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Anna Le Rose

Anna Le Rose

Web copywriter. Consulente di scrittura creativa. Racconto storie. Fotografo cibi dall'alto. Ho un blog che si chiama Vene Vanitose. Scrivo d'amore, di cibo e di donne. Spesso le tre cose coincidono.

Articoli per Anna Le Rose

  • vino rosso miele e rosmarino vino rosso miele e rosmarino

    Curiosità

    Vino rosso, miele e rosmarino contro il raffreddore

    Scritto da 15 gennaio 2018

    Vino rosso, miele e rosmarino: preparate il pentolone streghette e stregoni – forse meglio un pentolino, a scanso di eccessi – perché oggi prepariamo una vera e propria pozione magica contro il raffreddore. Alzi la mano chi in inverno non si becca almeno una volta un malanno. Ecco, siamo in compagnia. Ma quali rimedi adottare senza dover ricorrere necessariamente a bombe di farmaci all day long? Certamente vino rosso, miele e rosmarino non è qualcosa da assumere 3 o 4 volte al giorno per una settimana, ma una tazzina di sera, dopo cena, guardando un bel film o poltrendo davanti al camino può essere una soluzione che allevia i disturbi legati alla tosse e al raffreddore. Un team di scienziati ungheresi ha infatti scoperto che all’interno delle molecole del vino rosso esiste una sostanza naturale in grado di fornire all’essere umano anticorpi contro il virus dell’influenza, il resveratrolo. Tesi ribadita successivamente anche da un gruppo di ricerca de La Sapienza di Roma che ha osservato la potenza antinfiammatoria del rasveratrolo, addirittura superiore a quella del cortisone. Insomma, il vino rosso fa bene, e ancora una volta ne abbiamo le prove. Aggiunto alle proprietà disintossicanti ed energizzanti del rosmarino usato in infusione e alle naturali capacità antibatteriche del miele, il nostro sciroppo magico diventa un elemento davvero indispensabile quando proprio l’influenza non ci fa dormire. Cioè, se non dormiamo lenendo la tosse almeno dormiamo per il goccetto. VINO ROSSO, MIELE E ROSMARINO CONTRO IL RAFFREDDORE: INGREDIENTI Un bicchiere di vino rosso Un rametto di rosmarino Un cucchiaio di miele VINO ROSSO, MIELE E ROSMARINO CONTRO IL RAFFREDDORE: PREPARAZIONE Versare il vino rosso in un pentolino e scaldare Aggiungere il rosmarino, spegnere il fuoco e lasciare in infusione per 6-7 minuti coprendo con un coperchio Filtrare e unire il miele Et voilà, la nostra pozione magica è pronta. Sono certa che così farete davvero sogni bellissimi. .....

