorie. Esempi: Gewurztraminer, Tocai, Malvasia. Calorie vino bianco secco sotto il 9-12% in volume di alcol etilico: 107-143 Calorie. Esempi: Pinot Grigio, Trebbiano, Pinot Bianco, Vermentino. Calorie vino bianco secco con 12-14% in volume di alcol etilico: 153-173 calorie. Esempi: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco. Calorie vino rosso (valori medi per un calice di vino da 177 ml) Calorie vino rosso con 11-13.5% in volume di alcol etilico: 135-165 Calorie. Esempi: Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Syrah. Calorie vino rosso con 13,5-16% in volume di alcol etilico: 165-195 Calorie. Esempi: Dal Pinot Nero al Cabernet. Calorie vino frizzante con 12.5% in volume di alcol etilico: 158 Calorie. Esempi: Champagne Brut, Cava, Prosecco. Calorie vino liquoroso con 14-21% in volume di alcol etilico: 189-275 Calorie. Esempi: Porto. Al di là del contenuto alcolico e delle calorie, è buona regola non superare la quantità di vino giornaliera consigliata, cioè: non più di 3 bicchieri (da 125 ml) per gli uomini, non più di 2 bicchieri (da 125 ml) per le donne e non più di 1 bicchiere (da 125 ml) per gli anziani. .....

  • Frappato Frappato

    Classificazione dei Vini Italiani

    Ti presento il vino Frappato: caratteristiche, abbinamenti e prezzo

    Scritto da 2 gennaio 2018

    Il Frappato è un antico vitigno autoctono della Sicilia, originario probabilmente della penisola iberica e sembra fosse già presente nell’isola e nella zona Iblea sin dal 1600. Frappato, caratteristiche La culla di questo vino elegante e beverino, è la provincia di Ragusa, dove i terreni sabbiosi sono di natura calcarea e silicea. Può essere vinificato in purezza o insieme a un altro grande rosso siciliano, il Nero d’Avola, dando vita al prestigioso Cerasuolo di Vittoria. Il Frappato si presenta di colore rosso rubino chiaro, quasi trasparente. All’olfatto si caratterizza per le note fresche, spesso minerali, cui seguono sentori fruttati di amarena, ciliegia e piccoli frutti di bosco. Il nome, del resto, la dice lunga sulla personalità di questo vino… “frappatu”, infatti, significa “fruttato”. Al palato spiccano le sensazioni sapide e saline. È un vino di medio corpo, con tannini morbidi e con una buona persistenza. Frappato, abbinamenti Il Frappato, essendo un vino beverino e leggero, è molto versatile negli abbinamenti a tavola. È perfetto per accompagnare i piatti a base di pesce, ma anche gli arrosti, le frittate di verdura, i salumi e i formaggi freschi. Questo vino va bevuto a una temperatura di servizio di circa 14-16°C. È consigliabile l’apertura della bottiglia un’ora prima della degustazione. Frappato, prezzo Il prezzo di un vino non può essere eccessivamente ridotto perché produrre una bottiglia di vino è un processo lungo. Un vino di buona qualità, dunque, non può costare meno di 3 euro (3,50-4€ se il vino è bio). Se sei curioso di conoscere quanto costa produrre una bottiglia di vino, ti consiglio di dare un occhio alla nostra infografica. .....

  • Vini da Capodanno Vini da Capodanno

    Vini

    Vini da Capodanno e da capogiro!

    Scritto da 28 dicembre 2017

    Sopravvissuti al pranzo di Natale, non resta che affrontare l’ultima sfida a tavola: Capodanno! Le bollicine sono sempre le benvenute, quindi Champagne a go go, ma se cerchi qualche alternativa altrettanto valida, continua nella lettura e scopri con quali vini puoi brindare al nuovo anno. Tra i vini da Capodanno che ti consigliamo c’è senz’altro il Franciacorta, che non ha sicuramente nulla da invidiare al celebre Champagne. Prodotto in provincia di Brescia, viene ottenuto da uve Chardonnay e/o Pinot nero (è permesso anche il Pinot bianco fino a un massimo del 50%). Di un bel colore giallo paglierino, con riflessi dorati e un perlage fine e persistente è ottimo per accompagnare antipasti e primi a base di pesce. Da non sottovalutare tra i vini da Capodanno, lo Chardonnay dell’Alto Adige, che resta un prodotto molto duttile. Non a caso viene usato per la produzione dei migliori spumanti al mondo! Anche questo vino accompagna bene antipasti e piatti a base di pesce. Va servito abbastanza freddo, mi raccomando, a una temperatura di servizio di 10°C. A Capodanno non solo bianco… quando arrivano cotechino e zampone con le lenticchie puoi sbizzarrirti con un buon vino rosso come il Gutturnio o la Barbera, un vino tipico del Piemonte, estremamente piacevole, che si sposa bene con i piatti tendenzialmente grassi. Occhio alla temperatura di servizio, che deve essere tra i 15 e i 17°C. Quando in tavola arrivano i dolci, attenzione a non sbagliare sul più bello… molti, infatti, fanno l’errore di servire il dessert con lo spumante secco… ORRORE. Come insegnano i migliori sommelier, il dolce vuole il dolce. Quindi, via libera al Moscato d’Asti, un vino perfetto per brindare al nuovo anno. Che Bacco ci regali un meraviglioso 2018! .....

  • come togliere le macchie di vino rosso come togliere le macchie di vino rosso

    Curiosità

    Come togliere le macchie di vino rosso su lana, jeans e tovaglie

    Scritto da 27 dicembre 2017

    Dopo i festeggiamenti e i brindisi, una delle domande più comuni è: come togliere le macchie di vino rosso?… eh si, perché le macchie di vino rosso sono decisamente un osso duro e la possibilità che restino degli aloni o comunque delle tracce dopo il lavaggio è dietro l’angolo. Ma se segui i nostri consigli, il risultato sarà impeccabile! Come togliere le macchie di vino rosso su lana Uno dei rimedi più efficaci contro le macchie di vino rosso è senza alcun dubbio il sapone di Marsiglia. Metti un panno asciutto al di sotto della macchia di vino, inumidisci il sapone e strofina la macchia. Poi con un altro panno umido risciacqua il sapone. Una volta a casa metti il capo in lavatrice. Come togliere le macchie di vino rosso su jeans Anche sui jeans il sapone di Marsiglia è ottimo per togliere le macchie di vino rosso. Il procedimento è sempre lo stesso. In alternativa puoi usare il sale. Cospargi la macchia con il sale e lascia agire per 5 minuti, poi versaci sopra dell’acqua bollente e infine metti il capo in lavatrice. Come togliere le macchie vecchie dalle tovaglie Per togliere le macchie vecchie dalla tovaglie bianche è molto utile il percarbonato di sodio, che è uno sbiancante naturale all’ossigeno attivo. Basta mettere il tessuto macchiato in ammollo con acqua e percarbonato e seguire le indicazioni che trovi sulla confezione. Una soluzione d’emergenza, se ti sei macchiato di vino rosso la camicia o la gonna è l’acqua frizzante, ne basta qualche goccia. Strofina e vedrai che la macchia si attenuerà subito! .....

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