  • gnocchi di carote al vino bianco gnocchi di carote al vino bianco

    Abbinamento Cibo/Vino

    Gnocchi di carote al vino bianco

    Scritto da 12 gennaio 2018

    Che si tratti di quelli umani o di quelli mangerecci, gli gnocchi di carote al vino bianco conquistano non pochi cuori.  Non sono difficili da fare e servono anche pochi ingredienti, ma il rischio di farli venire troppo molli o simili a dei poco saporiti tocchetti di pietra lavica, spesso distoglie le anime pie che si accingono a prepararli. Per non parlare poi del fatto che, essendo a base di patate, molte signorine la menano con la pesantezza e i rotolini, che poi non passano la prova tubino, il cielo si oscura e finisce il mondo. Siamo ormai in piena fase detox post Natale e tra un po’ inizieremo a pensare alla prova costume, così vi propongo una ricetta una che ho inventato (ricordo sempre che non sono una food blogger) e che mi sembra perfetta per lo sgarro del weekend: gli gnocchi di carote.  Perchè? Le carote contengono betacarotene, che stimola l’abbronzatura e iniziare da gennaio è cosa buona e giusta Non sono troppo pesanti perchè hanno una minima percentuale di patate Si possono condire con tanti sughetti di verdure. Gnocchi di carote al vino bianco: ingredienti 400 g di carote 200 g di patate Farina q.b. (non meno di 180-200 g in ogni caso) 3 uova 2 cucchiai di parmigiano Sale q.b. Una grattata di noce moscata Vino bianco q.b. Gnocchi di carote al vino bianco: preparazione Pelate e lessate patate e carote. Le patate, sbucciatele dopo averle lessate perchè trattengono più amido. Una volta raffreddate, asciugate le carote con la carta assorbente premendole un po’ e frullatele col minipimer. Schiacciate quindi le patate con lo schiacciapatate e amalgamate i due composti in una ciotola. A questo punto, unite le uova, il parmigiano, il sale e la noce moscata. Impastate un po’ e iniziate ad aggiungere la farina, sempre impastando, finchè il composto non vi sembra strutturato ma soffice.  Ora non vi resta che realizzare gli gnocchi facendo i classici serpentelli, tagliarli a tocchetti e girarli sulla forchetta. Poi fate una piroetta, guardate in su, guardate in giù e date un bacio a chi passa per primo. Va benissimo pure il gatto. E il vino bianco? Ecco il barbatrucco! Cuocete gli gnocchi di carote in acqua salata e vino bianco in pari quantità. Buon appetito e, come sempre, cin cin! Ps: per questo piatto vi consiglio uno Chardonnay IGT Verona frizzante. .....

  • moscow mule terron mule moscow mule terron mule

    Curiosità

    Moscow Mule? Sembra, ma non è

    Scritto da 8 gennaio 2018

    Moscow Mule? Matteo Longo, frontman del bancone de La Rondinella di Scalea ha accolto una nuova sfida dopo quella dello Spritz calabrese: creare un Mule che fosse meno Moscow e più Terron. Usiamo “terron” consapevolmente e goliardicamente, tranquilli. Se i nostri fratelli di degustazione del nord hanno la vodka, in Calabria il Vecchio Magazzino Doganale – produttore di liquori rurali – mette sul tavolo le sue carte migliori con un gin, GIL, e con un bitter extra strong, ROGER, che Matteo mixa sapientemente con lo sciroppo di glucosio piccante in una ricetta che ora non è che vi sveliamo proprio tutta tutta. Come il Moscow Mule, anche il Terron Mule viene servito nella sua tazza ramata e si presenta davvero instagrammabilmente bene, solo che io, come dire, ero troppo distratta per fare foto o stories e ho chiesto a Matteo se potesse mandarmi una foto. Un barman, un oste, un cantiniere confessore ti aiutano sempre, prima regola del club. Un long drink piacevolissimo dall’appeal leggermente piccante, fresco al palato e per nulla stucchevole. Un after dinner perfetto in ogni stagione ma che sicuramente in primavera e in estate può dare il massimo abbinato alla piccola pasticceria artigianale che il locale propone. La Rondinella stupisce ancora con una carta che sa valorizzare il territorio attraverso aziende che sono il fiore all’occhiello di una Calabria che sta enogastronomicamente diventando forte, libera e bella. Ribelle, dopo tutto, lo è sempre stata. Un’osteria, una trattoria, un ristorantino, un luogo di incontro che oltre a eccezionali vini, oltre a grandi birre, oltre a piatti e dolci che non ve lo sto neanche dire, propone un’offerta cocktail davvero degna dei locali più blasonati. Insomma, c’era bisogno di Matteo perché io abbandonassi il solito gin tonic della staffa. Complimenti come sempre a tutti i ragazzi de La Rondinella, è sempre bello tornare e passare qualche serata da voi.   .....

  • Bolgheri vino rosso Toscana Bolgheri vino rosso Toscana

    Vini Italiani

    Bolgheri, vino rosso, ma non solo, viaggiando in Toscana

    Scritto da 6 gennaio 2018

    Siamo a Bolgheri, frazione di Castagneto Carducci, nel cuore pulsante della Maremma livornese. Si sa, ma ci piace ribadirlo: la Toscana, in fatto di enogastronomia, la sa lunga. Sa come coccolare i suoi avventori, sa stupirli negli occhi, nel cuore, nello stomaco e nei pensieri. Sa prendersi cura, con cose belle e buone, delle gambe che la percorrono e delle bocche che la assaggiano. Non è solo il suo Castello medievale, non è solo la poesia di Giosuè Carducci, non è neanche solo il Viale dei Cipressi e nemmeno solo le sue chiese e il Rifugio faunistico; è terra di vino, di vini, di rossi morbidi e sinuosi come la Maremma, ma anche di bianchi e rosati, come i tramonti. Un territorio che grazie alle sue caratteristiche climatiche e morfologiche ha saputo accogliere e ospitare i vitigni del Cabernet Franc, del Petit Verdot, del Merlot e del Cabernet Sauvignon. Quella di questa piccola frazione toscana col vino è una storia d’amore a pieno titolo, fatta di presenze importanti e di legami solidi e romantici, tanto da avere la denominazione Bolgheri DOC che include i famosi: Rosso di Bolgheri Rosso di Bolgheri Superiore Sassicaia Bolgheri Sauvignon Vermentino di Bolgheri Bolgheri Bianco e Rosato Il rosso viene prodotto esclusivamente nel comune di Castagneto Carducci, così come il Sauvignon e il rosato. Appannaggio del territorio provinciale di Livorno sono invece il rosso superiore, il Vermentino e il bianco. Una nota speciale invece per il Sassicaia, perla del territorio, uno dei vini italiani più rinomati, che viene prodotto esclusivamente in una particolare area del comune di Castagneto Carducci dalla Tenuta San Guido, unica a possederne i vigneti nell’area della DOC. Ecco, sì, se fossi un vino italiano, sicuramente mi piacerebbe essere un Sassicaia. Rossa lo sono già, spero solo di migliorare invecchiando. Buon weekend a tutti, bevete cose buone. .....

  • vino in gravidanza si può bere? vino in gravidanza si può bere?

    Curiosità

    Vino in gravidanza: si può?

    Scritto da 5 gennaio 2018

    Si può bere vino in gravidanza? Sono molte le donne appassionate di vini che se lo domandano, e in effetti la questione è altamente dibattuta. La SIGO – Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia ne condanna in toto l’assunzione a partire dall’idea di avere un figlio e sin dalle prove tecniche di concepimento, quindi abbandonate l’idea di una piacevole serata con botto di bottiglia e botto finale. Esistono anche diversi altri studi che sconsigliano l’assunzione di vino in gravidanza anche in minime quantità raggruppando tutte le diverse patologie possibili all’interno della macro area della Sindrome Feto-Alcolica. Una cosa che suona malissimo, che effettivamente spaventa molto e che, stando ai risultati delle ricerche effettuate da questi scienziati, può portare il feto ad avere non pochi problemi, dal sottopeso al ridotto sviluppo neurologico perché l’alcool viene recepito dal cervello umano come un veleno. Può, sì, abbiamo usato questo verbo consapevolmente, perché come ogni grande dilemma esistenziale che riguarda l’essere umano, anche quello del vino in gravidanza è un dubbio destinato a rimanere tale. Posto che in generale un eccessivo consumo di alcool fa male, posto maggiormente che bere tanto in gravidanza fa ancora più male, esistono altri studi che non escludono in toto e a priori un bicchiere di vino sometimes per le future mamme. Quali studi? Non li abbiamo inventati, giurin giurello. Secondo uno studio condotto nel 2013 da John Macleod dell’Università di Bristol su un campione di settemila bambini di 10 anni, un consumo moderato di vino da parte delle madri, pari a 3-7 calici a settimana, garantirebbe al nascituro una maggiore capacità di equilibrio o almeno non interferirebbe sullo sviluppo neurologico analizzato proprio dalla capacità di questi bimbi di stare su una sola gamba per 20 secondi a occhi aperti e poi a occhi chiusi. Ma non è finita. Secondo l’University College of London pare che i figli di madri che hanno praticato una moderata assunzione di vino in gravidanza, test effettuato su oltre diecimila bambini di 7 anni, siano maggiormente abili nei test cognitivi e più predisposti alle interazioni sociali. Lo sappiamo, vi verrebbe facile facile la battuta, eh? Ma non stiamo scherzando. Naturalmente stiamo parlando di test e studi, quindi di teorie sperimentali che non vogliono indurre le future mamme a consumare alcolici, tanto che lo stesso professor Macleod ufficialmente ancora ne sconsiglia l’assunzione. Ma alla fine, fare un paio di brindisi di un buon vino è davvero un tabù in gravidanza? Un paio no, ma che siano solo un paio. Non come le scarpe che comprate ai saldi. Auguri a tutte le mamme e anche al nostro sommelier Sandro che ieri sera è diventato papà. Cin cin. .....

  • Menu Capodanno idee Menu Capodanno idee

    Abbinamento Cibo/Vino

    Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero (e tre vini da abbinare)

    Scritto da 29 dicembre 2017

    Ragazzi, sì, lo sappiamo, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve fare. Bisogna pulire il pesce prima di cucinarlo, no? Oggi vi proponiamo i gamberoni al vino bianco e zenzero, perfetti per il cenone di Capodanno, dal gusto fresco e dal fascino leggermente piccante, che non guasta mai per chiudere e aprire degnamente un nuovo anno all’insegna dei brindisi. Coraggio, una bollicina prima di accendere i fornelli e poi gamberoni. Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero: Ingredienti 1 kg di gamberoni 3 cucchiai di olio evo 300 ml di vino bianco zenzero fresco a piacere 1 spicchio d’aglio sale, pepe e prezzemolo tritato q.b Menu Capodanno idee: Gamberoni al vino bianco e zenzero Lavate i gamberoni e togliete il filetto nero Mettete a scaldare l’olio con l’aglio che toglierete appena sarà leggermente dorato, quindi aggiungete i gamberoni e sfumate col vino Lasciate evaporare e salate, pepate e grattugiate lo zenzero fresco a seconda del vostro gusto Fate cuocere per 7-8 minuti a fiamma bassa e servite spolverizzando con il prezzemolo tritato. Et voilà, il secondo che vi decreterà re e regine della cucina di Capodanno è pronto, perché questi benedetti gamberoni al vino bianco e zenzero faranno davvero fare il trenino a tutti i vostri sensi. A far fare il trenino a voi, invece, ci penso io con un paio di dritte sui vini da abbinare a questo piatto e che vi faranno conquistare l’Aeiouy e tutto l’alfabeto. Partiamo con una Malvasia frizzante Forte Rigoni di Ariola, un vino gaio e festaiolo, perfetto per il Capodanno, profumato, fruttato e coinvolgente. Una bolla leggera che non sa sentirsi dire di no. Il mio secondo consiglio è un Valdobbiadene D.O.C.G. Brut di Barichel, perché che Capodanno sarebbe senza un Prosecco con cui brindare? Ma a proposito di brindisi, tra un gamberone e l’altro, sotto il vischio, a tavola, dove volete, con una persona speciale, stappate un Jacquesson Cuvée 740, uno Champagne extra brut ottenuto dall’assemblaggio di vini della vendemmia 2012 più il 33% di Vins de Réserve. Piacevolissimo, sinuoso, intrigante. Certamente la prima alba del 2018 sarà meravigliosa. Ragazzi, io vi saluto e vi auguro tantissimi brindisi stupendi per questo nuovo anno. Come si dice? Ci leggiamo l’anno prossimo. Cin cin. A proposito, sapete cosa significano queste due parole? Se siete curiosi leggete il nostro articolo sul significato del brindisi! .....

  • biscotti di natale al vino rosso e cannella biscotti di natale al vino rosso e cannella

    Ricette con il Vino

    Biscotti di Natale al vino rosso e cannella

    Scritto da 25 dicembre 2017

    Buongiorno e felice Natale a tutti! Sì, anche oggi siamo qui a farvi compagnia per una colazione o una merenda golosissima: i biscotti di Natale al vino rosso e cannella. Una ricetta trasversale che profuma sia di sud che di nord e che farà impazzire tutti. Potete prepararli con gli amici, durante un pomeriggio davanti al camino in compagnia di una cioccolata calda, dopo una tombolata e magari mangiarli ancora tiepidi. Insomma, le feste sono ancora lunghe e avrete tutto il tempo per dilettarvi in questa ricettina. INGREDIENTI PER 8-10 PERSONE 1 kg di farina 300 g di zucchero 400 g di vino rosso 400 g di olio (con quello di semi il gusto sarà un po’ meno pesante) 2 bustine di lievito per dolci cannella a piacere (circa 2 cucchiaini andranno comunque bene) 1 pizzico di sale Come preparare i biscotti di Natale al vino rosso e cannella? Unite su un piano di lavoro tutte le polveri, ovvero farina, zucchero, cannella, lievito e sale Aggiungete il vino rosso poco alla volta e iniziate ad amalgamare Versate poi pian piano l’olio continuando a impastare fino ad ottenere un composto morbido e lavorabile Lasciate riposare il panetto ottenuto nella pellicola per 30-40 minuti Stendete l’impasto ad uno spessore di 3-4 mm , 5 al massimo perché un po’ cresceranno, dandogli la forma che più vi piace Trasferite su una teglia coperta di carta forno e fate cuocere per circa 5-6 minuti a 170° (mi raccomando, controllate sempre perché ogni forno funziona a modo proprio, magari ne assaggiate uno prima, che sacrificio!) Una volta raffreddati potrete decorarli con la glassa o la ghiaccia reale o semplicemente cospargerli di zucchero a velo, saranno comunque buonissimi! Questa ricetta dei biscotti di Natale al vino rosso e cannella si presta bene anche per essere realizzata dando ai biscotti la forma di tarallini, come quelli che si fanno in Puglia, ricordatevi solo di cospargerli di zucchero semolato prima di infornarli. Ah, sì, ne abbiamo pubblicato una versione salata al vino bianco opera della nostra Tiziana, pugliese doc. Ancora Felice Natale a tutti! .....

  • Vini Italiani

    Scopriamo il vino rosso marchigiano Conero

    Scritto da 22 dicembre 2017

    Oggi andiamo alla scoperta di una delle DOC italiane prodotte nella provincia di Ancona: il vino rosso marchigiano Conero. Terra bagnata dall’Adriatico e impreziosita dal Monte Conero che si eleva a circa 570 metri sul livello del mare, la regione delle Marche non è solo custode di succulente prelibatezze gastronomiche, ma si fa portavoce di un vino rosso il cui colore ben si abbina alle tavole e ai menu natalizi. Il vino rosso marchigiano Conero è un vino dai meravigliosi riflessi violacei rubini che sprigiona eleganti sentori di frutta nei quali si distinguono nettamente la ciliegia selvatica, la prugna e i frutti di bosco per chiudersi poi olfattivamente con note di liquirizia e tabacco. Anche il suo sapore risulta fruttato e se ci stupisce con una personalità e una persistenza marcate, non è certamente una sorpresa ritrovare il gusto dei frutti che ci lascia sentire a un primo incontro, per poi lasciare al palato un leggero sapore pepato e di fichi secchi. Il Rosso Conero è un vino tannico dalla gradazione di 11,5% che nasce da vitigni di Montepulciano e Sangiovese, un vino che quindi ben si abbina ai ricchi menu della tavola di Natale che vedono carni e arrosti come sovrani indiscussi. La DOC risale al 1967, mentre la DOCG del Rosso Conero Riserva gli è stata riconosciuta nel 2004. Se fino a non molto anni fa questo vino era conosciuto per lo più dagli autoctoni e dagli addetti ai lavori, oggi è protagonista di un prezioso lavoro di promozione che l’Associazione I Vignaioli del Monte Conero effettua durante tutto l’anno per diffondere l’operato delle aziende vitivinicole che producono questo prodotto realmente sorprendente. Certamente uno di quei vini da poter regalare a Natale se ancora non avete spuntato tutta la vostra lista. Noi ve lo consigliamo assolutamente, anche per un piccolo cadeau romantico se passerete le feste a due. .....

  • come scegliere lo spumante per capodanno come scegliere lo spumante per capodanno

    Abbinamento Cibo/Vino

    Come scegliere lo spumante per Capodanno

    Scritto da 18 dicembre 2017

    Scegliere lo spumante per Capodanno è un’attività tanto piacevole quanto insidiosa, come tutte le relazioni che prevedono un certo tasso di frizzantezza ed euforia. Baciarsi sotto il vischio dovrebbe avere il giusto supporto etilico, per non parlare poi della vergogna dimenticata insieme alla dignità quando parte il meu amigo Charlie Brown. Insomma, ci servono le bollicine giuste, pegno un anno disastroso, ecco. Partiamo dal fatto che pare ormai diffusa la noncuranza sulla differenza tra spumanti dolci e prosecchi, ad esempio e non è raro trovare qualcuno che serva un bel panettone con un extra brut. No, raga’, non si fa. Quando tutto ebbe inizio: spumante è il nome che diamo a tutti i vini frizzanti che fanno la spuma. Poi, solo poi, diversifichiamo in Prosecco, Franciacorta, Champagne etc etc. La prima dritta su come scegliere lo spumante per Capodanno è senza dubbio quella che anche l’Associazione Italiana Sommelier ricorda: brut per aperitivo e pasto, spumante dolce per il dolce, appunto. Anche se ormai in molti pensano che non sia cool servire uno spumante dolce, ma dove?! In questa vigna sconfinata e lussureggiante ci addentriamo poi in nomenclature che ai più suonano come la formula del bosone di Higgs: blanc de blancs, sec, demi-sec, brut, extra brut, doux, millesimato, metodo classico e metodo charmat. Noi però, con questo post for dummies, vogliamo chiarirvi almeno le idee base. Pas dosé: ultra secco Extra Brut: molto secco Brut: secco Extra Dry: secco con una leggerissima dolcezza Dry o Sec: appena dolce Demi Sec: amabile, dalla dolcezza distinguibile Dolce o Doux: dolce Il Prosecco, tanto amato, e gli altri vini charmat sono generalmente Extra Dry e Brut, quindi adatti all’aperitivo o al pasto, potete servirli anche con il cotechino o lo zampone perché sgrassano. Il Franciacorta e gli altri  spumanti metodo classico sono invece generalmente Brut ed Extra brut, quindi come sopra. Con un Demi Sec invece andate sul sicuro sia per il dolce che per il salato. Sulla scelta dello spumante per il dolce ovviamente non ci sono dubbi: limitatevi a quelli con la dicitura Dolce o Doux, e sbizzarritevi tra malvasie, moscati e brachetti. Ah, sì, un’ultima cosa: lo champagne è uno spumante metodo classico che si chiama così perché viene prodotto nella regione dello Champagne, non è una creatura aliena che fa subito classe e raffinatezza. Non facciamo figuracce. Buon anno! .....

  • cantina maculan cantina maculan

    Cantine

    Cantina Maculan: Santalucia, il vino che “fa bene” alla vista

    Scritto da 15 dicembre 2017

    Si chiama Santalucia ed è il vino, ogni anno diverso e il migliore della produzione, che la Cantina Maculan riserva per sostenere la ricerca della Fondazione Banca degli occhi Veneto Onlus. Trecento bottiglie numerate, una barrique intera che quest’anno ha donato un Cabernet che fa davvero bene alla vista. Quella della Cantina Maculan è ormai diventata una tradizione di amici e famiglia, capitanata da Fausto. L’idea è proprio la sua, con lo scopo di unire l’eccellenza vitivinicola con la ricerca del centro regionale di riferimento per i trapianti di cornea di Veneto e Friuli Venezia Giulia, il più importante per numero di donazioni a livello europeo. Il vino è stato selezionato da sommelier, giornalisti e critici enogastronomici, che hanno assaggiato tutte le barrique dell’annata 2016 della Cantina Maculan. La scelta è ricaduta su un Cabernet Sauvignon. Il vino sarà poi venduto con una donazione minima stabilita dalla cantina, la quale devolverà il ricavato alla ricerca. Il Santalucia è un vino che fa bene alla vista non solo perché la sua vendita supporta ogni anno gli studi della Fondazione ma anche perché il suo packaging riempie gli occhi d’arte con un’etichetta realizzata da un’opera di Graziella Da Gioz. Insomma, eccellenze italiane vitivinicole ma anche artistiche unite per il comune scopo di fare qualcosa di bello e buono. I problemi legati alle cornee sono sempre più frequenti e il Veneto rappresenta da decenni un’importante realtà ospedaliera ma anche di ricerca. Mi è piaciuto raccontare la storia del Santalucia e della Cantina Maculan perché ormai siamo anche a due passi dal Natale e potrebbe essere un’idea bellissima degustare un Santalucia con la propria famiglia finanziando anche la ricerca. Non sarebbe bello? Per info e contatti: Cantina Maculan .....

  • dolci di natale al vino chinule calabresi dolci di natale al vino chinule calabresi

    Ricette con il Vino

    Dolci di Natale al vino: chinule calabresi

    Scritto da 11 dicembre 2017

    Avete mai assaggiato le chinule calabresi? L’olfatto è quel senso che immediatamente ci riconduce ai ricordi più ancestrali e legati al nostro vissuto. È il tassello che indelebilmente lega il presente al passato portandolo per mano verso il futuro. Se penso al Natale, mi vengono subito in mente le arance e le clementine, il profumo delle loro bucce sbruciacchiate lentamente sul fuoco, la persistenza dell’odore del miele di fichi che pian piano sobolle e racconta le storie delle nonne, l’avvolgenza dei semi di sesamo che, piccoli piccoli, si danno la mano e diventano barrette di croccante giurgiulena. Il Natale in Calabria ha la memoria dell’estate che cede il passo all’inverno senza mai abbandonarsi completamente ad esso e ne custodisce i ricordi nel ripieno scrocchiarello dei fichi secchi ricoperti di cioccolato e farciti con le mandorle. Ha l’elasticità di una pasta fatta di vino dolce e olio, che se la tiri, non si spezza, come le braccia della gente del Sud, e il cuore morbido di castagne e cioccolato, aromatico come i profumi che si respirano tra il mare e il Pollino. Ha il senso della forza del mustacciolo, che però ha anche un po’ il cuore tenero. Questi sono i profumi legati al mio Natale, quello che sa un po’ di fritto e un po’ di aria salmastra, un po’ di agrumi e molto di appartenenza. Oggi vi presento le chinule calabresi, dolci tipici del Natale “di giù” che, nelle loro ricette rielaborate, raccolgono storie e tradizioni casalinghe di centenaria memoria. Le chinule sono dei dolci a forma di mezza luna ripieni di castagne, cioccolato, cacao e frutta secca tritata, fritti e poi passati nel miele (di fichi tradizionalmente), serviti su foglie di cedro o limone e decorati con canditi tagliati sottilmente e zuccherini colorati. Alcuni li spolverizzano anche con la cannella, come faceva mia nonna Ninì. La base è un impasto fatto con farina, olio d’oliva e vino bianco dolce, noi usiamo il Moscato o lo Zibibbo. Chinule calabresi: ingredienti 1 kg di farina 1 bicchiere d’olio 2 bicchieri di vino intiepidite olio e vino in un pentolino e impastate Perché olio e vino? Perché rendono l’impasto profumatissimo ed elastico, facile da lavorare e perfetto per essere fritto senza risultare pesante o sgradevole. Il ripieno delle chinule è preferibile prepararlo il giorno prima, in modo che si compatti per bene. Io lo preparo così… Chinule calabresi: preparazione del ripieno 2 vasetti di crema di castagne (ma se ne avete voglia, potete lessarle in casa, pelarle e passarle con il passaverdura), pari quantità di cioccolato fondente, 4 o 5 cucchiai di cacao amaro frutta secca a piacere tritata finemente (si può usare la farina di mandorle già pronta) zucchero a seconda del gusto un po’ di liquore dolce aromatico amalgamate il tutto e lasciatelo riposare in un luogo fresco per almeno mezza giornata senza andare ad attingere ogni mezz’ora. Il giorno dopo, preparate l’impasto secondo le dosi di cui sopra, stendetelo ad altezza di circa 3-4 mm, ricavatene dei dischi, farcite e chiudete a mezza luna sigillando bene i bordi. Quindi friggete fino a leggera doratura. Lasciate riposare le chinule per un giorno e prima di mangiarle, passatele nel miele caldo. Fate tanti dolci, ché le dolcezze non sono mai troppe. I chilozzi si smaltiscono a gennaio. Lo dice anche mia nonna. .....

  • apeeritivo di natale quale vino scegliere apeeritivo di natale quale vino scegliere

    Curiosità

    Aperitivo di Natale, quale vino scegliere

    Scritto da 8 dicembre 2017

    SOS: aperitivo di Natale. C’è chi si occupa del cenone della vigilia, chi del pranzo del 25, chi degli avanzi di Santo Stefano, chi della tombolata del 28 e voi, che siete re e regine indiscussi degli happy hour, avete deciso di invitare tutti per un aperitivo di Natale. Mettiamola così: non è catastrofica come sembra e vi divertirete tantissimo. Qualche suggerimento però per scegliere il vino giusto vogliamo darvelo, così da partire ancora meglio. Bolle, bolle, bolle come se non ci fosse un domani. E non vi stiamo augurando morbilli o varicelle. Per brindare durante le feste e organizzare un perfetto aperitivo di Natale, non può assolutamente mancare una bollicina. Per questa occasione abbiamo scelto di consigliarvi il Prosecco DOC Treviso di Peruzzet sia in versione Brut che Extra Dry. In questo caso vale l’antico detto “minima spesa, massima resa“, perché con un investimento medio basso vi garantite un Prosecco di tutto rispetto, piacevole, brioso, solleticante ed estremamente natalizio. Abbinatelo con qualcosa di sfizioso, come dei piccoli bignè salati con spuma di mortadella o un’insalata di gamberi con salsa al lime. La terza proposta che vi facciamo per il vostro aperitivo di Natale è lo Chardonnay IGT frizzante Foglia Verde di Cantina di Custoza e anche in questo caso, con una spesa davvero contenuta, avrete sul vostro buffet un ottimo vino che non annoia e che può fare compagnia per tutta la sera, anche mangiando qualcosa di più sostanzioso di uno stuzzichino. Uno charmat breve dal profumo floreale da servire a 8-10°C perfetto per le feste. Adesso godetevi questo primo weekend pre natalizio, trascorretelo con le persone a cui volete bene o che vi piacciono, fate tanti brindisi, magari provate a scoprire qualcuna delle nostre proposte e se avete delle chicche da consigliarci per brindare al Natale e al nuovo anno, scriveteci. Cin cin. .....

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